BlackBerry contro tutti: la canadese fa causa a Facebook, Instagram e Whatsapp

Il pioniere del concetto di smartphone, oggi in declino, porta in tribunale il social di Mark Zuckerberg e le sue controllate lamentando la violazione di brevetto

Il numerino accanto all’icona dell’applicazione che vi avverte delle notifiche da leggere? L’ha inventato BlackBerry. La possibilità di taggare le altre persone presenti nelle conversazioni? L’ha inventata BlackBerry. I sistemi per criptare le conversazioni così da renderle sicure? Sono stati inventati da BlackBerry. Più in generale, la messaggistica moderna? Inventata da BlackBerry. Questo, almeno, è ciò che sostiene BlackBerry: che ha deciso di inviare a Facebook e alle sue controllate, WhatsApp e Instagram, un atto di citazione per violazione di un numero cospicuo di proprietà intellettuali.

Blackberry alla riscossa

Centodiciassette pagine nelle quali i legali del gruppo canadese anzitutto ripercorrono il glorioso passato della compagnia, definendola “leading innovator in the field of mobile communications for the past 30 years”: quindi passano al contrattacco, lamentando l’indebita violazione della proprietà intellettuale. E già si studiano mosse per infastidire ulteriormente la controparte, come per esempio una istanza rivolta al giudice affinché impedisca al gruppo guidato da Mark Zuckerberg di servirsi della tecnologia chiamata in causa fino alla definizione del contenzioso.

Sprezzante la replica del colosso di Menlo Park, affidata a un tweet di uno dei suoi principali consiglieri legali, Paul Grewal: “La causa di BlackBerry riflette tristemente lo stato in cui si è ridotto il suo settore per la messaggistica. Avendo abbandonato qualsiasi sforzo per innovare, BlackBerry ora sta cercando di ottenere soldi dalle innovazioni degli altri. Noi intendiamo lottare”.

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Il canto del cigno?

Resta da capire cosa ci sia dietro una azione legale che, a detta di molti osservatori, appare effettivamente come “disperata” e potrebbe avere solo ulteriori conseguenze negative per un gruppo, quello canadese, già duramente ridimensionato dopo l’exploit dei primi anni 2000. Forse BlackBerry mira a raggiungere un accordo forfettario con Facebook per chiuderla bonariamente o, ancora, costringere il colosso di Menlo Park a siglare un accordo di collaborazione.

Quel che è certo è che BlackBerry, dopo avere in qualche modo precorso i tempi immettendo sul mercato gli antenati degli odierni smartphone (dispositivi portatili con tastiera QWERTY in grado di inviare mail e navigare su Internet), è stata messa all’angolo dall’ingresso in scena di Android e Apple e nel 2016 ha ceduto i diritti per la produzione dei suoi apparecchi alla cinese TCL. Con questa mossa potrebbe ritornare in scena, o sparire definitivamente.

 

Il testo completo della lettera inviata da Blackberry a Facebook e consociate è disponibile di seguito:

 

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