Walmart sfida Amazon? Acquistato Flipkart, il colosso indiano delle vendite online

La catena di supermercati statunitense ora guarda all'ecommerce e potrebbe voler mettere in discussione il monopolio di Jeff Bezos

Forse non sarà un rivale in grado di impensierire Amazon, ma con il suo fatturato da oltre 500 miliardi di dollari e con un utile netto di circa 10, Walmart è comunque un attore di tutto rispetto nel settore dei rivenditori. Soprattutto adesso che punta a diventare un nome che conta anche online.

Walmart guarda all’online e all’India

Il colosso statunitense, fondato da Sam Walton nel 1962, ha raggiunto un accordo per acquistare il 77% di Flipkart, il noto portale indiano delle vendite online, per 16 miliardi di dollari. E così, mentre Bezos si aggiudica la catena dei supermercati di lusso Whole foods market, specializzata nel cibo biologico e arriva direttamente in strada, Walmart esegue l’operazione inversa, accelerando sulle vendite online, in una osmosi, tra retailers virtuali e fisici, che non sembra avere fine.

Softbank continua a non sbagliare un colpo

Ad aver ceduto le proprie quote agli americani di Walmart, tra gli altri, anche la giapponese Softbank (ultimamente attiva su molti altri fronti, su tutti la costruzione in Arabia Saudita della più grande centrale fotovoltaica del mondo). Secondo gli analisti, il gruppo nipponico esce vittorioso dall’operazione e si conferma ancora una volta uno degli investitori più solidi al mondo: lo scorso anno aveva infatti investito 2,5 miliardi di dollari e ora ne avrebbe incassato circa il doppio o poco meno.

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Cos’è Flipkart, e perché è la figlia illegittima di Amazon

La beffa per Amazon è doppia: da un lato, infatti, consente a Walmart di rafforzare la propria posizione in un mercato, quello indiano, sterminato e in continua espansione, che sta attraendo tutti i colossi del Web e non solo; dall’altro, bisogna ricordare anche il fatto che Flipkart è stata fondata da due ex dipendenti di Jeff Bezos nel lontano 2007. C’è dunque un pizzico di Amazon nell’ultimo acquisto di Walmart.

Bezos ha perso la Cina, non rinuncerà all’India

Da parte sua Jeff Bezos dopo aver perso la Cina per colpa di Alibaba e JD.com, non si lascerà certo sfilare l’India da sotto i piedi senza combattere. Si tratta di un mercato di 1,3 miliardi di persone che stanno scoprendo i piaceri del consumismo più sfrenato e del benessere occidentale. A inizio 2018 non è sfuggito il fatto che Amazon abbia scelto di investire nel Paese ben 5,5 miliardi di dollari, affidando le scelte strategiche al 44enne Amit Agarwal.

Il principale ostacolo, almeno finora, era stato penetrare in un Paese senza servizi UPS (corrieri espresso), che ha di fatto costretto Amazon a costruire una propria rete di consegna, schierando un esercito di fattorini che si fanno largo nel caratteristico e caotico traffico indiano su scooter e motociclette, dimostrando una buona dose di incoscienza. Del resto, i furgoncini tradizionali resterebbero imbottigliati nella nazione con i peggiori dati per ciò che riguarda il traffico e il rivenditore rischierebbe di pagare continuamente pesanti penali: invece su due ruote, i suoi riders, riescono a fare lo slalom tra autobus e tuctuc, consegnando le merci puntualmente.

Ora arriva però la zampata di Walmart. Amazon in India ha 41 centri di evasione ordini, principalmente in campagna, e ha creato un programma chiamato I Have Space, grazie al quale può appoggiarsi a 17.500 negozi in 225 città da sfruttare come veri e propri mini magazzini in cambio di un affitto mensile. Secondo Morgan Stanley, attualmente il mercato retail online vale appena 20 miliardi di dollari ma, in un solo decennio, vale a dire entro il 2030, arriverà a rappresentare circa la metà di quello cinese, ovvero attorno ai 200 miliardi: sarà abbastanza capiente da ospitare i due contendenti?

 

 

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