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Set 30, 2017

Le finaliste di .itCup2017: Noon Care, tutti i servizi di caregiving in una piattaforma sola | VIDEO

Il sito internet facilita la vita di chi si occupa delle persone anziane. Dal call center specializzato fino all'assistenza a domicilio: un'infinità di servizi personalizzati. Tutto è nato da un "semplice" telefono

Vincere la finale della .itCup e volare al di là dell’Atlantico per il SanFranciscoDreaming sarebbe un’esperienza nuova ma non troppo per i founder di Noon Care. Nel corso della loro carriera lavorativa nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica di consumo, Adam James Cavallari e Andrea Alessandri hanno avuto modo di viaggiare e intrecciare amicizie in giro per il mondo. Tanti piccoli tasselli che hanno portato alla creazione di una società di consulenza (la 21am) e alla progettazione di numerosi prodotti e interfacce digitali per la telefonia.

Ora la vittoria nella call organizzata da Registro.it è a un passo (dei 110 candidati iniziali ne rimangono infatti solo 6 in gara). E con essa il premio che dà la possibilità di volare nella Silicon Valley per frequentare la Startup School di Mind The Bridge, il più importante centro di formazione per imprese esistente. «Il successo non è l’unica cosa che conta. L’importante è essere felici di ciò che si sta realizzando e, sotto questo aspetto, Noon Care ci dà grandi soddisfazioni», racconta Cavallari orgoglioso.

La piattaforma digitale dedicata ai caregivers che assistono le persone anziane verrà ospitata a Pisa durante l’Internet Festival 2017 del 4, 5 e 6 ottobre insieme alle startup rivali. Nel corso della 3 giorni si affronteranno alcuni dei temi più importanti per un settore in forte espansione. Dal business model fino al rapporto con gli investitori. Dalla team’s composition fino ai dettagli economico-finanziari. E poi sarà già tempo di volare a Roma per la grande finale. Una nuova ed emozionante sfida per Noon Care e i suoi fondatori.

Noon Care, da telefono a piattaforma di servizi

bPhone e Noon Talk, due prodotti pensati per bambini ed anziani

Come molti altri progetti di successo, anche Noon Care ha attraversato un lungo processo di evoluzione e trasformazione prima di giungere alla forma attuale e alla piattaforma online che conosciamo. «Tutto comincia nel 2013 con l’idea di proporre alle aziende manifatturiere del settore un nuovo concept di telefono cellulare concepito per le persone anziane e collegato a una app mobile che permettesse di controllarlo da remoto», spiega Cavallari. «Il progetto ci ha portato poi a sviluppare un nuovo prodotto questa volta pensato per i bambini, il bPhone. Ma ancora non era abbastanza…»

Oltre a una soluzione capace di mantenere in contatto smartphone e telefono dedicato, alle famiglie potevano essere utili una moltitudine di altri servizi. Servizi impossibili da sviluppare in una sola realtà aziendale. Ma servizi a cui magari qualcuno stava già lavorando. Ecco, allora, arrivare la grande idea: creare una piattaforma, aperta anche a terzi, dove gli utenti potessero trovare la forma di assistenza richiesta.

«Una piattaforma personalizzata», così la descrive Andrea Alessandri, «con diverse tipologie di servizi. Da un call center specifico, all’assistenza per anziani, fino all’interazione con le diverse case di cura. Il tutto per rendere migliori i servizi che vengono forniti e anche, perché no, facilitare la vita dei caregiver».

Andrea Alessandri e alcuni membri del team di Noon Care

In rampa di lancio

Nel 2018 la piattaforma Noon Care verrà definitivamente lanciata. Per ora il team (che comprende, oltre ad Adam e Andrea, anche Mirco Ferrari e Matteo Catalano) si sta concentrando sullo sviluppo e la sperimentazione di una nuova app in collaborazione con Genera ONLUS. Mentre, ancora chiuso in un cassetto, c’è il progetto, cui sta lavorando Fanqi Guan, di coordinare uno sbarco su un mercato immenso come quello cinese.

«Connecting Families, vorremmo che questo fosse il nostro motto», conclude Adam Cavallari. «Il problema è concreto: in Italia ci sono oltre 3 milioni di persone che si occupano dei propri familiari e queste persone hanno bisogno di strumenti nuovi per offrire una migliore assistenza. Il nostro è un modo per cercare di risolvere questo problema. Ma anche per sollecitare i grossi player del settore a utilizzare la tecnologia a disposizione per rispondere alle esigenze della gente».

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