Luca Annunziata

Luca Annunziata

Nov 16, 2017

Project Quantum: c’è un nuovo Firefox in città

Con il rilascio della release 57, Mozilla compie un passo decisivo per la rinascita del browser del panda rosso. Più veloce, più sicuro. Sempre open source

Son finiti i tempi cupi: Firefox 57, nome in codice Project Quantum, servirà a far rinascere quello che un tempo era il browser più diffuso sul pianeta. La strada che ha condotto a questa rinascita è stata lunga e perigliosa, passando attraverso un ritorno ai valori fondanti della Mozilla Foundation: garantire a tutti i navigatori un browser open source in grado di dettare il passo tecnologico sul World Wide Web. Un browser talmente veloce ed efficace da spingere tutti a volerlo usare. Un browser veloce e open, capace di promuovere una visione di Internet aperta e di tutti.

Cos’è Project Quantum

Dietro il nome Project Quantum si cela una delle più impressionanti riscritture di un software open source a cui si sia mai assistito: negli anni si erano accumulati strati su strati di tecnologie di ogni tipo nel codice del browser Mozilla, in alcuni casi determinando un sostanziale rallentamento delle performance del prodotto finale o (peggio) tenendolo legato a vetuste eredità tecniche che ne tarpavano le ali o ne minavano la sicurezza.

7 milioni di righe di codice dopo, Firefox 57 si presenta più bello da vedere e soprattutto più veloce: molto più veloce. Rispetto alla release 52, di appena 6 mesi fa, i risultati ottenuti nei benchmark sono il 100 per cento migliori. Inevitabile il confronto con Chrome di Google, attualmente ritenuto dai più il browser da battere: secondo Mozilla in questo confronto Firefox esce vincitore, grazie finalmente al supporto delle CPU multi-core (presenti ormai in tutti i PC) e a un consumo di memoria RAM decisamente inferiore alle versioni precedenti di Firefox e soprattutto a Chrome.

Più in generale, il cambiamento permea tutto Firefox 57: Google è ora di nuovo il motore di ricerca di serie (in quasi tutto il mondo), Pocket – app per salvare pagine da leggere in seguito, acquisita da Mozilla qualche mese fa – è integrata nel browser assieme ad altri strumenti come quello per catturare schermate su Web. Anche alla questione sicurezza è stata posta la massima attenzione: abbandonando le vecchie estensioni, da sempre un possibile punto debole, e introducendo tecnologie come le sandbox che altri browser integravano da tempo.

Photon, una faccia nuova per un browser nuovo

Per dare massimo risalto al rinnovamento sotto il cofano, Mozilla ha sviluppato anche una nuova interfaccia grafica per il browser: si chiama Photon, ed ha il compito non indifferente di unificare l’aspetto di Firefox su tutte le piattaforme su cui è messo a disposizione. Ora che usiate uno smartphone iOS o un Android, che il vostro PC sia un Mac o abbia a bordo Windows, l’aspetto e la disposizione degli elementi dell’interfaccia è sempre coerente.

Con l’affermazione di smartphone e tablet, inoltre, era necessario tenere conto di diversi nuovi fattori: l’aumento della risoluzione degli schermi, ma soprattutto la presenza sempre più spesso della possibilità di usare le dita per navigare in Rete. Per questo Photon varia le dimensioni degli elementi di Firefox in base al tipo di dispositivo su cui è usato, e più in generale provvedere a razionalizzare e semplificare l’interfaccia per consentire un rapido accesso alle funzioni principali.

 

Infine, per gli sviluppatori è stata assemblata una versione specifica di Firefox a loro dedicata: il browser è sempre più spesso il veicolo attraverso cui passano servizi e webapp che costituiscono il business di aziende di ogni misura, dunque Mozilla ritiene indispensabile creare un browser dotato di tool adatti a sviluppare e testare questi servizi. La strada per tornare alla leadership di questo mercato passa anche attraverso questo tipo di operazioni: riportando a bordo chi costruisce il Web, magari si potrà invertire anche la tendenza e riguadagnare terreno nei confronti di Chrome.