Luca Annunziata

Luca Annunziata

Ott 16, 2017

Huawei Mate 10: intelligenza artificiale e doppia fotocamera Leica

Cuore Kirin 970, finiture da primo della classe e un formato inedito (per l'azienda cinese) sul modello Pro. Con queste caratteristiche Huawei punta a tenere testa a iPhone X

Le ambizioni di Huawei sono più che legittime: il suo processore di riferimento per il nuovo Mate 10, il Kirin 970, è stato presentato prima di quello che Apple ha inserito nel nuovo iPhone e di fatto ha anticipato l’introduzione dell’intelligenza artificiale tramite processore dedicato negli smartphone. Una tendenza, quella della AI, che probabilmente ci accompagnerà nei prossimi mesi in molte vesti: quello che conta in questa occasione, alla presentazione dei nuovi Mate 10 in quel di Monaco di Baviera, è tuttavia che Huawei sfodera una coppia di device che offrono tecnologia allo stato dell’arte e che la mettono in condizione di poter dire finalmente, davvero, di essere pronta a sfidare senza timore colossi del calibro di Samsung e Apple.

Huawei sfodera una coppia di device che offrono tecnologia allo stato dell'arte e che la mettono in condizione di poter dire finalmente, davvero, di essere pronta a sfidare senza timore colossi del calibro di Samsung e Apple

Il nuovo Kirin 970

Mate 10 e Mate 10 Pro: due Mate sono meglio di uno, e servono a soddisfare due tipi di clienti con esigenze leggermente diverse. Si ripropone lo stesso schema di offerta già visto nel 2016, e anche quest’anno le differenze tra i due prodotti non mancano: a differenza dello scorso anno, però, in Italia arriverà per fortuna direttamente il modello Pro. Il più intrigante dei due, soprattutto per quanto attiene le dimensioni fisiche del device.

Richard Yu presenta i nuovi Mate 10

Procediamo però con ordine: il Kirin 970. È questo il particolare capace di fare la vera differenza tra la vecchia e la nuova generazione di smartphone Huawei. Anzi, va detto che chi possiede il già ottimo Mate 9 potrebbe essere decisamente ingolosito dal miglioramento delle prestazioni garantite dal nuovo processore (di cui abbiamo parlato diffusamente nel corso di IFA2017). È un processore moderno per concezione e costruzione, con una GPU potente come la Mali-G72 e 5,5 miliardi di transistor contenuti in un package compatto grazie alla costruzione a 10nm.

Il progresso in termini di tecnologia compiuto da Huawei in questi 10 anni di Kirin è notevole, l’introduzione della NPU (neural network processor unit) è la ciliegina sulla torta: dimostra la capacità dei tecnici cinesi di pensare a qualcosa di più che semplicemente mettere a disposizione megahertz, e va sottolineato come la NPU sia affiancata da altri co-processori dedicati presenti nel processore. C’è un nuovo ISP doppio per la gestione delle fotografie e dei video, c’è il co-processore i7 per tracciare i movimenti, un DAC audio hi-fi 384K/32bit (che supporta anche una particolare modalità che consente di parlare a voce più bassa ma essere perfettamente comprensibile al nostro interlocutore: si chiama EasyTalk e impara gradualmente a riconoscere sempre meglio la nostra voce). C’è anche una modalità PC che non richiede l’impiego di un dock, si collega direttamente via cavo al monitor e si lancia l’apposita scorciatoia dell’interfaccia: sembra molto efficace, la proveremo a fondo.

Significativo anche l’impiego di un modem Cat.18 che arriva fino a 1,2Gbit di velocità massima che sfrutta al meglio anche l’antenna MiMo 4×4 installata, offrendo connettività 4G su entrambe le SIM montate.

Più AI per tutti

L’intelligenza artificiale permea tutta l’esperienza d’uso del nuovo Mate 10: agisce sulla fotocamera, aiutando a scattare foto migliori e selezionando sempre regolazioni adatte al contesto anche riconoscendo gli oggetti o i soggetti ripresi. Ma l’AI interviene anche in altri comparti, o più precisamente il Mate 10 sfrutta la NPU per molti compiti diversi: per esempio per la cifratura dei dati, o per ottimizzare il consumo della batteria.

Quando è possibile ricorrere alla NPU per non sovraccaricare il processore, e risparmiare batteria, il software dirotta l’elaborazione sull’unità ottimizzata appositamente ideata: Huawei ha anche già annunciato che l’accesso a questa unità sarà possibile per tutti gli sviluppatori grazie ad apposite documentazione e SDK. Un approccio open che apre possibilità interessanti, per ottimizzare il software e sfruttare al meglio l’hardware di questo smartphone.

Mate 10 sfrutta la NPU per molti compiti diversi: per esempio per la cifratura dei dati, o per ottimizzare il consumo della batteria

Ci sono dei rischi di frammentazione, in questo contesto sempre meglio che ci siano software con caratteristiche omogenee in circolazione: ma vista la quantità di telefoni Huawei venduti, e visto che tra qualche mese anche la linea P monterà questo processore, aggiungere qualche riga di codice in un app per migliorarne le performance sui telefoni cinesi (e migliorare così l’esperienza d’uso) non pare sia una prospettiva troppo dannosa. In ogni caso, EMUI e tutto il software a bordo saranno già ottimizzati in questo senso: il Mate 10 monta di serie Android 8.0 Oreo (compresa la gestione remota dei dispositivi MDM, utile in ambito professionale ed enterprise), l’ultima versione disponibile del sistema operativo mobile di Google, oltre a una nuova versione di EMUI contraddistinta dal progressivo 8.0. Tra le novità di questa EMUI anche un sistema multitasking più avanzato: sfruttando la potenza del Kirin 970 è possibile tenere sullo schermo video e altre app, per esempio per la messaggistica, senza rallentamenti.

