Strade più smart, parte anche in Italia la sperimentazione di auto a guida autonoma

Firmato il provvedimento che promuove la digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto italiane. Nel decreto via libera ai primi test per le auto senza conducente

Parte la sperimentazione di veicoli a guida automatica. E’ il frutto della firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio al Decreto ministeriale previsto per l’attuazione della norma della Legge di Bilancio 2018. La norma autorizza i test di soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi. L’obiettivo è trasformare la rete stradale nazionale affinché sia in grado di dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, preparando il terreno ai mezzi a guida automatica.

Smart road significa partecipazione

Via libera dunque alla copertura di strade e autostrade con servizi di connessione e hotspot WiFi nelle aree di servizio e di parcheggio, unitamente ad un sistema che riveli traffico e condizioni meteo elaborando previsioni a medio-breve termine. Ma smart road significa soprattutto partecipazione: lo sviluppo infrastrutturale dovrà quindi permettere al viaggiatore non solo di ricevere in tempo reale le informazioni ma anche di comunicare in modo attivo con il gestore in merito alle condizioni stradali, eventuali congestioni o eventi anomali.

Spiega lo stesso ministero dei trasporti: “L’attenzione contemporanea all’infrastruttura e alla circolazione contribuirà anche a rendere la mobilità stradale ‘shock resistant’, qualità sempre più necessaria. Ne deriva che, le Smart Roads si caratterizzeranno, per tecnologie, funzioni e servizi che intervengono nella manutenzione e gestione dell’infrastruttura, migliorandone l’efficacia, diminuendo i costi nell’intero ciclo di vita e aumentando la resilienza. Infine, in funzione delle informazioni raccolte sulle strade, sarà possibile di fornire alcuni servizi, in tempo reale, verso device di bordo o verso gli smartphone degli utenti. Un insieme di servizi ancora più vasto è possibile, a partire da soluzioni di navigazione predittiva per giungere a soluzioni di monitoraggio delle merci pericolose”.

 

Il Decreto Ministeriale – Smart Road

 

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato il Decreto ministeriale previsto per l’attuazione dell’articolo 1, comma 72, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), che autorizza la sperimentazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e per i veicoli automatici.

 

Il decreto Smart Road mira a realizzare un miglioramento della rete stradale nazionale attraverso una sua graduale trasformazione digitale, con l’obiettivo di renderla idonea a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, anche nell’ottica di rendere possibile l’utilizzo dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida, nonché per migliorare e snellire il traffico e ridurre l’incidentalità stradale. Previsti, dunque, gli interventi necessari per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (es.: fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio, un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi. Sulla base dei dati raccolti, poi, il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing.

 

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Due fasi temporali

 

Gli interventi saranno realizzati in un primo tempo (entro il 2025) sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network – Transport) e, comunque, su tutta la rete autostradale. Successivamente (entro il 2030) saranno attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti/ostruzioni gravi; di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni; di suggerimento di traiettorie e corsie; di gestione dinamica degli accessi, nonché di gestione dei parcheggi e del rifornimento (con particolare riferimento alla ricarica elettrica). Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti), così come è stata ridisegnata dall’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”. Tutti gli interventi saranno immediatamente previsti e realizzati, poi, nel caso di infrastrutture di nuova realizzazione, o di infrastrutture esistenti che siano oggetto di potenziamento o di interventi di innovazione tecnologica, costruttiva o funzionale.

 

I costi

 

I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura. Nello stesso decreto è stata prevista la possibilità per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. In particolare, sono stati individuati i soggetti che possono chiedere l’autorizzazione (costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, nonché istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca), l’istruttoria che deve essere compiuta, le modalità con cui l’autorizzazione viene rilasciata ed i controlli cui è soggetta l’attività di sperimentazione, con lo scopo di assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di assoluta sicurezza.

 

Guida Autonoma

 

Il nostro Paese dice sì alla guida autonoma. Nel decreto ministeriale “Smart road”, vi è una sezione è dedicata alla sperimentazione delle vetture che si guidano da sole, ponendo l’attenzione sulla necessità di realizzare una rete stradale più digitale, con infrastrutture che possano accogliere le auto di domani. In questo contesto, sostenibilità e sicurezza sono i primi punti da sviluppare. Così facendo, l’Italia si allinea alle sperimentazioni sulla guida autonoma negli Usa e in alcuni Paesi europei (Gran Bretagna), che sono partiti nel 2010.

In “Smart road” si parla finalmente di “sperimentazione dei veicoli a guida automatica”, ovvero “veicoli dotati di tecnologie capaci di attuare comportamenti di guida senza l’intervento attivo del guidatore, in determinati ambiti stradali e condizioni esterne”. Le case automobilistiche, università e istituti di ricerca potranno condurre gli esperimenti sulla guida autonoma, facendo circolare i loro modelli sulle strade italiane, dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture. La Legge spiegherà quali sono gli “standard funzionali” che dovranno essere rispettati senza però indicare quale tecnologia usare sulle auto. Nella fase iniziale, i test saranno condotti sempre con un conducente a bordo, pronto a intervenire in caso di malfunzionamento del sistema di guida autonoma.

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