Il ritorno del Tamagotchi, l’animaletto virtuale fenomeno degli anni Novanta

Design e funzioni invariate per l'operazione nostalgia decisa dall'azienda Bandai America. Dopo essere tornato in vita sul mercato giapponese ad aprile, il dispositivo sarà ora in vendita anche in Nord America per conquistare i millennials

È il 1996. Clinton viene rieletto presidente per il suo secondo mandato. Nasce la prima pecora clonata Dolly. Ad Atlanta cominciano i giochi olimpici che celebrano i 100 anni della manifestazione. Mentre tutto ciò accade nel mondo, sul mercato giapponese debutta il primo Tamagotchi, l’animaletto digitale di cui ogni bambino da lì a un anno non potè fare a meno. Bandai America, la società che produsse l’originale venti anni fa, ha deciso di commercializzarlo di nuovo nel nord dell’America, dopo averlo riportato già in vita sul mercato giapponese ad aprile del 2017.

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Le cure per l’animaletto virtuale

Le uova virtuali si schiuderanno ancora una volta e piccoli e grandi potranno divertirsi a nutrire e far crescere la loro creatura con il terrore – sì, il terrore – che le cure non bastino a farla sopravvivere e che sul display compaia il simbolo inequivocabile della morte dell’animaletto. Chi ha vissuto la sua infanzia nella metà degli anni Novanta ricorderà bene la sensazione di impotenza quando questo accadeva.

Il design dell’originale

I destinatari del grande ritorno sono i millennials, tra i quali senz’altro c’è chi ne ha avuto tra le mani anche la versione originale di 20 anni fa. La nuova versione rispetterà in tutto quella vecchia. Non ci saranno quindi applicazioni per collegare il dispositivo a uno smartphone. Il Tamagotchi continuerà a funzionare con i classici tre pulsanti e potrà essere usato al massimo come portachiavi. «Per rendere omaggio ai fan, il mini Tamagotchi avrà lo stesso design dell’originale. Ora, sia gli affezionati dell’epoca che quelli di oggi potranno essere ossessionati dalle cure per il personaggio per farlo crescere e sviluppare», si legge nel comunicato ufficiale di Bandai.

L’effetto nostalgia

Nel corso degli anni l’azienda aveva già provato a rilanciare il prodotto rendendolo più tecnologico e in grado di mandare anche messaggi di testo. Nulla, però, è riuscito a riportare il mitico animaletto ai fasti del 1996. Ora Bandai ci riprova con un tuffo nel passato e puntando sull’effetto nostalgia. Il rischio, però, è che la dipendenza da funzioni sofisticate che gli aggeggi più moderni hanno generato possano causare un po’ di noia a chi gioca oggi per la prima volta con il Tamagotchi. Bandai ha scelto di rischiare, un po’ come hanno fatto di recente anche Nintendo e Nokia che hanno riportato sul mercato prodotti del passato. La vendita sarà possibile online o in alcuni negozi selezionati della catena Toy R Us.