Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Ott 13, 2017, 9:00am

Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Ott 13, 2017, 9:00am

Destinazioni a sopresa per viaggi economici. L’idea di Flykube

La piattaforma è stata ideata da un italiano e da due spagnoli che a Barcellona gestiscono un'agenzia di viaggi. La novità sta nell'offrire al cliente la possibilità di partire senza sapere molto della vacanza che sta andando a fare, come in un'avventura

Addio ai viaggi programmati. Il tempo di coloro che pianificano tutto prima di partire è finito. Da un mese circa è sbarcata in Italia Flykube.com, una piattaforma che propone viaggi a sorpresa a partire da 100-150 euro. L’innovativa startup è nata dall’idea di un italiano, Paolo Della Pepa e di due catalani, Sergi Villa e Albert Cuartiella. Gente che guarda oltre il presente, che non si accontenta e che punta a conquistare il mercato unendo la potenzialità del digitale a una proposta originale.

Le tre opzioni di viaggio

Se avete voglia di partire, ma volete risparmiare e siete pronti a sapere la vostra destinazione, la data di partenza e il nome del vostro hotel solo a poche ore prima del volo, questo è il posto che fa per voi. Il viaggio a sorpresa funziona così. Si sa poco o niente. Una volta scaricata la piattaforma puoi scegliere tre opzioni:

1.  viaggiare senza sapere dove andrai. Nel sito, una volta scelto il weekend e l’orario in cui volare (è possibile farlo spendendo 10 euro in più), vengono proposte venti destinazioni tra cui Amburgo, Amsterdam, Berlino, Barcellona, Madrid, Malta, Porto. Il cliente può scartare tre destinazioni e poi affidarsi al destino o meglio a Flykube, che due giorni prima di partire invierà una mail con le carte d’imbarco, la prenotazione dell’hotel e una guida della città. Il tutto per 150 euro.

2. Sempre a partire da 150 euro c’è la possibilità di scegliere il mese e la destinazione senza sapere esattamente in quale weekend si parte. In questo casa la data di partenza viene comunicata cinque giorni prima.

3. Infine se si è davvero pronti all’avventura la piattaforma propone a 100 euro una partenza tutta avvolta nel mistero. Il cliente sceglie il mese al resto ci pensa Flykube.com. Le uniche certezze sono le città di partenza (Milano, Roma, Venezia, Firenze o Napoli) e gli hotel che sono a tre o quattro stelle in zone centrali o semicentrali.

L’asse Spagna-Italia

A Barcellona, il nuovo modo di viaggiare, nato quest’anno, ha già preso piede, ma anche in Italia, nonostante sia sbarcato da poco, grazie a Della Pepa sta avendo i suoi riscontri. I tre founder, di 34, 24 e 21 anni non temono nulla. Hanno entusiasmo da vendere e sono pronti a conquistare nel giro di breve tempo altre fette di mercato in Europa. Abbiamo contattato il country manager Italia e co-fondatore di Flykube direttamente a Barcellona, per capire qual è il segreto del successo di questa startup che vuole rivoluzionare l’esperienza di viaggio.  

Gli amici al bar della canzone di Gino Paoli erano quattro, ma anche voi come loro volete cambiare il mondo.

«Abbiamo scoperto questa realtà negli Stati Uniti. A Barcellona gestiamo un’agenzia di viaggi e così abbiamo pensato che avrebbe potuto essere una formula originale. Non sapevamo come sarebbe stata accolta. In Spagna ha avuto un discreto successo da subito. Da venti giorni l’abbiamo presentata anche in Italia e i risultati ci sono».

Perché proporre i viaggi a sorpresa anche in Italia?

«Abbiamo studiato il mercato italiano e nel nostro Paese è una novità assoluta. L’applicazione vorremmo lanciarla in altri stati in Europa, ma da noi è un mercato vergine. Nessuno ha mai fatto una proposta di questo genere. Siamo i primi in assoluto».

Un’avventura per i giovani

Qual è il vostro obiettivo. Puntate a svecchiare il modo di mettersi in viaggio?

«Lo vogliamo fare invogliando il cliente ad avere l’adrenalina di viaggiare senza sapere quando e dove va. Ecco perché ci rivolgiamo a una fascia giovane: gli universitari sono più portati a questo tipo di avventura. I giovani sono i viaggiatori che più di tutti possono apprezzare le nostre offerte sia per la convenienza che per l’originalità di cui sono costituite. Partire senza una meta già prefissata, senza sapere se in quella città parleranno inglese, spagnolo o tedesco e, specialmente, senza spendere troppo, rappresenta una sfida affascinante».

Risultati e obiettivi

Quali sono i risultati fino ad oggi?

«Abbiamo avuto un’esplosione in Spagna. In Italia sarà più lenta, ma l’idea piace e funziona. Abbiamo discreti riscontri. Il 6 novembre ci presenteremo a Lisbona al Web Summit. Il digitale è una risorsa per chi lo fa, ma anche per chi è cliente».

Ci confida il segreto di questa startup?

«Non c’è. Come agenzia viaggi riusciamo ad avere una scontistica particolare. È nata in Usa ma con dei provider importanti. Noi vogliamo creare una piattaforma diversa che offre solo questo tipo di viaggi».

Prossimi obiettivi che vi siete dati in Italia e in Spagna?

«Ora puntiamo ad avere degli investitori. Se continuiamo così, apriremo a breve una sede a Milano, un customer service. Le startup corrono velocemente. Entro il prossimo anno vogliamo entrare in tre-quattro mercati».