Massimo Fellini

Massimo Fellini

Lug 25, 2017, 9:00am

Massimo Fellini

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Lug 25, 2017, 9:00am

Watly, Il computer che purifica l’acqua con il sole | Attisani: «Voglio passare alla storia»

Il primo computer al mondo alimentato con energia solare, in grado di purificare l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione, generando energia elettrica e connettività ovunque sia installato

Fate spazio ai sogni, quelli che diventano idee concrete per migliorare la vita delle persone. Il tema è delicato perché è vitale: l’acqua. E l’obiettivo è ambiziosissimo: purificarla dalle contaminazioni inquinanti, al tempo stesso produrre energia elettrica e fornire connessione internet alle comunità più bisognose. Sembra una favola per bambini e invece è un progetto concreto che si chiama Watly, il primo computer al mondo alimentato con energia solare, in grado di purificare l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione, generando energia elettrica e connettività ovunque sia installato. Attualmente Watly viene costruita in Italia. E’ modulare, tipo mattoncini lego. Prima viene assemblata, testata e successivamente trasportata e installata nel paese acquirente in 5 giorni di lavoro. Oggi servono 9 mesi complessivi di lavoro. Costa dai 2 ai 3 milioni di euro per unità, a seconda della configurazione scelta.
Attualmente il founder Marco Attisani e il suo gruppo (35 professionisti dotati di competenze trasversali, dalla termodinamica all’ingegneria elettronica) stanno lavorando sui primi tre ordini destinati a Giordania, Nigeria e Iran. 
Questo prodigio di creatività solidale, la visione (e il sogno) di Marco Attisani sono chiarissimi: “Voglio passare alla storia”. Glielo auguriamo, perché significherebbe dissetare il pianeta.      

Watly

Watly, il founder Marco Attisani

Un miliardo di persone senza acqua

Quando il problema è troppo grande si tende a rimuoverlo. In questo caso, però, il problema è persino enorme: infatti secondo la World Health Organization, oggi, nel mondo,

un miliardo di persone non ha accesso ad acqua potabile, e 3,5 miliardi di persone non vedono il proprio diritto all’acqua potabile pienamente soddisfatto

Due miliardi non ha accesso all’elettricità e cinque miliardi di persone non possono accedere ad internet. In definitiva buona parte degli abitanti del pianeta non hanno accesso ad acqua pulita e potabile, elettricità e tecnologie. Il World Resources Institute ha condiviso un altro report drammatico, misurando la domanda e la disponibilità di acqua in 167 Paesi. Le conclusioni sono pessime: entro il 2040 33 Stati dovranno fare i conti con uno stress idrico di livello “estremamente alto”. Stringendo il focus sull’acqua il Pianeta ne è ricoperto per circa il 70% della sua superficie, ma il 97% dell’acqua è salata, il 2% è ghiacciata ai poli, e solo l’1% è dolce. Tuttavia di questa ridottissima percentuale utilizzabile per la nostra sopravvivenza, si stima che ben il 70% subisca una qualche forma di contaminazione. Circa 5.000 persone perdono la vita ogni giorno a causa delle gravissime patologie trasmesse dall’acqua inquinata. Inoltre le persone che non hanno accesso all’energia elettrica basano la loro sussistenza su fonti di biomassa tradizionali come legna, carbone, letame e residui delle colture che possono emettere residui inquinanti nocivi. Si stima che proprio questi inquinanti favoriscano la morte prematura di circa due milioni di persone. Infine, è bene ricordarlo, chi non ha accesso alla connettività, non ha accesso al futuro.

Il primo computer termodinamico del mondo

Watly è una macchina lunga 35 metri che pesa circa 10 tonnellate in grado di purificare 10mila litri di acqua al giorno, generando 100 kilowatt di energia al giorno. E’ il 

primo computer termodinamico del mondo che utilizza energia solare e si alimenta con l’acqua contaminata purificandola da qualsiasi fonte di inquinamento

Al tempo stesso genera energia elettrica off-grid e permette la connettività Internet, ovunque sia installato. Inoltre desalinizza  in  modo  efficiente  l’acqua  dell’oceano,  elimina  tutti  gli agenti  patogeni  e  i  microrganismi  tra  i  quali  virus, batteri,  parassiti,  funghi;  rimuove  composti  inorganici  e  veleni  come arsenico, benzene, metalli pesanti (piombo, mercurio), cloro, clorammine e radionuclidi. Può anche purificare l’acqua radioattiva.

