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Mar 30, 2018

È fatta a Salerno Mimic.Ha, la prima mano robotica stampata in 3D e a basso costo

Creata da 5 giovani salernitani, Mimic.Ha è una mano animatronica personalizzabile e realizzata con stampa 3D. Il suo costo sarà più basso del 90%

Si chiama Mimic.Ha ed è la prima mano animatronica personalizzabile, progettata dai D.A.M.Bros Robotics un gruppo di giovanissimi progettisti ed ingegneri. La protesi è stata creata col preciso scopo di aiutare tutte quelle persone con limitate disponibilità economiche che hanno bisogno di un arto sostitutivo. L’innovazione della futura mano robotica sta soprattutto nel low cost, la stampa in 3D consente infatti di abbattere del 90% i costi, un risultato in questo settore più che sorprendente. Se pensiamo che al giorno d’oggi il costo di una protesi si aggira sui diecimila euro. L’arto, si può comandare con un controller dedicato, con uno smartphone via bluetooth o via internet tramite ROS.

 

Mimic.Ha, dalla finzione alla realtà

 

Mimic.Ha è una mano animatronica personalizzabile. Può essere utilizzata nel settore teatrale e cinematografico controllandola da remoto con computer o smartphone tramite comunicazione seriale bluetooth. Ma, può essere utilizzata anche come protesi per l’esecuzione di funzioni basilari: in tal caso i movimenti sono gestiti da un microcontrollore a bordo. Poiché la struttura interna è progettata al CAD e stampata in 3D interamente dal Team stesso, può essere realizzata in diverse dimensioni, per replicare la mano di un adulto, di un bambino o la mani di personaggi di fantasia come giganti e mutanti.

La gestione della presa di oggetti delicati è controllata tramite sensori di corrente e sensori di forza che gestiscono gli attuatori. Quando un sensore rileva un picco di corrente rispetto alla norma, l’attuatore viene bloccato evitando così di comprimere eccessivamente oggetti che potrebbero danneggiarsi per la troppa pressione.

Il rivestimento antropomorfo è realizzato in silicone scenico da Sveva Germana Viesti, parte del team di D.A.M.Bros Robotics. “In questo modo è stato possibile ottenere un aspetto umano realistico con un duplice obiettivo: realizzare degli animatroni verosimili e aumentare il comfort delle persone che utilizzano la protesi”.

“E’ una mano animatronica, sviluppata per essere estremamente accessibile ai meno abbienti e personalizzabile – spiega Marco D’Ambrosi, studente di ingegneria meccanica e vicepresidente della D.A.M.Bros Robotics – Grazie alla struttura interna stampata in 3D può essere adattata perfettamente alla fisionomia di chi la riceverà. Può essere controllata via smartphone o tramite un controller dedicato”.

Trattandosi di un prototipo ci sono ancora diversi dettagli importanti da implementare, testare e perfezionare. Come precisa Marco D’Ambrosi debbono essere integrati i sensori tattili, che percepiscono la presa di un oggetto, e va studiata anche la scalabilità della protesi, che deve essere delle dimensioni giuste per ciascun paziente trattato. Una delle fasi più complesse da elaborare risiede nel collegamento col sistema nervoso del paziente, che pur non avendo un arto può comunque inviare gli impulsi per gestire la protesi. È una strada lunga e con non pochi ostacoli, anche burocratici, ma tutto lascia pensare che Mimic.Ha diventerà una straordinaria realtà. Di importanza cruciale per il settore sanitario del nostro Paese.

 

La prima protesi robotica sviluppata per un bambino

 

La prima protesi robotica realizzata dal team di D.A.M. Bros Robotics è stata sviluppata per un bambino, e a dargli l’aspetto di una mano vera e propria è stata Sveva Germana Viesti, socia dell’azienda. La Viesti è una scultrice esperta di effetti speciali; è laureata all’accademia delle Belle Arti e collabora col cinema. Grazie a un silicone pensato per il settore medico ha dato forma e consistenza alla Mimic.Ha.

 

Il Team D.A.M. Bros Robotics

 

Il team di San Valentino Torio (Salerno) è composto da cinque trentenni campani, tre fratelli: Mauro, Marco e Donato D’Ambrosi, da cui prende il nome la società stessa. Il primo è laureato in ingegneria elettronica, gli altri due stanno per laurearsi in ingegneria meccanica. Insieme all’ingegnere elettronico Alessandro Pauciulo e alla napoletana Sveva Germana Viesti, che si occupa per il cinema di riproduzioni di parti anatomiche, hanno dato vita alla D.A.M. Bros Robotics, un’associazione di promozione sociale che si prefigge la ricerca, lo sviluppo e la divulgazione nei campi della robotica, dell’elettronica, dell’informatica, della meccanica, dell’automazione e della prototipazione rapida. Con una particolare propensione per la stampa in 3D. Il team autofinanziandosi, ha messo a punto il progetto molto ambizioso che troverà piena attuazione entro il 2020: la prima mano robotica a basso costo.

“I nostri progetti – dichiara Donato – mirano sempre ad aiutare il prossimo, dando la possibilità a chi non è ricco di potersi permettere una protesi molto realistica”. Per questo motivo la mano robotica sarà a basso costo: intorno ai mille euro a fronte dei circa dieci mila necessari per le protesi oggi in circolazione. Un progetto che potrebbe attrarre parecchi investitori.

 

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