Surfcruise, il kayak superveloce che non affonda per fare camping marino

Il mezzo è stato progettato dall'imprenditrice torinese Maura Paruzzo e da Rossella Schettino, figlia dell'ex comandante della Costa Concordia che hanno condiviso la passione per la nautica e hanno deciso di trovare il modo di coniugare stabilità e velocità per fare sport in acqua

Non è un kayak e non è nemmeno un surf ski, il kayak da mare di origine australiana. È un’imbarcazione nuova nel concetto e nello stile che consente a chi ha la passione dello sport nautico di sperimentare allo stesso tempo la velocità e la stabilità e di poter viaggiare senza il rischio di affondare. Si chiama Surfcruise ed è stata ideata da due donne, Maura Paruzzo e Rossella Schettino, che si sono conosciute perché condividevano la stessa passione sportiva.

Sul mercato a ottobre 2017

Maura Paruzzo, imprenditrice di Torino, opera da 20 anni nel settore dell’automotive grazie alla sua azienda di lamierati che fornisce l’indotto torinese. Ha sempre nutrito un particolare interesse per la nautica oltre che una grande passione per lo sport. L’incontro con Rossella Schettino le ha permesso di lanciarsi in questo progetto che coniuga i vantaggi del surf ski alla stabilità del kayak. Paruzzo ha finanziato direttamente la realizzazione di Surfcruise, aggiungendo questa produzione a quelle della sua azienda. Nel frattempo ha costituito una società che ha lo stesso nome del mezzo Surfcruise e che lancerà il prodotto sul mercato entro i primi di ottobre 2017.

Due socie per il progetto Surfcruise

«La mia socia Rossella è una ragazza giovane, ma conosce il mare da sempre dato che è cresciuta in una famiglia che ha una grande esperienza da questo punto di vista», dice Maura Paruzzo. Rossella è infatti figlia del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. E al di là della tragica vicenda che ha portato alla condanna a 16 anni di reclusione per il padre, ha sempre vissuto a contatto con il mondo della navigazione. Le due socie ci hanno messo un anno e mezzo e molti test tra Ostia e il sud Italia per mettere in acqua il primo prototipo del mezzo a novembre 2016: un’imbarcazione lunga 5,40 metri e larga 60 centimetri che può trasportare fino a 250 chilogrammi di peso. Oltre alla persona che la manovra, a bordo di Surfcruise possono essere caricate notevoli quantità di materiali da usare per il cosiddetto camping marino. «Si possono esplorare delle località in maniera ecocompatibile, portando con sé tutto ciò di cui si può avere bisogno», spiega ancora Paruzzo.

Un mezzo pensato per il camping marino

Surfcruise permette di fermarsi in mare dove si desidera e di fare un tuffo senza preoccuparsi di svuotare il vano alloggio. Inoltre è dotato di un sistema di svuotamento dei vani quando si raggiunge una velocità di tre nodi. In realtà la prestazione dell’imbarcazione è ancora più notevole: «Riesce a raggiungere la velocità di 10-12 nodi durante la pagaiata, il che equivale a 20 chilometri orari», spiega Paruzzo.

Design curato, velocità e stabilità

La forma di Surfcruise è molto curata e la realizzazione del progetto è stata affidata a uno studio di design guidato da Fabrizio Rossini. Il materiale utilizzato è la vetroresina che consente di avere a disposizione un mezzo molto capiente, con tre stive che raggiungono i 250 litri in tutto, e allo stesso tempo relativamente leggero. «Surfcruise si rivolge al pubblico del kayak che cerca maggiore velocità e stabilità, ma anche a chi possiede uno yacht e ha la curiosità di raggiungere delle baie non accessibili a imbarcazioni a motore». Può essere usato in mare, nel lago e nel fiume e offre a tutti l’opportunità di cimentarsi in un nuovo sport: «Speriamo che la gente esca dalle palestre e faccia attività fisica all’aperto», aggiunge l’imprenditrice torinese. Le creatrici di Surfcruise non si fermeranno allo sviluppo di questo mezzo che sarà in commercio tra un mese al costo orientativo di circa 3.000 euro. L’idea è di realizzare anche imbarcazioni a due posti ancora più leggere, magari in fibra di carbonio.