Negli Stati Uniti arriva il primo avvocato-robot al mondo. Ed è gratuito

Il robot, che si chiama DoNotPay, in realtà è un'intelligenza artificiale in forma di chatbot e offre consulenza gratuita a chi non può permettersi un legale in carne e ossa. Nei due anni di sperimentazione ha contestato 375mila multe per il parcheggio

DoNotPay, letteralmente “Non pagare”. È questo il nome del primo avvocato-robot al mondo. Ed è la perfetta sintesi di quella che, per stessa ammissione del suo creatore, sarà la sua missione. Gli avvocati possono essere davvero costosi. E potrebbe non valere la pena ricorrere a un legale per risolvere piccole controversie, a meno che la sua consulenza non sia gratuita. «Spero che DoNotPay possa dare a tutti lo stesso potere giuridico della persona più ricca della società». A parlare è Joshua Browder, che ha ideato DoNotPay quando era ancora uno studente della Stanford University, con lo scopo di assistere gli altri studenti che intendevano impugnare una multa per divieto di sosta. In soli due anni DoNotPay è riuscito contestare (con successo) 375mila multe per divieto di parcheggio, per un equivalente di 10 milioni di dollari.

(Foto: DoNotPay)

Il chatbot esperto in oltre mille campi giuridici

Non solo multe però. Grazie all’aiuto di avvocati e ingegneri, il robot è diventato esperto in oltre mille campi giuridici. Il robot è in realtà un’intelligenza artificiale in forma di chatbot, che sfrutta la tecnologia Watson di IBM. Tramite una serie di domande rivolte all’utente, il programma effettua un’analisi preliminare del caso. Se ritiene ci siano i presupposti per impugnare il provvedimento, allora ci guiderà nel processo di appello. «Si può digitare la domanda “Ho ricevuto una multa ingiusta per un parcheggio”  e se il chatbot è in grado di supportare la richiesta può arrivare a generare una lettera di appello che si deve solo stampare e firmare», ha spiegato il suo ideatore.

Consulenza legale gratuita

DoNotPay può essere consultato come chatbot di Facebook o tramite il suo sito Web, che ha l’aspetto di un motore di ricerca. «Tutti possono vincere», sentenzia Browder. Certo il bot non può ancora andare in aula, ma può fornire una consulenza legale gratuita ed efficace su una miriade di questioni non troppo complesse che coinvolgono la compilazione di documenti. «Può riempire Pdf o generare lettere, tutte procedure facili da automatizzare», continua. Dopo il Regno Unito e i test dei mesi scorsi, il primo avvocato-robot è ora atteso però alla prova su tutto il territorio Usa, dove l’industria legale ha un giro d’affari di 200 miliardi di dollari. «Sono entusiasta di rendere la legge gratuita anche se alcuni dei più grandi studi legali non saranno contenti», ha concluso Browder.

@antcar83