Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Nov 15, 2017

E se fosse una startup a creare il primo computer quantico pienamente funzionante?

Quantum Circuits lancia la sfida a Google e IBM. Le ricerche sui superconduttori del professor Schoelkopf hanno ottenuto incredibili risultati. E Sequoia Capital ha deciso di crederci investendo 18 milioni di dollari

Nella corsa alla realizzazione di un computer quantico in grado di sfruttare appieno le proprie potenzialità, una piccola startup creata da alcuni professori dell’Università di Yale potrebbe superare i colossi della tecnologia.

Circuiti di un computer quantico

Il suo nome è Quantum Circuits, società fondata da Robert Schoelkopf, considerato una delle maggiori autorità a livello mondiale in questo campo di ricerca, insieme ad altri due colleghi.

Computer quantico: miraggio o realtà?

Come raccontato anche da un articolo del New York Times, il computer quantico è diventato l’ossessione principale del mondo tecnologico.

Prima IBM (che lo scorso maggio ha presentato il più complesso sistema quantico realizzato finora), poi Intel, infine Google (che negli ultimi mesi ha annunciato di poter costruire una macchina in grado di ottenere “la supremazia quantistica” realizzando attività impossibile per un normale computer portatile). Tutti i player del settore si trovano alle prese con questa sfida, ma i risultati conseguiti non sembrano ancora sufficienti.

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I computer di oggi memorizzano le informazioni come bit scrivendole sottoforma di sequenze che alternano 0 e 1. Ma grazie a quello che viene definito “principio di sovrapposizione” (comportamento che caratterizza le particelle subatomiche come elettroni e fotoni) un qubit, o bit quantico, può memorizzare allo stesso tempo sia 1 che 0. Ciò comporta un aumento esponenziale dei valori e, con esso, delle potenzialità della macchina.

Il direttore del progetto quantistico di Microsoft, Todd Holmdahl, per descrivere un simile dispositivo ha usato l’efficace immagine del labirinto. “Un tipico computer proverà un percorso per poi provare un altro e così via. Uno quantico invece proverà tutti i percorsi allo stesso tempo”. Il problema, però, è che la memorizzazione di informazioni in un sistema quantistico per più di un breve periodo di tempo è molto difficile e può portare ad errori di calcolo.

Il professor Schoelkopf e il professor Devoret al lavoro su un device che permette di raggiungere temperature molto basse

© Roger Kisby

E proprio a questo problema il professor Schoelkopf ha dedicato gli ultimi due decenni delle sue ricerche utilizzando i, cosiddetti, circuiti superconduttori. Circuiti costruiti con materiali raffreddati a temperature estremamente basse in cui la corrente scorre praticamente senza incontrare resistenza.

Quantum Circuits lancia la sfida

Che le ricerche del professor Schoelkopf siano all’avanguardia lo dimostrano i fatti: le “big companies” della tecnologia hanno deciso di puntare sui superconduttori accapparrandosi, a caro prezzo, le migliori “menti” sul mercato. Uno degli ex studenti di Schoelkopf guida ora il programma di calcolo quantico di IBM. Mentre il fondatore di Rigetti Computing, una startup della Silicon Valley, ha studiato con Michel Devoret, uno dei tre professori della Quantum Circuits.

La Quantum Circuits fondata dal professor Schoelkopf e altri due suoi colleghi si trova a pochi km dagli uffici dell'Università di Yale

© Roger Kisby

“Negli ultimi anni è diventato evidente che questa è una tecnologia può iniziare ad essere commercializzata” ha dichiarato Robert Schoelkopf. Ecco perché lui e due dei suoi colleghi hanno deciso di sfidare i colossi della tech fondando una propria startup. Una sfida a cui sembrano credere in molti, se pensiamo che la società di capitali di rischio Sequoia Capital ha investito ben 18 milioni di dollari nella Quantum Circuits.

Anche se il professor Schoelkopf e i suoi colleghi stanno seguendo lo stesso metodo utilizzato dai loro concorrenti, l’approccio al problema è completamente diverso. Piuttosto che costruire una grande macchina quantistica, infatti, si è optato per una serie di piccole macchine che possono essere collegate in una rete. “Così sarà più facile correggere eventuali errori nei calcoli”, ha concluso Schoelkopf.

Se guardiamo al futuro, un domani i computer quantici potrebbero essere in grado di realizzare imprese incredibili (dal creare le composizioni chimiche dei nuovi farmaci, al rompere gli algoritmi di crittografia che proteggono dati aziendali e governativi). Una rivoluzione in grado di cambiare il mondo e partita, magari, proprio da una piccola startup.