Due Mate 10, posson bastare?

Ci sono differenze estetiche evidenti tra Mate 10 e Mate 10 Pro. Il primo mantiene un classico rapporto d’aspetto 16:9, con una diagonale da 5,9 pollici e ingombri che ricordano moltissimo il prodotto dello scorso anno. Il Mate 10 Pro compie invece un passo significativo: anche Huawei adotta il formato 18:9 che rende più snelle le forme del device, e con una diagonale da 6 pollici risulta decisamente più comodo da impugnare (grazie anche a una forma leggermente curva che lo rende più ergonomico). Come S8, Note 8 e iPhone X, anche Mate 10 fa praticamente sparire le cornici dello schermo: mentre sul Mate 10 però il lettore di impronte resta sul frontale, sul Mate 10 Pro si sposta sul posteriore (collocato in posizione comoda e facilmente individuabile, grazie a un design simmetrico di tutto il device).

Entrambi gli smartphone raggiungono la risoluzione QHD per lo schermo e supportano l’HDR10, e sul Mate 10 Pro il pannello montato è anche OLED con una particolare matrice RGBW che migliora la leggibilità all’aperto e riduce i consumi. Molto belle le finiture sul posteriore con doppia colorazione tono su tono, e un pannello di vetro Gorilla Glass che sebbene accumulerà qualche ditata rende di sicuro più glamour l’aspetto di questo terminale.

Doppia fotocamera sul posteriore, con lenti Leica di terza generazione (SUMMILUX f/1,6 con stabilizzazione ottica) e sensori da 20+12 megapixel con l’ormai consueto schema bianco&nero+colori per migliorare le performance anche in condizione di luce scarsa. Vedremo poi quanto l’introduzione dell’AI contribuirà a migliorare la qualità finale degli scatti: la NPU viene chiamata in causa per riconoscere gli oggetti, per regolare l’esposizione, anche per migliorare lo zoom senza creare l’effetto sgranato tipico del digitale. La fotocamera frontale è da 8 megapixel, e anche quest’ultima approfitta delle capacità della NPU del Kirin 970 per migliorare le performance.

il sistema SuperCharge quest'anno è stato anche certificato TUV per garantire piena alla sicurezza durante il suo impiego

Da sottolineare la capacità della batteria integrata: 4.000mAh, davvero tanti in uno chassis comunque sottile (meno di 8mm per il Pro). Già lo scorso anno il Mate 9 faceva segnare ottimi risultati per quanto attiene l’autonomia, quest’anno è lecito aspettarsi che il nuovo processore dotato anche di NPU possa incrementare ulteriormente le ore lontane dalla presa tra una ricarica e l’altra: il guadagno dichiarato da Huawei è pari al 30 per cento rispetto allo scorso anno, con 22 ore di video garantite o 25 ore di chiamate. Niente ricarica wireless: secondo l’azienda cinese è troppo lenta per soddisfare il consumatore, mentre il sistema SuperCharge quest’anno è stato anche certificato TUV per garantire piena alla sicurezza durante il suo impiego. Il nuovo Mate 10 Pro, inoltre, è anche certificato IP67 per polvere e liquidi (IP53 il Mate 10): peccato sul Mate 10 Pro manchi il jack audio da 3,5mm, forse proprio per semplificare il rispetto della specifica di impermeabilità.

Quando Mate 10 in Italia?

Differenti gli allestimenti per quanto attiene il taglio di memoria. Il Mate 10 sarà in venduto con 4GB di RAM e 64GB di storage, ma ribadiamo che questo modello non arriverà in Italia. Più interessante il Mate 10 Pro, che con 128GB di storage e 6GB di RAM è senza dubbio un terminale intrigante visto anche il prezzo fissato a 849 euro: Huawei sceglie di tenere il prezzo più basso rispetto alla concorrenza, e sicuramente questo peserà anche sul prezzo su strada. Tutte e tre le colorazioni arriveranno in Italia, a partire da novembre: saranno subito disponibili la blu e la grigio antracite, mentre occorrerà qualche giorno in più per la mocha gold. Chi prenoterà il Mate 10 Pro entro il 15 novembre, inoltre, riceverà anche un Moleskine Smart Writing Set: lo stesso di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa.

L’offerta Mate non si ferma qui: torna anche quest’anno il Porsche Design, con materiali differenti (il posteriore è in effetto ceramica) e un allestimento leggermente superiore per quanto attiene lo storage. In questo caso si sale a 256 gigabyte, e di conseguenza cresce anche il prezzo: sfioriamo i 1.400 euro, una vera fuoriserie, ma si tratta pur sempre di un modello “firmato” destinato a una clientela particolare. Dulcis in fundo, all’orizzonte già si scorge il Mate 10 Lite: anch’esso in formato 18:9, con doppia fotocamera posteriore, avrà un prezzo decisamente aggressivo per cercare di attaccare la fascia media del mercato dove si possono realizzare volumi importanti.

Huawei ha pronto anche una serie di accessori per completare il quadro: c’è una camera 360 capace di scattare foto in risoluzione 5K e video panoramici fino a 2K, la EnVizion360. C’è un battery pack compatibile con la ricarica rapida SuperCharge. E infine anche una bilancia intelligente e connessa, che si inserisce in quell’universo di device IoT che stanno riempiendo le nostre case e che completano l’esperienza di un ecosistema che ormai tra wearable e altro va ben oltre i semplici smartphone. I prezzi e l’eventuale disponibilità di questi prodotti per il mercato italiano saranno comunicati più avanti.