immagine-preview

Apr 12, 2018

A Dubai si sperimenta la targa digitale per le auto

Un elemento delle auto che non è cambiato molto dalla sua introduzione potrebbe trovare nuova vita e farsi smart, incorporando Gps e gestendo da solo multe e pedaggi

La targhe per le auto, vecchi pezzi di lamiera che, in fondo, non sono cambiati troppo dalla loro introduzione. Chiamata “placca numerata”, fu introdotta dai francesi già dagli anni ’60 del XIX secolo per le vetture pubbliche anche se già da qualche anno, pare, si utilizzava nelle legazioni dello Stato Pontificio, cioè nei diversi territori romagnoli sottoposti al controllo del Vaticano, per evitare che veicoli di ogni genere, carri e calessi, venissero sfruttati dai briganti. Così si impose l’uso di una vera targa d’ottone a lettere e cifre in rilievo con un colore diverso in base alla legazione: rosso per Bologna – con una scelta cromaticamente profetica – verde per Ferrara, nero per Ravenna e ceruleo per Forlì. Se ne stabilirono all’epoca anche le forme a seconda del mezzo su cui venivano fissate con i chiodi.

L’esperimento di Dubai

Di strada, i veicoli, ne hanno percorsa moltissima. Basti confrontare i calessi ottocenteschi con le fiammanti auto a guida autonoma (che pure qualche problema promettono di creare). Le targhe identificative, invece, non altrettanta. Tuttavia negli ultimi anni si è iniziato a parlare di targhe digitali e, per la prima volta, a Dubai (e dove sennò?) potrebbero esserci molto vicini.

L’emirato arabo, infatti, inizierà a testare delle targhe smart su un gruppo di veicoli a partire dal prossimo mese. Secondo quanto riporta la Bbc l’iniziativa consentirà alla Dubai Road and Transport Authority di fornire un intervento più rapido in caso di emergenza (incidente o furto) ma anche di semplificare la vita ai conducenti. Passaggi burocratici come pedaggi, rinnovi e multe per il parcheggio potranno essere istantaneamente collegate al proprietario e, se ci sarà un metodo di pagamento sincronizzato, addebitate sul suo conto.

I punti in sospeso

Le questioni della privacy sono ovviamente numerose, anche se ormai – almeno in certi mercati del mondo – è sempre più frequente installare delle “scatole nere” che tracciano movimenti e attività legati al veicolo in cambio di uno sconto sul premio assicurativo. Nel caso specifico di Dubai anche le temperature elevate potrebbero porre dei problemi alle tecnologie integrate nelle targhe. In California, nel 2013, qualcosa si era già mosso e all’inizio di quest’anno, dopo molto tempo, sono iniziate le sperimentazioni.

In fondo Dubai è un eldorado, per questo genere di innovazioni. Già lo scorso anno, almeno per quanto riguarda le forze di polizia, sono iniziati i test per i veicoli a guida autonoma equipaggiati con sistemi di riconoscimento facciale e imaging termico affiancati da droni per la sorveglianza aerea. E presto sarà realtà proprio da quelle parti la prima tratta operativa di Hyperloop, il treno supersonico il cui primo prototipo è stato svelato pochi giorni fa da Virgin Hyperloop One e dalla stessa agenzia dei trasporti dell’emirato.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter