immagine-preview

Apr 13, 2018

Che cosa contiene il giacimento di terre rare che fa sognare l’economia giapponese

I ricercatori hanno individuato a largo dell'isola di Minami Torishim, nel Pacifico, un deposito di 16 milioni di tonnellate di materiali preziosi nella realizzazione di smartphone e altri dipositivi. Finora il primato apparteneva alla Cina

Una scoperta destinata a soddisfare la domanda di materiali rari per centinaia di anni. Circa 780, dicono gli scienziati. Così è stato descritto il ritrovamento straordinario di 16 milioni di tonnellate di terre rare sul fondo dell’Oceano Pacifico, a largo delle coste giapponesi. Al loro interno sono presenti alcuni componenti come i magneti che possono essere utilizzati nelle automobili elettriche o nei laser. Lo studio che ha individuato questo deposito è stato condotto da un gruppo di ricerca delle università di Waseda e di Tokyo. La localizzazione sarebbe a largo dell’isola di Minami Torishim, 1.800 chilometri a sud est della capitale giapponese.

© Scientific Reports - Nature

Materiali utili per smartphone e altri dispositivi

Il documento che contiene questa scoperta è stato pubblicato il 10 aprile sulla rivista Nature sulla quale è possibile avere qualche informazione in più sulla disponibilità di ciascuno dei 17 elementi considerati rari e ormai di grandissimo utilizzo in smartphone e altri dispositivi elettronici: ittrio, europio e terbio, per fare degli esempi. Al momento il primato per la quantità disponibile di questi materiali è detenuto dalla Cina che con questa scoperta ha perso la sua posizione dominante. Una recente stima aveva individuato 92mila tonnellate di terre rare nel sottosuolo cinese.

Le società di estrazione salgono in borsa

Le società specializzate nell’estrazione di queste terre rare hanno conosciuto un’impennata in borsa in seguito all’annuncio della scoperta. È il caso di Modec e Mitsui Mining and Smelting che hanno visto salire le quotazioni rispettivamente del 7,74 per cento e del 2,26 per cento. L’ipotesi che sotto il Pacifico ci fosse un tale quantitativo di materiali era stata avanzata già nel 2012, ma con gli anni si è riuscito a mettere appunto un sistema di estrazione efficace. L’implementazione di questo metodo e il suo effettivo utilizzo per il recupero delle terre rare potrebbe generare una grossa crescita economica nazionale vista l’esclusività della scoperta e la dipendenza che gran parte dell’industria mondiale ha da questo tipo di materiali.

 

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter