Aldo Ciummo

Aldo Ciummo

Nov 1, 2017

Poca burocrazia, digitalizzazione diffusa, tecnologia. Le chiavi dell’innovazione in Estonia

Il 24 ottobre all'Università La Sapienza di Roma Indrek Õnnik, dello e-Estonia showroom ha presentato il percorso seguito dal suo paese per diventare l'avanguardia dell'ICT in Europa

L’Estonia, con 1,3 milioni di abitanti che ospitano 3 milioni di visitatori l’anno, può indurre a pensare che lì tutto si possa gestire come in un piccolo villaggio affacciato sul mare. Oltre ai tanti contatti con i vicini (finlandesi, lettoni, svedesi e russi), però, tra mille isole e foreste che coprono metà del territorio serve davvero essere connessi. Torri e caffetterie caratteristiche, gallerie d’arte e dolci di frutta, le feste del canto con 30mila ballerini, sono tutti tratti che rappresentano (anche nella lista Unesco) il volto di Tallinn. La riconoscibilità che la società estone si è saputa costruire in fretta, però, è l’eccellenza nelle ICT. Bastano poche ore a mettere in fila le carte sufficienti ad avviare legalmente una impresa: i fastidi sono quasi azzerati e lo saranno definitivamente entro il 2020.

La tecnologia estone a Roma

Il 24 ottobre l’Università degli Studi di Roma La Sapienza ha ospitato a Palazzo Baleani un evento dedicato alle innovazioni lanciate a Tallinn. C’erano Indrek Õnnik, dello e-Estonia showroom, organizzazione protagonista nella ICT; Celia Kuningas-Saagpakk, Ambasciatrice estone; e Ulle Toode, direttrice del Centro Studi sull’Estonia e il Baltico, che ha voluto l’incontro. Nella giornata è stato descritto il panorama della Information and Communications Technology in Estonia. Indrek Õnnik (per la prima volta in Italia per dibattere con investitori ed accademici di vari paesi) è il Project Manager dello e-Estonia Showroom, il centro che si occupa della Information and Communications Technology. L’Estonia dedica il suo attuale semestre di presidenza UE alle sfide dell’ICT, ambito nel quale il Paese Baltico è all’avanguardia nel mondo. Oggi la capitale, Tallinn, ospita il quartier generale per la sicurezza informatica della Nato.

L'e-Estonia showroom

© e-estonia.com

500 milioni di transazioni digitali all’anno

L’innovazione non viaggia solo online: in Estonia è stata autorizzata, prima che in qualsiasi altro paese, la circolazione sulle strade in via sperimentale, di autobus senza guidatore (dal luglio 2017) e di piccoli veicoli programmati per consegne porta a porta (tra questi automi dotati di ruote e le automobili tradizionali è stato anche registrato il primo incidente). Ma è l’alleggerimento della burocrazia a soffiare nelle vele della crescita: enti locali, imprese e cittadini del posto, ma anche norvegesi, finlandesi e di altri stati, utilizzano carte di identità digitali e carte di credito per effettuare 500 milioni di transazioni l’anno, in un mercato raggiungibile con un click.

Le due date che hanno digitalizzato l’Estonia

Due tappe hanno portato la digitalizzazione in cima all’agenda estone: nel 2002 l’avvio del programma di e-government e nel 2007 la messa in sicurezza di tutti i dati sensibili. Il Governo prosegue nel piano di alfabetizzazione informatica basato su una solida infrastruttura, chiamata X-Road: nel 2002 lo scambio di dati tra cittadini e istituzioni imboccò una strada virtuale dove con carta di identità elettronica o smartphone si vota, si dichiarano i redditi, vengono effettuati pagamenti, si ottengono prescrizioni mediche, attraverso la firma digitale. Il secondo momento determinante è stato, come accennato, il 27 aprile 2007. Durante un contrasto con la Federazione Russa (riguardo le statue di epoca sovietica) l’Estonia fu bersaglio di un attacco informatico ai server di istituzioni e banche, che rallentò ogni attività nelle settimane seguenti. L’accaduto spinse le autorità ad adottare misure di difesa adeguate per una grande massa di dati. Attualmente registri elettronici e database sono immuni da singole azioni di hackeraggio e richiedono decrittazioni particolari.

La continuità digitale per rendere inattaccabili i dati

L’Estonia ha studiato un tipo particolare di difesa: la continuità digitale. Si tratta del trasferimento di server e di dati strategici nelle piattaforme cloud e negli edifici diplomatici all’estero, come nel recente accordo con il Lussemburgo. Metti insieme servizi digitali efficienti, trasparenza, inclusa la possibilità offerta ai cittadini di controllare chi ha accesso ai loro dati, ed avrai quella che ormai ama definirsi e-Estonia, dove il settore delle competenze IT pesa per il 7 per cento del PIL e si può acquisire la cittadinanza online: oggi ci sono 24mila residenti ‘virtuali’ e 3.200 compagnie virtualmente residenti.