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Mag 19, 2018

Microsoft e il London College of Fashion portano la tecnologia negli studi di moda

Il colosso informatico e il college londinese insieme per insegnare ai futuri fashion designer le applicazioni di AI, VR e AR

Il futuro della moda – che si tratti di design, produzione o retail – passa anche dall’applicazione delle nuove tecnologie: lo ha capito bene Microsoft, che ha deciso di puntare sui professionisti del fashion di domani e sulle applicazioni di tecnologie come intelligenza artificiale, virtual reality e augmented reality per rivoluzionare il settore. Lo fa insieme con il London Fashion College con la creazione di Future of Fashion Incubator, corso interdisciplinare della durata di 6 mesi in cui gli studenti di media, design e business potranno unire sinergie e competenze e sviluppare soluzioni innovative.

Novità Tech nel mondo del fashion

Microsoft forma i professionisti del fashion targati Microsoft, ovviamente, con tecnologie e devices a disposizione degli studenti- come gli HoloLens -, mentre arrivano direttamente dal mondo della moda le tre ambassador scelte per aiutare gli studenti a trasformare le loro idee in prototipi: Bia Bezamat di The Current Daily, magazine online punto di riferimento per tutto ciò che riguarda l’innovazione nella moda, la designer Charli Cohen e l’italiana Sofia Barattieri, che a Londra ha fondato l’app per fashioniste Motilo.

“E’ fantastico osservare come gli studenti stiano rispondendo alle esigenze di un’industria e dei suoi consumatori, ideando soluzioni in cui la tecnologia sia una parte ma non il punto di partenza: la tecnologia è la chiave che garantisce a queste soluzioni lunga durata e una reale applicazione” spiega Maruschka Loubser, senior global marketing manager di Microsoft, sottolineando anche i numerosi settori in cui gli studenti hanno deciso di lavorare per sviluppare le proprie soluzioni, tra cui la retail experience, la gestione dei processi produttivi e quelli creativi. “L’industria di moda ha sviluppato soluzioni davvero innovative negli ultimi anni, ma consumatori, produzione e cambiamenti climatici rendono necessario continuare a porsi delle domande” prosegue Loubser– “Deve cambiare il modo in cui utilizziamo le risorse, così da rendere il settore più sostenibile in futuro, ed essere innovato il processo produttivo, così da renderlo più efficiente in termini di costi e tempi”.

“Abbiamo una visione a lungo termine nell’ispirare una nuova generazione di designer, e riconosciamo che un insieme di competenze multidisciplinari sarà cruciale nel dare forma alle future aziende della moda” aggiunge Matthew Drinkwater, Head of Fashion Innovation Agency del London College of Fashion, la scuola di design che ha diplomato nomi come lo shoe designer Jimmy Choo, l’imprenditore Harold Tillman e la supermodella e attivista per i diritti umani sudanese Alek Wek.

Il tech nell’industria di moda, oggi

L’iniziativa di Microsoft è solo l’ultima, in ordine di tempo, tra quelle che vedono l’applicazione di tecnologie come AI, VR e AR nell’industria della moda. Molto recenti, infatti, l’avvio del progetto di ricerca di Amazon su taglie e vestibilità dei capi attraverso il 3D body scanning, e la partnership tra il colosso dell’e-commerce e Coty- beauty company che riunisce brand come Rimmel, Max Factor e OPI– per la creazione di “Let’s get ready”, skill visuale progettato per Echo Show. Mentre è stata inaugurata lo scorso aprile la boutique milanese di Balmain, che ha ospitato un salotto dedicato alla realtà virtuale studiato dal designer del brand Olivier Rousteing: grazie a uno speciale visore disegnato dallo stesso Rousteing, i clienti hanno avuto la possibilità di immergersi nell’universo dello stilista, scoprendo le influenze e il processo creativo dietro le collezioni del marchio parigino.

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