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Feb 14, 2018

I robot di Boston Dynamics hanno imparato ad aprire le porte

Il mulo meccanico dell'azienda di SoftBank ha sviluppato due nuove capacità. Può fare squadra e sa come girare una maniglia

Boston Dynamics è un’azienda celebre sui social: le avventure del suo robot umanoide Atlas cammina, corre, fa i salti mortali e non finisce di sorprendere per l’agilità che i suoi creatori gli hanno messo a disposizione anno dopo anno. Questa volta però il protagonista è un’altra delle creature dell’azienda controllata da SoftBank (che l’ha comprata da Google): è il mulo-robot Spot Mini ad aver sviluppato una nuova sorprendente capacità. Quella di aprire le porte.

Un lavoro di squadra

 

Nel video si vede un piccolo robottino giallo, progettato per muoversi negli spazi urbani e tipici dell’habitat umano, avvicinarsi alla porta. Resosi conto che è chiusa, lancia un segnale e attende l’intervento di un suo omologo munito di mano prensile: quest’ultimo si avvicina alla porta, individua la maniglia, si coordina e la gira. Poi infila un piede (una zampa?) nella fessura, allarga, fa passare il compagno e lo segue.

 

Non è ben chiaro quanto dell’esibizione sia costruita, ovvero se in realtà i robot ricevano comandi da remoto, o se invece non si muovano in completa autonomia. Nel primo caso sarebbe una demo costruita ad arte per catturare views (siamo a oltre 1 milione in 24 ore). Ma nell’altro, si tratterebbe di un comportamento di squadra notevole: il primo robot che chiede aiuto a un secondo, specializzato, per portare a termine un compito coordinandosi tra loro.

 

Una civiltà ferro-carbonio

Aver sviluppato una tecnologia simile potrebbe significare molto in termini di impiego pratico dei robot Boston Dynamics: Spot Mini, versione compatta del mulo meccanico che per primo ha fatto conoscere l’azienda al mondo a mezzo YouTube, potrebbe contribuire alla vita domestica o essere presente in un ufficio per svolgere compiti legati al trasporto di oggetti o persino collaborare a svolgere dei compiti manuali.

 

 

Spot ha la forma di un animale da soma, nella versione Mini quella di un cane di grossa taglia, mentre per altri contesti può essere necessario anche assumere forma umanoide per integrarsi al meglio nel contesto in cui dovrà operare. Per questo Atlas, la versione bipede, sta imparando a saltare e fare capriole: i suoi movimenti e la capacità di ritrovare l’equilibrio dopo gli spostamenti stanno progredendo costantemente, le batterie interne gli permettono di operare senza cavi. Il momento nel quale nascerà una civiltà mista uomo-macchina, come quella predetta di Philip Dick, è sempre più vicino.

 

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