Tecnologia

I micro-satelliti più piccoli mai lanciati sono andati in orbita nello spazio

Sono schede quadrate di 3,5 cm di lato e del peso di 4 grammi costruite all’Università di Cornell nell’ambito del progetto Starshot. Gli Sprite – questo il loro nome – sono una delle Breakthrough initiative del miliardario russo Yuri Milner che vuole raggiungere con le mini sonde Proxima Centauri

Radio, giroscopio, magnetometro, pannelli solari, antenna tutto “impacchettato” su una scheda quadrata di 3,5 cm di lato e del peso di 4 grammi, costruita all’Università di Cornell nell’ambito del progetto Starshot. Sono questi i numeri da record dei micro-satelliti Sprite (letteralmente folletto, spiritello) andati in orbita a fine giugno come autostoppisti spaziali su un lancio multiplo partito dall’India con due satelliti, il lettone Venta-1 e l’italo-tedesco Max Valier sat, costruito dalla tedesca OHB per ospitare due strumenti: un rivelatore X fornito dal Max-Planck fur Extraterrestrische Physik di Monaco e un trasmettitore radio amatoriale progettato dagli studenti del liceo Max Valier di Bolzano. Veramente un’avventura internazionale: strumenti italiani, tedeschi e lettoni, ditta tedesca, lanciatore indiano e passeggeri americani.

Foto: Breakthrough Starshot

I microsatelliti autonomi in orbita

Una coppia di Sprites sono incollati all’esterno dei due satelliti e stanno funzionando molto bene. Si autosostentano con il piccolo pannello solare e comunicano con le stazioni di terra con la radio e le antennine. Max Valier sat, inoltre, ospita altri 4 Sprites che verranno rilasciati con un meccanismo a molla, quando sarà arrivato il momento di provarli in volo solitario. Già fatti funzionare nell’ambiente protetto della Stazione Spaziale Internazionale, ora gli Sprites devono superare il test di sopravvivenza autonoma in orbita.

La miniaturizzazione spaziale

Avere i sottosistemi di un intero satellite condensati in una scheda di elettronica a basso costo, che è riuscita a superare il difficile momento del lancio e ora funziona in orbita, è già un notevole successo che sarebbe stato difficile da immaginare solo pochi anni fa. In effetti, gli Sprites sono i satelliti più piccoli mai lanciati, ma il cammino verso la miniaturizzazione spaziale è ancora lungo. Il prossimo passo sarà integrare nella scheda anche una videocamera che dovrà dialogare con le stazioni di ascolto con un sistema laser e non con il canale radio, considerato “old fashioned”.

Il miliardario Milner e i suoi progetti per lo spazio

Sprite fa parte del programma di sviluppo delle mini sonde del peso di circa 1 g che il miliardario Yuri Milner, di origine russa, ma ora negli Usa, vorrebbe inviare a Proxima Centauri nei prossimi decenni. Milner dice di avere la passione per lo spazio nel suo Dna, come testimoniato dal nome scelto dai genitori in omaggio a Yuri Gagarin. Laureatosi in fisica in Russia, si è convinto che la ricerca non facesse per lui e si è trasferito negli Stati Uniti cimentandosi nel mondo della finanza internazionale e nella gestione degli investimenti ad alto rischio e accumulando una notevole fortuna. Sostiene che il modo di pensare fuori dagli schemi imparato da Andrei Sakharov, il famoso fisico dissidente russo, lo abbia molto aiutato nella scelta degli investimenti sui quali ha costruito la sua fortuna.

Le Breakthrough Initiatives

Convinto che la ricerca di vita su altri pianeti sia la cosa più interessante per il grande pubblico, ha finanziato con 100 milioni di dollari le Breakthrough initiatives dedicate a potenziare il programma SETI (con breakthrough Listen e breakthrough Watch), a sviluppare modi innovativi di comunicazione con altre civiltà (con brealthrough Message) e nuove tecniche di propulsione (con breakthrough Starshot). Quest’ultima iniziativa è veramente visionaria. Si propone di lanciare una flotta di micro-satelliti (1 grammo tutto compreso) e poi di accelerarli fino a al 20 per cento della velocità della luce con potenti fasci laser nella speranza che qualcuno riesca a raggiungere Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole intorno alla quale orbita una pianeta di tipo solare. Il viaggio dovrebbe durare 20 anni e potrà cominciare solo quando si saranno sviluppate tutte le nuove tecnologie necessarie. Il lancio degli Sprites è il primo passo del programma di sviluppo dell’iniziativa Starshot. Il successo potrebbe essere di buon auspicio per il futuro del programma che è pieno di sfide difficili, ma certamente molto stimolanti.

 

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