Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Ott 18, 2017

Un pezzo di Italia nel futuro del Li-Fi: intervista a Paolo Russo di To Be Srl

Francesco Paolo Russo di To Be Srl, spiega i vantaggi della tecnologia destinata a rimpiazzare il wifi

Manca poco: nel 2021 Dubai sarà la prima città a essere connessa con il Li-Fi. Abbreviazione di “light fidelity”, il Li-Fi è la tecnologia che fa viaggiare i dati con la luce e rimpiazzerà in gran parte le onde radio dell’ormai “vecchio” wi-fi. Ne ha fatta di strada il Li-Fi. Da quando, nel 2012, un professore di Edimburgo, Harald Haas, la presenta al mondo. Da quel giorno si sono scatenati gli analisti con dati e previsioni: il settore varrà nel 2023 qualcosa come 75,5 miliardi di dollari, secondo Global Market Insight.

L’Europa domina il Li-Fi

A differenza di altre tecnologie che hanno rivoluzionato la nostra vita negli ultimi anni, il Li-Fi è un affare più europeo che americano. Il Vecchio Continente la fa da padrone, dando i natali alle startup più interessanti del settore. In primis, c’è pureLi-Fi : oltre 25 milioni di investimento per la startup scozzese che può contare sullo stesso Harald Haas, nel ruolo di Chief Science Officer. Mentre l’altra leader è Velmenni che ha saputo distinguersi grazie alle sue soluzioni che puntano a introdurre il Li-Fi all’interno degli aerei.

L’Italia si distingue

C’è anche un pezzo di Italia che potrebbe scrivere il futuro del Li-Fi. È To Be Srl, guidata dal 26enne Francesco Paolo Russo: «Da un lato c’è una lampada a LED e dall’altro un apparecchio che riconosce il segnale luminoso. Qualsiasi messaggio digitale viene codificato e convertito in intervalli di luce. E poi trasmesso a un’altissima velocità», spiega il Ceo entrato nel 2016 nel programma di accelerazione di TIMWCAP (40mila euro e la possibilità di diventare fornitori delle business unit di TIM).

Il Ceo ci illustra anche tutti i vantaggi che la tecnologia comporta rispetto al wi-fi: «Lo spettro della luce è 10mila volte superiore a quello delle onde radio tradizionali. Il Li-Fi può essere pertanto usato in ambienti nei quali le radiofrequenze possono essere dannose e fare contrasto con apparecchiature, come ospedali, aeroporti o piattaforme petrolifere. Poi ci sono gli standard di sicurezza più alti: il segnale non può attraversare le pareti di una stanza e quindi nessuno può rubare dati. Il Li-Fi permette anche di geolocalizzare le persone all’interno di ambienti chiusi».

«Sta diventando quasi una moda parlare di Li-Fi, ma sono poche in realtà le aziende che lo fanno. La stessa Apple aveva affermato che il nuovo iPhone avrebbe avuto la capacità di leggere il Li-Fi, ma poi non è successo. Oggi le startup che ci sono nascono in ambito accademico e spesso non hanno le capacità giuste di confrontarsi con il mercato. Ma il futuro è già scritto: Dubai diventerà nel 2021 la prima città Li-Fi nel mondo. Noi vorremmo che la rivoluzione parta invece dall’Italia. E stiamo lavorando per questo», conclude Russo.