Chiara Buratti

Chiara Buratti

Apr 17, 2018

Creano un’app di successo senza essersi mai visti: la storia di Swipe Light

Due studenti hanno inventato un'app chattando su Skype: "In futuro vorremmo avviare una startup"

Poco più che adolescenti. Intelligenti, tenaci, e con un sogno nel cassetto: inventare un’app di tendenza. E’ la storia di Sirus Baladi, 19 anni, studente milanese al liceo scientifico, e Matteo D’Elia, 20 anni, cameriere veneto. I due giovanissimi hanno inventato, senza aver mai studiato programmazione né grafica, e senza essersi mai incontrati, “Swipe Light”: un’app di gioco che sta riscuotendo grande successo tra grandi e piccini.

Si tratta di un nuovo gioco che racchiude azione, velocità e concentrazione. Un endless runner dalla grafica molto semplice e minimale, fatta di luci e ombre, nel quale il giocatore si mette alla prova tentando di scalare la classifica mondiale.  L’obiettivo è quello di schivare gli ostacoli trascinando il personaggio con il dito sullo schermo.

La nascita dell’app

Matteo e Sirus si sono conosciuti su Internet, dove hanno iniziato a chattare, e sviluppare, insieme, l’applicazione. A due anni di distanza, non si sono mai incontrati di persona. «Ricordo bene quella sera, era l’estate del 2016. Faceva caldo ed io non riuscivo a dormire – racconta Baladi – stavo vedendo qualche forum su Internet di app di successo, finché ho avuto un’idea e mi sono chiesto: perché non farla io?». Così è iniziata l’avventura; tra blog, tutorial, forum e chat. Proprio grazie ad un forum, Sirus è riuscito a rintracciare Matteo, che aveva già pensato di progettare una cosa del genere. «Dopo un po’ di peripezie per risalire alla sua identità, ci siamo sentiti e, da quella notte, non ci siamo più mollati», spiega Baladi. I due non avevano mai studiato la materia, perciò, armati di pazienza, buona volontà e capacità, hanno passato giorni e notti insonni, alla ricerca di uno schema che potessero riprodurre, prendendo esempio dalle app più in voga del momento. Così è nato “Swipe Light”.

Ostacoli e successi di un’invenzione

«Da autodidatti non è per niente semplice ricreare quegli schemi che avevamo in mente. Ma, tra noi, ci dicevamo sempre: andiamo avanti, perché una soluzione la troviamo. Il nostro trucco è stato: “se non riesci a risolvere un problema nell’immediato, aggiralo!”. Per esempio: non avevamo idea di come creare il 3D, e, allora, ci siamo detti: “Perché non mettere una luce di sfondo che crei le ombre e dia l’idea della tridimensionalità?”», racconta Sirus. E l’idea ha funzionato. Proprio da questa arguta strategia è nato il nome del gioco “Swipe Light”. «Un termine semplice, corto, e composto soltanto da due brevi parole, come i giochi “seri”», continua il ragazzo. Per creare le musiche di sottofondo, è stato ingaggiato un DJ, amico del liceale, che ha creato la “colonna sonora” del gioco. Grafica, e tutto ciò che segue, è stato frutto dell’astuzia e dell’intelligenza di questi due giovani piccoli sviluppatori. Sirus ha gestito, poi, la parte marketing. Un campo a cui è stato necessario destinare un piccolo investimento, ma che ha dato i suoi frutti. «Il marketing è tra gli aspetti più importanti da tenere in considerazione. Soltanto investendo in questo campo riesci ad avere visibilità e, di conseguenza, ad essere cliccato», spiega Sirus.

 

Strategie di un successo

Come ogni successo che si rispetti, alcune piccole strategie sono state messe in atto, principalmente sul marketing. Instagram è stato lo strumento privilegiato dai due ragazzi. «Abbiamo creato un meme e lo abbiamo proposto come post all’interno di profili di utenti con tanti followers, in modo che non storpiasse l’immagine della pagina, ma si amalgamasse al contesto di riferimento», dice Sirus. E proprio questa è stata, oltre all’app in sé, la chiave del successo. Non solo, ma i due sono anche riusciti a comparire sul sito di “Apple”, nella sezione “Nuovi giochi”. Oltre ad aver raggiunto un grande traguardo, hanno anche ottenuto una certa visibilità a livello internazionale, essendo stati cliccati da 30 paesi differenti.

Il futuro dei due piccoli grandi creatori

«All’inizio di questo progetto, la mamma mi sgridava spesso: “Cosa fai sempre al PC?!” – ricorda, sorridente, Sirus – Poi quando ha capito quanto contasse per me, ci ha ripensato!». Nel futuro? Anzitutto, i due vogliono incontrarsi! Poi, avviare una startup. Per il momento, già due aziende li hanno contattati per acquistare il loro prodotto che, pero’, gelosamente, tengono per se’. Intanto, hanno già in mente di implementare l’app creando livelli, come i giochi di successo.

 

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