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Mar 13, 2018

Questa startup ha creato il primo villaggio di case stampate in 3D. Bastano 12 ore per costruirne una

Nel mondo oltre 1 miliardo di persone vive senza potersi riparare sotto un tetto. Icon, startup texana, mette a disposizione la sua tecnologia per stampare interi villaggi

Sono oltre 1,2 miliardi (dati World Resource Institute) le persone senza una casa sul pianeta. E quando c’è, è fatiscente e non rispetta i minimi criteri di sicurezza e di igiene. Pensiamo, per esempio, alle centinaia di baraccopoli che si affastellano da decenni alle porte delle più importanti capitali. Una emergenza mondiale che non può più essere tollerata, non nel 2018. Per questo motivo, Icon, startup americana con sede in Texas, ha deciso di mettere a disposizione la propria tecnologia al servizio degli ultimi.

 


Il progetto è ambizioso: utilizzare le stampanti 3D per realizzare interi villaggi. Per questo, Icon si farà affiancare dalla organizzazione senza scopo di lucro New Story Charity già attiva in alcune delle zone più povere del mondo (ha costruito 534 case ad Haiti, una sessantina in Bolivia e ha in fase di avvio un programma di aiuti in Messico).

 

 

La loro sinergia prevede di realizzare entro il 2018 un primissimo villaggio di case “stampate” in El Salvador. Attualmente, New Story è già presente nello Stato dell’America centrale e ha realizzato circa 200 abitazioni tradizionali aiutando cinque comunità. La vera novità sarà procedere in serie, con la stampa di interi villaggi da 100 casette low cost ma comunque in grado di assicurare agli occupanti un tenore di vita finalmente dignitoso.

 

 

Le casette di Icon ricordano i moduli abitativi utilizzati dalla Protezione Civile in Italia centrale per dare pronto riparo alle popolazioni colpite dai terremoti: si sviluppano su di un piano e si compongono di soggiorno con cucina annessa, camera da letto, bagno e persino di un portico abitabile. Possono essere costruite nel giro di 12 ore a un costo massimo di 10 mila euro. In questo modo l’intervento è immediato, anche perché non richiedono manodopera: è la stampante di Icon, chiamata Vulcan, a costruire l’edificio. In più sono coibentate: isolano gli occupanti dal freddo invernale, dalla calura estiva e dall’umidità esterna.

 

 

Chi volesse supportare il progetto benefico può fare una donazione tramite il sito di New Story. Intanto, Alex Le Roux, Jason Ballard e Evan Loomis, i tre soci fondatori di Icon, guardano già lontano, ben oltre la linea d’orizzonte e sono pronti a scommettere che i loro moduli un domani potranno essere sfruttati dai primi insediamenti umani che colonizzeranno i pianeti del nostro sistema solare.

 

 

 

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