Tecnologia

L’SOS si lancia a mezzo Google

Mountain View incorpora nei suoi servizi delle funzioni dedicate alle emergenze. Serviranno a informarsi e a informare sulla situazione in caso di incidenti o catastrofi

La questione delle informazioni importanti da comunicare in caso di situazioni d’emergenza tiene sempre banco: col proliferare dei telefoni cellulari si era pensato che gli SMS bastassero per tutto, e negli USA o altrove non mancano esempi anche riusciti in questo senso. Basti pensare agli Amber Alert, gli avvisi che vengono emanati in caso di sparizione di un minore, che negli Stati Uniti sono attivi in diversi stati e sono ormai un’abitudine. Google però pensa di poter fare di più: e le nuove funzioni SOS Alert che vengono implementate oggi nei suoi servizi fanno decisamente qualcosa di più di quanto possano fare 160 caratteri.

Come funziona SOS Alert

Il nuovo servizio di avvisi d’emergenza di Google si attiverà in due diverse piattaforme di Mountain View: gli avvisi compariranno sul motore di ricerca sia in modalità desktop che mobile, e in più gli SOS Alert compariranno anche all’interno di Google Maps quando viene consultato da smartphone.

Quello che accadrà è che basandosi sulla chiave di ricerca e sulla posizione geografica registrata, Google potrà decidere di aggiungere come primo risultato sul motore di ricerca una serie di avvisi utili a gestire un’emergenza. Per esempio un numero di telefono da chiamare, o indicazioni da seguire in caso di calamità naturale. Le informazioni potranno essere servite sia a chi si trova coinvolto nell’emergenza, sia a chi si vuole informare in merito: ai familiari di chi si trovi in una zona colpita da un terremoto potrebbero risultare utili.

Su Maps si farà anche qualcosa di più: le strade chiuse o le deviazioni saranno integrate nelle mappe, così che spostarsi in zone colpite da un’emergenza, causata da evento atmosferico o dall’uomo, diventi più sicuro.

Lo stato dell’arte

Google disponeva già di servizi di questo tipo, sulla falsa riga di quanto fa anche Facebook: sul social network può capitare di confermare che si sta bene nel caso in cui ci si trovi in zone pericolose, così da rassicurare i propri contatti sulla propria condizione. In questo caso, come nel caso di SOS Alert di Google, si tratta comunque di sistemi pensati per gli utenti finali e per informarli.

Esistono poi anche degli strumenti pensati per l’altro versante della faccenda, ovvero per aiutare i soccorsi che devono intervenire. Sempre Google, che controlla Waze dopo averla acquisita, è in grado di offrire ai mezzi che si spostano per affrontare le emergenze un sostegno significativo per ridurre i tempi di spostamento e scegliere la strada migliore. Nella Regione Lombardia è stato stretto un accordo specifico in tal senso, con le informazioni raccolte dai wazer che confluiscono nella centrale operativa di AREU Lombardia (azienda regionale emergenza urgenza) così da consentire di migliorare l’efficacia dei soccorsi.

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