Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Dic 29, 2017

JotUrl, la PMI che aiuta le aziende a capire le abitudini dei clienti

Come valorizzare i touchpoint del brand e qual è il modo migliore di spendere il proprio budget marketing ce lo dice la PMI di Janosch Lenzi incubata in Nana Bianca

Affidabilità tecnologica e totale indipendenza dell’utente. JotUrl supporta i propri brand clienti con un software che realizza una mappatura del traffico internet di riferimento. Uno strumento oggi imprescindibile per completare il monitoraggio “cross channels” e offrire alle aziende una visione chiara di come vengano utilizzate e di quali risultati portino le risorse marketing.

Da Nana Bianca ai grandi brand

Quella che fino a poco tempo era una startup, oggi PMI innovativa, si sviluppa all’interno dell’incubatore fiorentino Nana Bianca fin dal 2013. In particolare, la storia di JotUrl comincia quando Janosch Lenzi e Massimo Poli, i due fondatori, si mettono a cercare una soluzione a quelle che erano le esigenze di uno dei loro migliori clienti.

 

“Zanichelli aveva un’enorme quantità di link, magari non brandizzati, relativi ai propri prodotti editoriali”, ricorda Janosch, CEO dell’azienda, “e voleva essere costantemente aggiornata su quali fossero le condizioni di quei link e su quante interazioni riuscissero ad avere”. Da lì il passo è breve, si fa per dire.

Se vogliamo definirlo in una frase, JotUrl è l'equivalente software dei sensori IoT

Prende vita un prodotto che per il brand cliente traccia il traffico di tutti i possibili touchpoint del suo marketing. Avvalendosi anche del “deep linking”, soprattutto per la versione mobile: l’utente che preme su un determinato collegamento ipertestuale può essere direttamente reindirizzato all’interno dell’app (se presente sul device), oppure condotto ove scaricare la app dallo store corrispondente (in caso quest’ultima non sia presente sul device). Una piattaforma multiutente a cui si accede direttamente online. “Se volessimo definirla in una sola frase, si potrebbe dire che JotUrl è l’equivalente software dei sensori IoT. Oppure che è un tool all-in-one per tutti i touchpoint”.

L’importanza del “customer’s journey”

Dopo l’investimento Pre-Seed di Nana Bianca, a fine 2016 si finalizza l’ingresso di un nuovo socio, Brainwave. Il che porta ad un’ampliamento del team per coprire meglio aspetti come design e comunicazione. È così che entrano in JotUrl Andrea Daietti e Yari Muzzolon, due ragazzi di cui avevamo parlato già in precedenza a proposito della startup 900. L’idea? Dare il via ad un progressivo restyling del prodotto per puntare su nuovi clienti.

Non che brand internazionali come SkyTIM, Vodafone – che vale da sola oltre 360 mila link -, Zanichelli e Aruba, oltre ad altri numerosi e-commerce quali Buru-Buru o VINO75, non andassero bene. Ma come afferma Janosch Lenzi: “Il nostro obiettivo ora è scalare anche verso clienti medio/piccoli che possano essere interessati a migliorare il proprio engagement”.

Il “customer’s journey” oggi varia enormemente e per un’azienda, grande o piccola, conoscere i propri clienti e avere una visione chiara delle loro abitudini e del percorso che fanno nell’internet è indispensabile. “Scoprire cosa li ha portati su una determinata pagina e, da lì, dove si sposteranno ti permette di studiare al meglio la tua soluzione di marketing ideale. Da un lato migliori le tue performance, dall’altro non getti via parte del tuo budget”.

 

La strada che conduce al futuro è tracciata dritta davanti a JotUrl. “Abbiamo in programma una partnership con MARKETERS, che ci permetterà di contribuire alla crescita e allo sviluppo di questa grande e bellissima community. E poi ci attende il lancio su ProductHunt del prossimo febbraio, nonché alcune alleanze strategiche B2B in corso di maturazione”. Una simile visibilità a livello mediatico porterà di sicuro un aumento dei trial e degli abbonamenti (mensili e annuali) al servizio. Magari startup, come fino a poco tempo fa era anche JotUrl.

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