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Apr 30, 2018

Uscito Nintendo Labo, il “videogioco di cartone” ed è subito davanti a God of War

La compagnia nipponica rilascia i dati di vendita della sua nuova ammiraglia e cambia i presidenti delle divisioni giapponesi ed europee

Proprio nel giorno in cui la Casa di Kyoto, famosa per produzioni del calibro di Super Mario, Zelda e Donkey Kong, rilascia i suoi dati trimestrali, debutta sul mercato il suo ultimo, folle, giocattolo: Nintendo Labo, una serie di periferiche di cartone ondulato che cambiano decisamente modo di approcciarsi ai videogiochi.

 

La magia di Nintendo Labo: il cartone prende vita

Difficile spiegare l’essenza di Nintendo Labo a parole. Per questo qui attorno troverete soprattutto filmati. Non potendo però esimerci dall’obbligo di illustrarvi l’ultima follia nipponica anche per mezzo di qualche centinaio di caratteri, sappiate che si configura come una linea di “esperienze interattive”. Forse persino una specie di vetrina delle potenzialità, rimaste finora nascoste, di Switch. Una console che, com’è noto, non brilla certo per potenza di calcolo, ma che potrebbe avere molte più frecce del previsto nella propria faretra.

 

 

Materialmente i Nintendo Labo sono dei kit in cartone (i Toy Con) da assemblare a casa. Seguendo le istruzioni, in poche (si spera) mosse è possibile costruire un robottino, una canna da pesca, il manubrio di una bicicletta e persino l’esoscheletro di una specie di Transformer. Fatto questo si compirà la magia Nintendo: quello che fino a pochi minuti prima era semplice cartone del tutto inerme prenderà infatti vita.

Com’è nata l’idea dell’esoscheletro di cartone

A raccontarlo è l’uomo cardine del progetto, Tsubasa  Sakaguchi, director e software lead di Nintendo Labo: “Per lungo tempo, mi sono chiesto: cosa differenzia i controller Joy-Con da qualsiasi altro controller? Ho pensato subito al fatto che i due controller, di base separati, possono funzionare come un’unità ma, ovviamente, questo design aveva già esordito con il telecomando Wii e il Nunchuk, quindi non poteva essere questo a renderli speciali. Dopo essermi arrovellato a lungo su questo interrogativo, si è accesa la lampadina: i controller hanno dei sensori al loro interno! Creando un oggetto a cui collegare entrambi i Joy-Con saremmo stati in grado di sfruttare il differenziale fra i sensori per ottenere un numero infinito di novità… Il nostro percorso è iniziato da questo pensiero”.

 

 

“Una delle idee partorite durante le nostre prime sessioni di brainstorming prevedeva la realizzazione di un paio di forbici con due Joy-Con” continua Sakaguchi. “Avevamo pensato che si potessero muovere… sì, insomma, come forbici. Abbiamo creato un programma basato sulla supposizione che i Joy-Con potessero muoversi soltanto in questi determinati modi, così da semplificare il processo. I sensori di movimento non erano mai stati utilizzati così. Da queste sessioni sono scaturite numerose idee, ma a me interessava in particolare la possibilità di creare nuovi elementi per l’hardware”.

 

L’Art Attack in grado di battere God of War

Nintendo Labo è disponibile dal 27 aprile in Europa e da qualche giorno in più in Giappone, dove ha subito conquistato l’utenza nipponica. Pensate che, secondo i dati di Media Create, nella sua prima settimana ha venduto qualcosa come circa 120mila pezzi. Per fare un raffronto, il pluripremiato God of War per PlayStation 4 si è fermato a quota 46mila copie distribuite.

La nuova ammiraglia va a gonfie vele

Ma, come si diceva, negli stessi giorni Nintendo ha reso noti anche i suoi dati economici: dopo la debacle con Wii U, la Casa di Kyoto torna ad avere il vento in poppa grazie a Switch, che ha già conquistato tutti i mercati (Giappone, USA, Australia ed Europa). Nel suo primo anno di vita, la nuova ammiraglia ha distribuito 17.79 milioni di console e 67.97 milioni di videogiochi retail.

I best-seller di Switch sono: Super Mario Odyssey, che ha oltrepassato il traguardo dei 10,41 milioni di copie, Mario Kart 8 Deluxe a quota 9,22 milioni,  The Legend of Zelda Breath of the Wild a 8,48 milioni e, infine, Splatoon 2 a 6,02 milioni di copie distribuite. Guardando ancora al “vecchio” (ma in piena attività) handheld, il Nintendo 3DS, il bivalve ha raggiunto quota 72.53 milioni di unità mentre le cartucce distribuite superano le 364 milioni. Per l’anno fiscale in corso, Nintendo stima di distribuire 20 milioni di Switch e di portare il totale a 37.79 milioni entro il 31 marzo 2019.

Nintendo, cambiamenti ai vertici

Negli stessi giorni, si sono annotati diversi cambiamenti ai vertici della compagnia. Si è infatti dimesso il presidente Tatsumi Kimishima, l’uomo che aveva ereditato l’attuale ruolo in Nintendo dopo la morte prematura del suo predecessore, Satoru Iwata, scomparso a causa di una malattia l’11 luglio 2015. La notizia non ha però sorpreso gli azionisti perché era stato subito specificato già tre anni fa che Kimishima, vicino alla pensione, avrebbe avuto soltanto ruolo di traghettatore, cioè il compito di guidare la compagnia nel difficile momento di interregno. In realtà sotto la sua guida Nintendo ha compiuto alcune operazioni commerciali di tutto rispetto, a iniziare dal lancio mondiale di Switch e del debutto delle sue IP negli store di smartphone e table.

 

Al suo posto è stato nominato il quarantaseienne Shuntaro Furukawa, un vero “manager” (il compianto Iwata fu invece soprattutto uno sviluppatore di videogiochi), entrato in Nintendo nel 1994 e già presidente di The Pokémon Company.

 

 

Il nuovo numero 1 di Nintendo a Bloomberg ha dichiarato: “Faremo crescere la compagnia fino a portarla al suo massimo potenziale. Lavorerò duramente per bilanciare le tradizioni di Nintendo: originalità e flessibilità. Sono cresciuto giocando con il NES e adesso sto lavorando insieme a Shigeru Miyamoto, tutto questo è un sogno per me. Ora però è il momento di restare svegli e agire e farò di tutto per gestire al meglio questa compagnia”. Cambia anche il presidente della divisione europea di Nintendo, Satoru Shibata, coinvolto nella riorganizzazione aziendale di quest’ultimo periodo. Il suo successore non è stato ancora designato.

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