Luca Annunziata

Luca Annunziata

Nov 14, 2017

Mate 10 Pro: Huawei punta alla vetta

Uno smartphone che non ha niente da invidiare alla concorrenza. Del nuovo Mate 10 Pro colpiscono soprattutto fotocamera e autonomia. E il prezzo

 

Questa volta Huawei ha fatto centro: ha azzeccato design, hardware e fotocamera di questo Mate 10 Pro. Uno smartphone che è in grado di tenere testa da pari a pari a qualsiasi altro smartphone ammiraglia in circolazione, e che fa del prezzo un punto di forza rispetto alla concorrenza. Difficile scovare un punto debole in questo Mate 10 Pro, anche se ci sono degli aspetti in cui Huawei potrebbe ancora migliorare: di certo comunque questo è il miglior telefono che l’azienda cinese abbia mai messo in vendita, e ha deciso di condire questo lancio anche con una campagna pubblicitaria ad hoc che finalmente ha un sapore più occidentale che asiatico.

 

Tanto vetro e feeling premium

Anche Huawei sceglie di adottare un nuovo formato per lo schermo: con un rapporto di forma 18:9, il 6 pollici di questo Mate 10 Pro è più lungo e stretto di quanto siamo abituati a vedere, anche se negli ultimi mesi LG e Samsung hanno già fatto vedere prodotti analoghi. Huawei quest’anno si concede anche un OLED, e per fortuna in Italia arriva il modello Pro: un buon pannello quello montato, con un buon angolo di visione e molto luminoso, che ci ha pienamente soddisfatto.

Il design del Mate 10 Pro è molto più originale di quanto non fosse quello del P10: finalmente i designer di Huawei hanno trovato una linea stilistica gradevole e unica, il Mate non assomiglia a un iPhone o a un Galaxy ed è un prodotto con le proprie caratteristiche peculiari. Si impugna comodamente grazie alla curva del pannello posteriore in Gorilla Glass, colorato tono su tono in tre varianti cromatiche: antracite, blu e mocha (un marrone-caffé che si fa apprezzare). Il frontale è praticamente piatto, ma le cornici dello schermo sono ridotte al minimo e rendono piuttosto ergonomico il terminale.

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Se il design è azzeccato in tutto o quasi, dalla posizione del sensore per le impronte digitali strategicamente piazzato sul posteriore sotto la doppia fotocamera, alla collocazione dei pulsanti per accensione e volume, non si può non notare l’assenza del jack audio. È una scelta probabilmente legata alla certificazione IP67 per la resistenza ad acqua e polvere, semplifica la vita in fase di progettazione ma complica l’esistenza a chi poi deve usare lo smartphone.

Altro fattore un po’ datato è l’estetica dell’interfaccia: la EMUI 8.0 è un’interfaccia completa e stabile, ma ormai ricorda un po’ troppo una vecchia versione di iOS. Huawei deve avere il coraggio di staccarsi da questa impostazione “tradizionale” e osare un po’: o almeno deve curare l’estetica dei temi forniti di serie alla stregua di come ha curato il design esteriore. Peccato, perché ci sono altri fattori a favore di Huawei: per esempio aver montato Android 8.0 Oreo prima di tutti, contribuendo non poco alle qualità di autonomia e performance di questo smartphone.

Un’ottima fotocamera

Ogni anno si rinnova la sfida: quale smartphone ha la fotocamera migliore su piazza?

Ormai il livello medio degli smartphone di fascia alta ha raggiunto quello delle fotocamere compatte: un telefono non sarà mai all’altezza di una vera macchina fotografica con obiettivo intercambiabile, ma quando non si ha una reflex a portata di mano si può tranquillamente usare un cellulare per documentare i momenti più importanti della propria vita. Detto ciò, ciascun produttore ormai segue una propria linea evolutiva leggermente divergente dagli altri: affermare in modo oggettivo e assoluto che uno smartphone è migliore di un altro è complicato, ma possiamo agevolmente restringere la cerchia dei migliori smartphone-fotocamera a una mezza dozzina.

