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Feb 16, 2018

In Norvegia sarà costruito il primo hotel con bilancio energetico positivo

La struttura, progettata dallo studio di architetti Snøhetta, in 60 anni sarà in grado di ripagare le spese sostenute per costruirla. Sarà il primo edificio con queste caratteristiche al di sopra del Circolo polare artico

Il primo hotel dal bilancio energetico positivo al di sopra del Circolo polare artico. Si descrive così il progetto dello studio di architettura Snøhetta, che sarà costruito ai piedi del ghiacciaio Svartisen, in Norvegia settentrionale.

© Snøhetta/Plompmozes

Lo standard Powerhouse

L’hotel si chiamerà Svart e ha come scopo quello di rispettare dei parametri che un gruppo di studi si sono posti come obiettivi ambientali. È il cosiddetto standard Powerhouse che punta a raggiungere la sostenibilità per gli edifici. Nello specifico, l’hotel Svart nell’arco di 60 anni dovrà essere in grado di ripagare tutte le spese sostenute per costruirlo, dai materiali alla forza lavoro.

Un metodo costruttivo per la sostenibilità

Per rendere possibile tutto ciò, gli architetti hanno pensato a un modo per ridurre drasticamente – si parla dell’80 per cento – il conto che ogni anno un edificio del genere deve pagare per sostenersi dal punto di vista energetico. Il metodo di costruzione e l’efficientamento della struttura sono le due strade scelte per giungere a questo risultato. Tra gli accorgimenti utilizzati, l’attenzione alla disposizione delle stanze alla luce solare nelle ore del giorno di maggiore luminosità e poi lo sfruttamento dell’energia geotermica e dei pannelli solari. Per uno dei partner di Snøhetta, Kjetil Trædal Thorsen, intervistato da Fast Company, questo stile costruttivo è generato anche da una preoccupazione etica: «Ci sono chiari obblighi nei confronti della conservazione della bellezza naturale, della fauna e della flora del posto».

© Snøhetta/Plompmozes

Il progetto

Il nome dell’albergo, Svart, richiama proprio i colori dell’ambiente in cui si andrà a situare la struttura. E anche nella forma gli architetti dicono di essersi ispirati a due elementi tipici della cultura e dell’economia locale: la fiskehjell, cioè la struttura utilizzata per essiccare il pesce e la rourbe, una sorta di palafitta tipicamente estiva. Dalle prime immagini diffuse del progetto, il disegno sarà proprio di un anello che si regge su pali immersi nell’acqua. Per vedere in piedi l’albergo, però, bisognerà attendere ancora del tempo: i lavori cominceranno nel 2019 e probabilmente saranno terminati nel 2021. L’accesso alla struttura sarà possibile sono tramite una barca. Rigorosamente a emissioni zero.

 

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