Lifestyle

L’arredamento progettato al MIT che trasforma il monolocale premendo un bottone

Ori è il blocco di arredamento “robotico” che riesce a garantire tutti i comfort anche in piccoli spazi. Il progetto è ora approdato sul mercato, in vendita in alcune città degli Usa a 10 mila dollari

Sicuramente più grande del monolocale in cui Renato Pozzetto viveva in un famoso film degli anni ’80, ma ancora indiscutibilmente piccolo. Un appartamento da 60 metri quadri – bagno, letto, cucina –  tuttavia, è lo standard ormai in molte città del mondo, che continuano a crescere e dove gli affitti per case grandi continuano a lievitare. Visto il trend, design e tecnologia si sono uniti per trovare la soluzione, e creare un sistema di arredamento che si trasforma a seconda delle esigenze, garantendo tutti i comfort e tutti gli spazi necessari. L’arredamento che si trasforma si chiama Ori, nome che deriva dagli origami giapponesi, per la sua arte di cambiare volto alla stanza semplicemente premendo un bottone. Ori è un progetto nato all’interno del MIT Media Lab con la collaborazione di Fuseproject, ed ora è disponibile sul mercato in alcune città americane a partire da 10 mila dollari.

La stanza che si muove

Ori è un singolo “blocco” di arredamento che si trasforma semplicemente premendo un bottone. Sembra una grande libreria di legno, o una parete divisoria, ma al suo interno nasconde il letto, l’armadio, i cassetti, una scrivania e persino un piccolo ripostiglio. Quando vi svegliate al mattino, basta premere l’interruttore e il letto scivolerà lentamente dentro Ori, lasciando più spazio per il salotto e trasformando la stanza in uno studio se dovete lavorare. Dall’altro lato c’è una zona “giorno” dove potrete rilassarvi sul divano guardando la tv. L’intero sistema utilizza un decimo della quantità di energia necessaria per far funzionare un asciugacapelli e non richiede particolari istallazioni, se non una comune presa elettrica. Il vostro monolocale, avrà così più spazi dedicati alla vostra vita, dalla camera da letto alla living room, e persino l’angolo ufficio. Oltre al bottone fisico, l’appartamento robotico è collegato anche a un’app, che permette all’utente di cambiare le unità mobili secondo varie disposizioni, anche a distanza, quando cioè non è fisicamente in casa.

Il progetto 

Il progetto Ori System è stato annunciato un anno fa, a luglio 2016, e ora è disponibile per la prenotazione dai real estate delle città di New York, Chicago, San Francisco, Boston, e alcune città canadesi. Il progetto è in evoluzione e, se avrà successo, di certo verrà replicato anche in altri mercati (da qui si può tenere d’occhio l’avanzamento del progetto e le città dove è disponibile). Il team di Ori è composto dal Ceo Hasier Larrea e altri 4 designer che ambivano a realizzare una soluzione per gli appartamenti di oggi, molto piccoli, ma anche con tutte le potenzialità che la robotica offre. Il team inizialmente aveva realizzato un prototipo chiamato CityHome, che veniva azionato dal movimento delle mani invece che dal bottone. Dopo averlo testato su Airbnb, però, il team si è accordo che le persone preferivano un design intercambiabile della stanza a un eccessivo impiego di robotica. Così, Ori si è alleata con Fuseproject, che ha modificato il design e l’ha reso una soluzione d’arredamento sofisticata e anche accessibile nel prezzo.

@carlottabalena

 

Galaxy Note 8, tutte le notizie prima del lancio

Dopo la sfortunata storia del Note 7, quest’anno Samsung spera di bissare il successo del Galaxy S8. Con un terminale munito di pennino e accessori omaggio per chi prenota subito

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Zooppa lancia il primo contest per video VR a 360°. Ecco come partecipare

C’è tempo fino al 16 ottobre, saranno selezionati i migliori video promozionali o di storytelling girati con tecnologia 360° e della durata massima di 120 secondi
Garmin è partner tecnologico dell’iniziativa e mette in palio 5 Camere VIRB 360

DevSecOps: lo sviluppo software agile attento alla sicurezza

Sviluppatori, esperti di sicurezza, reparto IT: tutti devono collaborare per creare software davvero sicuro. Un concetto che si concretizza nel DevSecOps, un modo moderno e veloce per arrivare dall’idea alla produzione senza correre rischi