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Dic 20, 2017

Mumble, la startup italiana che supporta i veterani nel recupero post-traumatico

Si chiama Mumble e lavora con il Governo degli Stati Uniti per aiutare i reduci di guerra americani nella battaglia contro lo stress post-traumatico

C’è una startup italiana che si è inserita nel mondo mobile e sgomita con i giganti hi-tech americani. Si chiama Mumble: il suo team – una decina di giovani, età media 25 anni – lavora fianco a fianco con il Governo degli Stati Uniti per sviluppare una serie di applicazioni (ad oggi già 18, per iOS e Android) che aiutano i reduci di guerra americani nella battaglia contro lo stress post-traumatico. Si calcola che ne soffra il 20% dei soldati che tornano in patria a seguito di una guerra.

«Siamo sempre stati affascinati dal mondo digitale – racconta Mattia Farina, CEO e co-founder di Mumble – Un bel giorno ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: Perché non provare a creare qualcosa, unendo le nostre competenze e sfruttando le nostre passioni?». Così nasce Mumble.

Tre emiliani in Silicon Valley

La startup è stata appena riconfermata per un altro biennio come fornitore dal Governo USA, dopo l’accordo iniziale siglato tre anni fa.

«È iniziato tutto un po’ per caso – continua Farina – un caro amico, Paolo Marenco, organizza ogni anno il Silicon Valley Study Tour, per accompagnare studenti italiani alla scoperta della Silicon Valley. In quell’occasione abbiamo incontrato Giovanni (Moraja, n.d.r.), amministratore di Vertical, company design basata ad Oakland, San Francisco».

Proprio grazie alla collaborazione con Vertical, Mumble ottiene il primo incarico da un cliente americano: il Dipartimento dei Veterani del Governo USA, appunto.

Applicazioni made in Italy per veterani

«Quando siamo partiti, quattro anni fa, non ci saremmo mai aspettati di arrivare a lavorare con il Governo degli States – spiega ancora il CEO di Mumble – La cosa più importante che abbiamo capito è che, con il duro lavoro, una solida organizzazione e competenze tecniche di alto livello, possiamo giocarcela alla pari con tutti».

L’obiettivo di Mumble è quello di creare strumenti digitali innovativi che consentano anche ad utenti diversamente abili di sfruttare i tool messi a punto dal Dipartimento dei Veterani di Guerra. Le applicazioni, sviluppate a Modena ma rilasciate negli States, utilizzano infatti tecnologie (voiceover e talkback) e strategie di design che le rendono accessibili ad utenti ipo o non vedenti.

Non solo. Nei suoi primi quattro anni di storia Mumble ha lavorato anche per diversi clienti italiani e internazionali. Il team ha creato una suite di soluzioni,  MBoard (che sta per Mumble Board), utilizzata quotidianamente da aziende italiane e americane per la creazione e gestione di nuovi prodotti digitali.

“L’Emilia è la nostra America”

Il prossimo anno, Mumble compirà 5 anni. «Nei prossimi anni, l’obiettivo è quello di mettere un piede negli USA per crescere in modo organico sul territorio – continua Farina – contando sull’appoggio di professionisti già inseriti nel mercato, e trovare nuovi clienti oltreoceano».

C’è già in cantiere infatti, la creazione di un Academy che supporti ingegneri freschi di laurea a sviluppare le proprie competenze in ambito software development e l’approdo ufficiale negli States, con l’apertura di una nuova sede nella West Coast americana.

Insomma, per Mumble sembra essere arrivato il momento di fare il grande salto oltreoceano. «Ma il nostro HQ resterà in Italia, dove possiamo trovare i migliori ingegneri del mondo, per preparazione e competenze, ma soprattutto per mentalità e lealtà all’azienda – conclude Farina – Dal punto di vista tecnologico, l’Emilia è la nostra America».

@antcar83

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