Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Set 20, 2017, 3:00pm

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Set 20, 2017, 3:00pm

Le finaliste di .itCup2017: Ludwig e i segreti della lingua inglese a portata di click

La piattaforma corregge le frasi scritte dall'utente confrontandole con fonti dall'elevata attendibilità. Oltre 40mila accessi al giorno da 200 Paesi diversi. E presto uscirà la versione Premium

Nella corsa verso il trionfo nella .itCup2017, Ludwig non teme la concorrenza. E come potrebbe essere altrimenti per una startup che porta il nome del grande filosofo e studioso del linguaggio Ludwig Wittgenstein. In fin dei conti, delle 110 candidate che c’erano all’inizio, ne restano solo 6. Gli avversari da superare sono ancora 5.

 

Federico, Antonio e Roberta, fondatori della piattaforma online che aiuta gli utenti a confrontare l’accuratezza dei documenti scritti in inglese con le frasi utilizzate abitualmente dai madrelingua, hanno le idee chiare. La call organizzata da Registro.it è un punto di partenza e non di arrivo. E se poi arriverà la vittoria, insieme al SanFranciscoDreaming (il premio che dà la possibilità di volare nella Silicon Valley per frequentare la Startup School di Mind The Bridge, il più importante centro di formazione per imprese al mondo), tanto meglio. In caso contrario i progetti di Ludwig per il futuro non cambieranno. Il prossimo appuntamento è con l’Internet Festival 2017 di Pisa il 4, 5 e 6 di ottobre. L’evento di 3 giorni dedicato ai temi più importanti del settore. Dal business model fino al rapporto con gli investitori. Dalla team’s composition fino ai dettagli economico-finanziari. Un momento di calma prima della finale di Roma, il 26 ottobre.

Traduttore e database, Ludwig è di più

«L’idea di Ludwig è nata nell’estate del 2014», racconta Federico, uno dei co-fondatori della piattaforma. «Io, Roberta e Antonio ci stavamo confrontando su quali sono gli strumenti migliori per validare i propri scritti in inglese e poco a poco la discussione si è allargata». Prima però va fatta una premessa. Roberta è Roberta Pellegrino, master in Scienze cognitive. Antonio è Antonio Rotolo, ricercatore con un dottorato in Archeologia. E chi sta parlando è Federico Papa, di professione avvocato. Un team eterogeneo che si ritrova a parlare di traduzioni in inglese per un valido motivo: tutti e tre vengono da importanti esperienze di studio all’estero e hanno scoperto sulla propria pelle quanto può essere complicato stilare una pubblicazione in lingua inglese.

Il team di Ludwig

Un archivio con 120 milioni di frasi

«Talvolta ciò che si scrive, anche se formalmente corretto, può non avere alcun senso per chi legge. C’è bisogno di uno strumento che non si limiti solo a tradurre, ma anche a fare un confronto con frasi comunemente utilizzate da scrittori madrelingua». Per fare un esempio, basta pensare alla frase “non vedo l’ora” che Google Translate rende con il discutibile “I can’t see the time”. Roba da lasciare un madrelingua inglese a interrogarsi, anche più di un’ora, sul suo significato.

La risposta a questa necessità è stata Ludwig. Una piattaforma online creata apposta per assistere gli utenti nell’opera di traduzione selezionando il meglio dal web inglese. Fonti dall’elevata attendibilità (testate giornalistiche, pubblicazioni accademiche, ecc.) che hanno portato a costruire progressivamente un corpus con 120 milioni di frasi. L’utente ha a disposizione un massimo di 78 caratteri che vengono analizzati da un algoritmo e reindirizzati verso quelle voci considerate affini. Ogni voce fa riferimento a una fonte specifica che può essere consultata per fare un confronto. «In questo modo non solo forniamo uno strumento in più all’utente, ma diamo anche nuova vita a pagine che galleggiano nel web senza nessuno che ci clicchi sopra», spiega Federico Papa.

Dall’inglese alle lingue del resto del mondo

Al momento la piattaforma di Ludwig è utilizzabile solo per far confronti in lingua inglese, ma ciò non vuol dire che il futuro sia precluso ad altri idiomi. «Il valore aggiunto della nostra idea è un algoritmo scalabile, e quindi applicabile a qualsiasi altra lingua, e un database digitale frutto della nostra inventiva». Che le aspirazioni di Ludwig non conoscano confini geografici lo raccontano anche i numeri. La piattaforma a settembre contava una media di 40mila utenti unici al giorno (per una proiezione che punta a raggiungere il milione di accessi mensili) da 200 Paesi diversi.

Il confronto con i competitor

Si spera che i risultati siano ancora migliori una volta lanciata la versione Premium del programma. Versione potenziata e a pagamento, dal momento che il servizio offerto è gratuito e che il progetto si autofinanzia grazie agli ingressi pubblicitari sul sito. Per i ragazzi di Ludwig (un team composto da 8 persone, compresi i tre co-fondatori) sarebbe un passo decisivo verso il futuro. Più libertà di movimento e più opportunità di sviluppo. Anche in un settore “nuovo” come quello del B2B. Il modo migliore per contrastare con efficacia competitor agguerriti come Grammarly e per mettere a frutto importanti esperienze di formazione come quella vissuta con il programma di Microsoft BizSpark. «Noi non correggiamo, noi suggeriamo e spingiamo i nostri utenti ad approfondire le loro conoscenze. È questo che ci differenzia da tutti gli altri».