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Il Mate 10 Pro rientra appieno in questo gruppo ristretto. La collaborazione con Leica sta dando i suoi frutti, la lente Summilux f/1.6 montata davanti ai due sensori posteriori è molto ben realizzata, la combinazione delle informazioni raccolte dal sensore a colori da 12 megapixel e quello bianco&nero da 20 megapixel produce degli scatti di buon livello. La gestione dell’algoritmo privilegia la nitidezza sulla pulizia: questo significa che in certi casi si può avvertire un po’ di rumore nelle zone di colore uniforme (pensate al cielo), ma la vera differenza il Mate la fa nella gestione della luce.

Il processore Kirin 970 montato da questo smartphone, che incorpora un doppio ISP per la gestione dei sensori e un’unita NPU che impiega algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare gli scatti, dà il suo meglio per quanto attiene l’esposizione: bilanciamento del bianco, gamma dinamica, condizioni di luce difficile (di giorno e di sera) sono la benzina che fa girare il motore di questo smartphone. Il risultato sono scatti molto suggestivi e dettagliati, che come detto pagano solo un po’ in rumore di fondo ma che risultano davvero ben bilanciati.

 

C’è un fattore che ci risulta davvero incomprensibile dopo aver provato a lungo il Mate 10 Pro: perché Huawei dopo tre anni non è ancora riuscita a integrare una modalità HDR-auto nel suo software fotografico? L’hardware probabilmente è già pronto, si tratta solo di fare qualche modifica al software.

Autonomia e il fattore prezzo

Il Kirin 970 è un processore di ultima generazione: tecnologia produttiva da 10nm, octa-core con una GPU recentissima come la Mali-G72, dispone anche di un modem capace di garantire velocità di download fino a 1,2Gbit e che supporta connettività 4G su entrambe le SIM. Tanta potenza nel motore, anche grazie alla NPU: la neural-network processor unit è un modulo dedicato al calcolo intensivo richiesto dagli algoritmi di intelligenza artificiale, che Huawei impiega per ottimizzare le performance e il consumo del Mate 10 Pro. Da segnalare una modalità “desktop” che si attiva semplicemente collegando lo smartphone a uno schermo tramite un cavo USB-C a HDMI: non necessità di dock esterno e funziona molto bene, specie se si usa di concerto a una tastiera Bluetooth.

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Il risultato è uno smartphone che, anche grazie alla batteria da 4.000mAh, gestisce in scioltezza una giornata intera lontano dalla presa di corrente. Nel corso delle nostre prove non è stato insolito ritrovarci a sera con ancora il 20 o il 30 per cento di batteria residua: in alcuni casi siamo riusciti a superare le 36 ore senza dover ricaricare. Un fattore da non sottovalutare è il caricabatterie SuperCharge: offerto direttamente nella confezione di vendita, in 20 minuti riempie per metà la batteria e permette di tenere testa anche a giornate complicate.

Dove però Huawei vuole davvero fare la differenza è nel prezzo di vendita: a 849 euro, il Mate 10 Pro è il più economico dei flagship in circolazione. Nella confezione ci sono dei buoni auricolari, una cover, il telefono che dispone tra l’altro di 128GB di storage e 6GB di RAM. Non si potrebbe chiedere di più a questo smartphone.

 

Come detto parlando della fotocamera, ormai ciascun marchio fa storia a sé parlando di ammiraglie e di smartphone di fascia alta: ciascuno ha dei punti di forza e qualche lacuna, fatto che rende difficile incoronare “il miglior smartphone dell’anno”. Senza dubbio però il prezzo gioca un ruolo decisivo per il Mate 10 Pro: considerato che ha una ottima fotocamera, che ha un’autonomia invidiabile (e un caricabatterie super: di nome e di fatto), un design originale e azzeccato, il rapporto prezzo/prestazioni di questo smartphone è davvero ottimo.