Tecnologia

Ford sperimenta un sistema per migliorare il transito dei mezzi di soccorso

L’auto avvisa sulla posizione di ambulanze, polizia o mezzi dei vigili del fuoco. Più sicurezza per gli automobilisti, tempi di viaggio ridotti per le forze dell’ordine

La sirena arriva alle nostre spalle, o forse da una strada laterale: negli specchietti non c’è traccia di un’ambulanza o dell’auto della Polizia, il guidatore non sa come muoversi e finisce per piantarsi al centro della carreggiata senza sapere se spostarsi a destra o a sinistra. Una situazione che suonerà familiare a molti, e che Ford ha deciso di affrontare e risolvere una volta per tutte, lavorando a un sistema di comunicazione diretta tra gli autoveicoli, che faccia capire a chi è al volante dove si trovano i mezzi di soccorso e come fare per lasciare strada a chi è in piena emergenza.

Cos’è l’Emergence Vehicle Warning

Quello a cui sta lavorando Ford è un cosiddetto sistema M2M (machine to machine), denominato Emergence Vehicle Warning: il dialogo si instaura tra le macchine in modo completamente trasparente all’utente, che si giova unicamente del risultato di questa comunicazione soltanto quando sia necessario e indispensabile. Ci sono diversi sistemi per sviluppare questo tipo di soluzione: il più semplice è dotare ambulanze, autopompe e volanti di un dispositivo GPS che rilevi in tempo reale le informazioni sulla geolocalizzazione dei veicoli, e trasmetta questo dato in tempo reale nelle sue immediate vicinanze.

«Il tempo è prezioso per i servizi di emergenza e questa tecnologia potrebbe aiutare a guadagnare secondi preziosi nei loro tragitti – spiega Christian Ress, responsabile del progetto Automated Driving Europe di Ford Research e Advanced Engineering – consentendo agli automobilisti di evitare di essere d’ostacolo»: ogni anno in Italia si verificano oltre 100 incidenti stradali proprio legati a questo tipo di situazioni, e sviluppare questo tipo di soluzioni potrebbe rendere più efficace lo spostamento dei mezzi di soccorso oltre ad abbattere i costi legati ai risarcimenti dei sinistri. Un’ambulanza o un’autobotte che arrivano prima sul luogo dell’emergenza possono fare la differenza nella vita delle persone, e se ciò avviene in tutta sicurezza per gli altri automobilisti è tanto di guadagnato.

Il futuro della mobilità su ruota

Si tratta di soluzioni che cominciano a essere pronte per il mercato: già la connettività 4G LTE permette di abbattere in modo significativo la latenza di comunicazione di queste informazioni, ma con il passaggio atteso entro un paio d’anni alla tecnologia 5G si potranno instaurare comunicazioni dirette tra le vetture senza neppure passare per le antenne della rete. Ci sono anche altri sistemi per raggiungere lo stesso scopo, ma ciascuno di essi richiede un diverso tipo di trasmettitore e ricevitore a bordo per funzionare: banalmente si potrebbe anche pensare di passare attraverso lo smartphone, ormai quasi onnipresente nella vita di tutti, ma è più che probabile che questo tipo di sistemi vada incontro a una regolamentazione normativa nel prossimo futuro.

Ford sta avviando un ampio programma di sperimentazione nel Regno Unito (UK Autodrive), col supporto di un buon numero di partner (sono 16 fino a questo punto) e un significativo investimento da 20 milioni di euro: portare avanti lo sviluppo di questo sistema ha anche il vantaggio di poter parallelamente sviluppare un sistema anti-collisione tra le vetture dei privati, altro fattore che potrebbe migliorare la sicurezza in strada e ridurre i rischi per i cittadini. Il programma di sperimentazione si concluderà entro la fine del 2018, e Ford si augura di poter perfezionare anche altre tecnologie relative alla frenata di emergenza e la regolazione della velocità in base ai segnali del semaforo (per catturare l’onda verde). Tutte idee che migliorano la vita al volante, e che possono anche abbattere i consumi e l’inquinamento prodotto dalle automobili.

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