Tecnologia

Waymo manda in pensione Firefly, il prototipo dell’auto senza conducente

La società nata come costola di Google ha deciso di vendere la sua tecnologia per la guida autonoma ad altre società automobilistiche e di interrompere la sua produzione indipendente. Il primo veicolo che potrebbe montarla è il minivan di Chrysler Pacifica

Waymo manda in pensione Firefly. Il prototipo di auto senza conducente realizzato dall’azienda costola di Google non sarà più presente sul mercato. L’obiettivo è ora quello di montare la tecnologia per la guida autonoma sui veicoli prodotti da altre case automobilistiche in modo da diffonderla in maniera più pervasiva. L’annuncio è arrivato in un post su Medium firmato da YooJung Ahn e Jaime Waydo, che guidano rispettivamente il settore design e il settore ingegneristico. Nel comunicato ufficiale si fa riferimento anche al primo modello di automobile che potrebbe essere integrato con il sistema di Google. Si tratta del minivan di Chrysler Pacifica. «Focalizzandoci su veicoli prodotti in serie come il minivan Pacifica, saremo in grado di portare la guida senza conducente a disposizione di più persone in maniera più veloce», hanno scritto i due manager.

Il prototipo Firefly di Waymo. Foto: Grendelkhan/Wikimedia Commons

Firefly al museo

Firefly è stata progettata nel 2013 e in questi anni ha dato molte soddisfazioni in casa Google. I test condotti sfruttando il veicolo hanno permesso di implementare la sensoristica, il sistema Lidar e di fare le prime prove su strada nei pressi di Austin. In realtà, però, l’azienda non ha mai avuto l’intenzione di commercializzare il mezzo nella forma in cui era stato prototipato. A partire dal mese di ottobre 2017 Firefly troverà quindi il suo posto al  Computer History Museum di Mountain View e al Design Museum di Londra.

Le potenzialità della tecnologia

Concentrandosi su veicoli diversi dal prototipo disegnato in origine, Waymo vuole estendere anche le potenzialità della sua tecnologia, superando i limiti imposti come quello della velocità che nella Firefly non andava oltre le 25 miglia orarie. La scelta di Google può essere interpretata anche come la volontà di non voler competere con altri operatori del settore della guida autonoma che hanno raggiunto risultati più soddisfacenti in termini di prestazioni. Vendere la tecnologia sarà di sicuro più semplice che impegnarsi in una produzione in serie dei veicoli e nella loro commercializzazione.

«Un pezzo della storia della guida senza conducente»

Il lato negativo di questa scomparsa risiede, però, nell’impossibilità di vedere sui prossimi mezzi senza conducente alcune delle novità introdotte per la prima volta da Google come l’assenza di volante, del pedale del freno e del cambio. L’automobile immaginata a Mountain View era pensata solo per ospitare passeggeri che non dovevano fare altro che stare seduti. Per vedere questo, bisognerà aspettare ancora del tempo. Per ora il viaggio in solitaria di Firefly si conclude: «Non vediamo l’ora di condividere questo pezzo della storia della guida autonoma con il mondo», sperano YooJung Ahn e Jaime Waydo.

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