immagine-preview

Apr 11, 2018

Intermundia Genesis, intervista all’autore del Ready Player One italiano

Giorgio Catania a StartupItalia!: «Ci tenevo a uscire prima del film diretto da Steven Spielberg perché in realtà l'ho iniziato a scrivere ormai 10 anni fa»

Che il suo libro fosse destinato a scomodi paragoni con la pellicola Ready Player One di Spielberg, Giorgio Catania, autore di Intermundia Genesis, lo sapeva bene. Ed è pronto persino a riderci su «Scontrarmi con un titano come il regista de Lo Squalo, Jurassic Park e Indiana Jones per me è un onore, ma non credo che Spielberg si sia nemmeno reso conto dell’urto».

 

 

Leggi anche: Digital Bros: così creiamo videogiochi all’ombra del Duomo di Milano

 

Tuttavia, tiene a precisare Giorgio (classe 1988, esperto di videogames ma, prima di tutto, videogiocatore incallito), Intermundia Genesis ha in realtà già 10 anni sulle spalle. Le prime bozze risalgono infatti al 2008, quando lui e Stefano Manieri si incontrarono sulle pagine virtuali di Console Tribe e iniziarono a fantasticare su un romanzo proprio a tema videoludico.

 

Leggi anche: Thalita Malagò (AESVI): “In Italia più di 120 startup producono videogiochi”

 

 

Una genesi lunga una decade

Poi, si sa, la vita è strana e le vicissitudini personali e professionali talvolta ci distolgono dagli obiettivi che ci prefissiamo. E così Intermundia Genesis è finito nel dimenticatoio per una decade intera. Ma Giorgio a quel libro ha continuato a pensarci: «La mia fame per l’epica fantasy non è certo passata, alleviata da romanzi come Il Signore degli Anelli, Il Trono di Spade e, in parte, anche dalla serie televisiva The Shannara Chronicles». Tuttavia, l’autore ha saputo fare di necessità virtù: «Quando, infine, sono riuscito a rimettere la testa su Intermundia Genesis, ci sono ritornato con un bagaglio culturale più pesante, forte di una esperienza videoludica più forte, anche grazie al mio lavoro in Aesvi».

 

 

 

Leggi anche: Amazon ha in progetto 5 stagioni de Il Signore degli Anelli? Che cosa sappiamo oggi

 

Giorgio, infatti, nel frattempo aveva iniziato a lavorare all’Associazione Editore e Sviluppatori Italiani:«Ammetto che è stato impegnativo seguire entrambe, era come avere un doppio lavoro: al giorno ero in ufficio, alla sera chino su Intermundia Genesis».

 

Leggi anche: Videogiochi | GTA V raggiunge la soglia di 6 mld: è il prodotto più redditizio di sempre

 

 

 

Quindi la pubblicazione e, come si diceva, lo scontro con Ready Player One, con il rischio di finirne inghiottito nel cono d’ombra: «Ci tenevo a uscire prima del film per rimarcare che fosse un prodotto originale, ma anche perché il 2017 è stato l’anno della realtà virtuale, gli eSports consentono a sempre più persone di avvicinarsi al medium del videogioco e il mercato italiano sta iniziando a dare soddisfazioni».

 

Intermundia Genesis, un videogioco su carta

Rispetto al film di Spielberg, Giorgio rivendica un maggior realismo, nei limiti ovviamente di un’opera fantascientifica: «In Ready Player One, Oasis è un videogioco che ha una grafica straordinaria. Non sono pochi i film sci-fi che descrivono futuri mirabolanti: oggi sappiamo bene che quelle predizioni non si sono avverate. Siamo nel 2018 ma non guidiamo macchine volanti e non viviamo su Marte. Intermundia, rispetto a Oasis, si presenta come un videogioco vero e proprio, coi suoi limiti, senza avere la pretesa di costituire una realtà virtuale perfettamente aderente per grafica e ambientazione al mondo reale».

 

Leggi anche: eSports | Al via la Summer Season di ESL Italia, in palio 10 mila euro

 

«La sola libertà che mi sono concesso – confessa sorridendo l’autore – è che Intermundia è un videogioco sensoriale: sfrutta tutti i 5 sensi del videogiocatore… Ma confido che arriveremo anche a questo». L’aspetto più curioso del romanzo, è la sua natura nerd: «Ho messo a punto un algoritmo che definisca, per ogni battaglia in cui incappano i protagonisti dell’avventura, i danni che possono fare ai nemici e i punti salute persi». Come in un videogioco vero e proprio, insomma. Perché Giorgio ci tiene a precisarlo:  «Nessun numero relativo agli HP e ai punti magia che leggerete è stato scritto a caso, ma deciso dal mio algoritmo in base al livello dei personaggi e dei loro avversari».

 

 

Da leggere, sfogliare ma anche ammirare

Completa la sensazione di trovarsi in mano un videogioco “di carta” il fatto che, in calce al romanzo, ciascun personaggio abbia la sua scheda, con la descrizione, le skills acquisite e le immancabili statistiche da GdR (gioco di ruolo). Ma per essere un videogioco su carta le parole non bastano. Dove si ferma la penna di Giorgio, arriva invece la matita di Stefano Manieri, l’altro nome che avevamo citato all’inizio di questo articolo, il collega di Giorgio durante i suoi anni nella redazione di Console-Tribe.

 

Leggi anche: Videogiochi | Arriva Echoes From Levia Soulbound, un’audio-avventura tutta italiana per ipovedenti

 

Stefano ha illustrato il libro, permettendo quasi alla fantasia dell’autore di prendere vita. Un po’ come è accaduto a Il Signore degli Anelli con le illustrazioni (successive, in quel caso, ma Tolkien aveva l’abitudine di inserire degli schizzi all’interno dei suoi romanzi per aiutare il lettore a visualizzare le sue creazioni), di Alan Lee. Si tratta di una trovata gradita, che rende Intermundia Genesis piacere da sfogliare anche senza impegno, soffermandosi pigramente solo sulle illustrazioni di Stefano. Chi dunque fosse interessato all’esperienza di leggere un videogioco, corra ad acquistare il libro di Giorgio Catania.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter