immagine-preview

Gen 9, 2018

Il primo robot commestibile arriva dalla Svizzera

In futuro potrà operare all'interno del nostro corpo, o consegnare cibo a domicilio per poi essere ingerito a sua volta

Vi andrebbe un robot per cena? Sì, proprio così. Gli ingegneri dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL), in Svizzera, hanno realizzato il primo robot commestibile al mondo. Un robot da mangiare appunto.

Certo, non stiamo parlando di un piatto di spaghetti alla carbonara. Ma presto potremo mangiarlo per una buona ragione: in futuro infatti, sarà in grado di operare all’interno del nostro corpo o consegnare cibo a domicilio, per poi essere a sua volta ingerito. Composto unicamente di materiali edibili – si tratta di un mix insapore di glicerina, gelatina e acqua – il prototipo presentato dai ricercatori del Laboratorio di Sistemi Intelligenti dell’EPFL non è tossico, è biodegradabile, biocompatibile ed ecologicamente sostenibile. Eccolo all’opera.

Un robot per cena

Il primo esemplare al mondo che vediamo nel video si muove grazie ad attuatori pneumatici – le due grandi dita che afferrano la mela – realizzate con un mix di gelatina, glicerina e acqua. L’attuatore si piega quando è gonfiato, e si “rilassa” quando si sgonfia: in questo modo, attraverso l’aumento o la diminuzione della pressione, il robot morbido dell’EPFL può piegarsi e afferrare oggetti più o meno fragili senza intaccare la loro struttura.

Il primo e più scontato utilizzo che viene in mente per questo robot è quello medico. I ricercatori dell’EPFL sono sicuri che in futuro diverse cure mediche e anche diversi controlli passeranno dalla robotica edibile. Potremo, ad esempio, mangiare questi dispositivi per curare le patologie dell’apparato digerente.

Dalla medicina al settore delle spedizioni

Da tempo il team di ricercatori svizzeri lavora per rendere commestibile ogni parte dei robot. Batterie, sensori, transistor e elettrodi, tutti masticabili e digeribili:  ma questa è la prima volta che si può mangiare anche l’attuatore, ovvero il meccanismo che serve a mettere in azione la macchina. E che, oltre ad avventurarsi nel corpo umano, potrà essere utilizzato per una serie di compiti differenti.

«I materiali utilizzati per tali robot commestibili potrebbero essere mescolati con componenti nutrizionali o farmaceutici digeribili o metabolizzabili – spiega Dario Floreano, a capo del team – Tra le potenziali applicazioni troviamo dei robot usa e getta utili per l’esplorazione, robot digeribili dall’uomo o dagli animali per scopi medici e per il trasporto di alimenti in cui il robot stesso risulta essere cibo».

In pratica, un concept di questo tipo potrebbe servire anche a sviluppare robot in grado di fornire soccorso in ambienti ostili e poi degradarsi senza inquinare. O nuove forme di packaging per la consegna del cibo, per risparmiare sui carichi di trasporto. Come dite: il sapore? Beh, su quello ci sarà tempo per lavorare.

@antcar83

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter