La seta liquida e l’alternativa alla plastica nei cosmetici. L’idea di Silk Therapeutics

L'azienda fondata da Greg Altman parte dalle proteine dei bozzoli dei bachi da seta per produrre una sostanza naturale e sostenibile come ingrediente di shampoo e creme

Quando fai uno scrub al viso, quando scegli un dentifricio con i famosi “microgranuli” o quando usi una vasta gamma di prodotti per la cura del corpo, forse non te ne accorgi, ma stai applicando una considerevole quantità di plastica sulla tua pelle, di quella che finisce per inquinare mari e oceani. La soluzione potrebbe essere nella seta: la startup Silk Therapeutics ha ideato un processo che consente di ricavare dai bachi già utilizzati una seta liquida da poter includere tra gli ingredienti dei cosmetici.

© Silk Therapeutics

Sostituire la plastica nascosta

L’innovazione è una svolta dato che il divieto di utilizzo delle microperle deciso dall’FDA non ha impedito alle case produttrici di continuare a realizzare shampoo, creme e deodoranti con alcune sostanze derivate dal petrolio assolutamente non biodegradabili. «Ci sono plastiche talmente piccole che quando le applichi sulla pelle non te ne accorgi nemmeno. Sono usate letteralmente per riempire i flaconi, come emulsionanti e come agenti stabilizzanti per altri ingredienti attivi», ha detto a Fast Company Greg Altman, founder di Silk Therapeutics.

La seta contro l’inquinamento

L’impatto ambientale di queste sostanze è considerevole dato che molti dei prodotti che li contengono sono fatti per essere sciacquati e finiscono quindi in fiumi, laghi e mari. Inoltre, data la loro derivazione dai combustibili fossili, contribuiscono anche al cambiamento climatico. L’alternativa proposta da Silk Therapeutics è sostenibile per due ragioni: la prima è che è assolutamente naturale, essendo basata sull’utilizzo delle proteine ricavate dai bozzoli dei bachi da seta; la seconda è che permettono lo sfruttamento anche dei bozzoli di qualità non sufficientemente elevata per la produzione del tessuto.

I possibili usi

Al momento questa sostituzione dei polimeri plastici con la seta è ancora molto costosa: servono 95 dollari per un flacone da circa 50 grammi di idratante. L’azienda punta però a rendere i prodotti sempre più accessibili ai clienti. La seta liquida può essere utilizzata anche nel settore tessile per rendere impermeabili i tessuti, per esempio. Inoltre, in teoria, l’innovazione di Silk Therapeutics potrebbe essere usata per sostituire anche altre plastiche: quella delle bottiglie, ad esempio, o quella usata per avvolgere le lattine delle bibite. Se finisce negli alimenti, la seta può essere assorbita dal nostro sistema digerente senza causare problemi di salute.

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