Hub solare fotovoltaico

Un vero e proprio hub solare fotovoltaico che grazie all’energia termica purifica l’acqua da qualunque tipo di contaminazione fisica, batteriologica  e chimica. Il risultato è acqua distillata debolmente mineralizzata, le cui proprietà sono modificabili in base alle preferenze degli utenti o delle legislazioni vigenti in merito alla distribuzione dell’acqua. Watly genera la stessa energia necessaria al suo funzionamento, non richiedendo carburante e nemmeno membrane o sostituzioni del filtro. Il principio fisico sul quale si basa Watly si chiama distillazione a compressione di vapore, considerato uno dei più efficaci tecniche di purificazione e desalinizzazione attualmente disponibili. Se si connettono diverse unità Watly si può creare una energy net. Può generare elettricità attraverso centrali elettriche e idriche decentralizzate, scalabili, interconnesse fra di loro come una rete informatica. Una rivoluzione.

Così è nata Watly

“Le parole sono importanti”, ammoniva Michele (Nanni Moretti) in Palombella rossa. Allo stesso modo lo sono i numeri e Marco Attisani proprio dai numeri è partito per lanciare la sua sfida: “Un bicchiere d’acqua oggi è un privilegio: l’acqua contaminata nel mondo causa più morti dei tumori. Per provare la nostra soluzione siamo andati in Africa, ma abbiamo man mano capito che il problema dell’acqua non è africano, è del mondo. E’ assurdo che in un pianeta composto da circa il 70% d’acqua ci sia un problema di potabilità, perciò è necessario ripulire l’acqua salata e contaminata – commenta Attisani – l’obiettivo è migliorare la vita delle persone, con particolare attenzione alle comunità più povere con l’erogazione di acqua pulita, la fornitura di energia elettrica e connettività”.  Ma com’è nata un’idea così ambiziosa per un problema così diffuso? “Ho lavorato per tanti anni nelle energie rinnovabili, ho creato delle startup che spesso non mi hanno portato a risultati positivi. Non avevo ancora trovato l’idea della mia vita, allora ho iniziato ad interessarmi a sistemi innovativi per depurare l’acqua, sia quella inquinata e marina, senza bruciare carbone, e nel 2013 circa è nata la primissima versione di Watly rendendomi presto conto che non c’era nessun sistema simile al mondo. Ho chiamato un amico, Stefano Buiani, con grande esperienza nei sistemi termodinamici. E ci siamo messi al lavoro per creare le basi del progetto”.

H2020, Premio Marzotto, Web Marketing Festival

Sono arrivati i primi riconoscimenti e fondi tra cui Horizon 2020, raccogliendo quasi 2 milioni di euro che hanno permesso di sviluppare l’idea. Watly è una macchina molto sofisticata inclusa nel programma dell’European Space Agency, che si è aggiudicata diversi premi, tra cui il Premio Marzotto e recentemente quello messo a disposizione dal Search On Media Group al Web Marketing Festival di Rimini.  Watly non è semplicemente una nuova tecnologia di desalinizzazione e purificazione dell’acqua, ma rappresenta un salto di paradigma: “Il sole è la grande risorsa, gratis, illimitata e democraticamente disponibile – spiega Attisani – 40 minuti di sole sprigionano un’energia equivalente al consumo annuale del mondo. Se fossimo in grado di catturare l’energia per 24 ore saremmo in grado di alimentare la nostra economia per 25 anni. Purtroppo ancora oggi è più facile proporre un sistema economico basato sul controllo di riserve petrolifere sottoterra in un pozzo, che proporre una risorsa diffuso”.