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Mag 24, 2018

Quanto diesel respiriamo? Le mappe interattive dell’inquinamento da biossido di azoto a Milano e a Roma

Il capoluogo lombardo migliora rispetto all'ultimo rilevamento ma la qualità dell'aria è pessima in una scuola su due. La capitale affoga nello smog

Che l’inquinamento in Italia sia un problema pressante non è certo una novità. Lo dicono i report, lo ribadisce il recente deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia europea. L’associazione Cittadini per l’Aria ha però voluto vederci chiaro, anzi, ha voluto che tutti vedessero ciò che in genere è invisibile: il biossido di azoto dato dall’inquinamento da diesel.

Milano e Roma affogano nei miasmi prodotti dal traffico e il solo modo per documentarlo a colpo d’occhio è stato realizzare una serie di mappe interattive che riportano la situazione quartiere per quartiere.

 

 

Le mappe sono il risultato del progetto di scienza partecipata “NO2, No grazie. Stop ai diesel”, a cui hanno aderito attivamente 277 persone armate di un kit di misurazione (un piccolo campionatore passivo da collocare a un’altezza di 2,5/3 metri). Una campagna realizzata col supporto di Patagonia e grazie alla collaborazione con la Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali.

La rilevazione del biossido di azoto nell’aria, realizzata tra il 2 febbraio e il 2 marzo 2018, è stata condotta dai cittadini volontari che hanno posizionato 157 campionatori nei pressi di scuole e asili; 39 vicino a parchi, giardini e aree giochi; e 81 in altri luoghi solo a Milano, cui vanno poi ad aggiungersi quelli installati nella capitale.

A Milano biossido di azoto oltre i limiti nel 55% dei casi

Isolando i dati 2018 relativi esclusivamente alle scuole e agli asili di Milano, emerge che nel 50% dei casi la concentrazione di NO2 nell’aria, stimata su base annuale, supera il limite previsto dalla legge ( 40µg/m³). Tra parchi e giardini, invece, i punti fuorilegge costituiscono il 56% del totale. Prendendo in esame il totale dei punti campionati, la quota fuorilegge ammonta al 55%.

Un valore decisamente inferiore all’84% emerso dal campionamento del biossido di azoto che Cittadini per l’aria ha realizzato a Milano nel 2017: tuttavia, la campagna dell’anno scorso non aveva come target specifico i luoghi frequentati da bambini e ragazzi ma comprendeva in gran parte indirizzi selezionati dai cittadini in base alla loro residenza, con una maggiore quantità di incroci e strade trafficate. Dunque la differenza potrebbe essere data solo dal cambiamento dei luoghi in cui è stato effettuato il rilevamento e non da un miglioramento effettivo della qualità dell’aria.

Anche gli Euro 6 violano i limiti Ue

Origine principale degli ossidi di azoto nell’aria (tra cui l’NO2) sono i motori diesel: il 73% delle emissioni di queste sostanze nell’area metropolitana di Milano proviene da trasporto su strada e altre sorgenti mobili. Anche i diesel di ultima generazione, gli Euro 6 – fanno sapere dalla Onlus Cittadini per l’Aria, violano i limiti Ue alle emissioni in nove casi su dieci e producono ossidi di azoto in quantità fortemente superiori a quanto dichiarato, dal doppio fino a 13 volte di più.

Nella capitale invivibili 3 zone su 5

Si trattiene il respiro anche a Roma, dove, per il 60% dei punti di campionamento, è stata stimata una concentrazione media annuale superiore ai limiti: tre zone fuorilegge su cinque.

Su base mensile, il 79% dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 superiori ai limiti di legge. A colpo d’occhio, la mappa suggerisce che il centro città e le vicinanze delle arterie più trafficate siano i punti con le concentrazioni più elevate. In particolare, i valori massimi sono quelli registrati in via di Trasone (88,4µg/m³), via di Casilina (Torpignattara, 91µg/m³), e più di tutti in viale Etiopia/piazza Addis Abeba (95,4µg/m³).

Nell’aria della Capitale, i mezzi di trasporto a motore sono la prima origine degli ossidi di azoto (tra cui l’NO2): le emissioni di queste sostanze derivano dal trasporto per oltre l’80%, di cui al 92% da motori diesel (fonte: Inventario Nazionale ISPRA 2015).

Cosa vuol dire respirare biossido di azoto

Il biossido di azoto ha effetti acuti e cronici sull’apparato cardiovascolare (infarto del miocardio) e respiratorio (bronchiti, crisi respiratorie, edemi polmonari, enfisemi). Provoca inoltre danni all’apparato neurologico e al sistema cognitivo, anche durante lo sviluppo del feto, e problemi di attenzione in età scolare. I soggetti più a rischio sono appunto i bambini, nati e nascituri, che rischiano effetti sullo sviluppo polmonare, riduzione di peso alla nascita; gli anziani; le persone già affette da patologie all’apparato respiratorio.

Solo a Milano 1791 decessi in più a causa dello smog

“Dai dati del 2017 che gli epidemiologi hanno ora elaborato in machine learning, è possibile stimare a Milano 594 decessi aggiuntivi ogni anno dovuti all’inquinamento fuorilegge da NO2. In percentuale, 5 morti ogni 100 in città”, fanno sapere da Cittadini per l’Aria. “La mortalità da NO2 a Milano è più che triplicata se consideriamo le concentrazioni superiori ai 20µg/m³, perché la porzione di popolazione esposta è molto maggiore. La stima annuale è di 1791 decessi aggiuntivi, ossia 14 decessi ogni 100 in città“.

La n.1 di Cittadini per l’Aria: “Occorre migliorare il trasporto pubblico urbano”

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria, commentando i dati di Milano ha dichiarato: “È necessaria una vera e propria svolta nelle politiche della mobilità a Milano e dintorni, un cambio deciso di prospettiva. Muoversi in auto, quando sono disponibili valide alternative, non può essere considerato un diritto. Lo è quello di crescere, vivere e respirare senza avvelenarsi giorno dopo giorno. Fermare i diesel, i principali responsabili delle emissioni di biossido di azoto, non è un’utopia o un sogno ambientalista, è una scelta urgente e necessaria per garantire a questa generazione di bambini e ragazzi, e a noi stessi”.

Mentre sui dati della capitale: “Servono mezzi pubblici, mobilità sostenibile e tanta decisione per lasciare, innanzitutto, i diesel fuori dalla città e far rientrare al più presto Roma entro i limiti di legge per il biossido di azoto. Speriamo che questo sia il primo passo affinchè si arrivi anche a uno sforzo comune tra Regione e Comune”.

Maria Grazia Perrone, vicepresidente della Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana: “È importante che i ricercatori, gli esperti e le associazioni scientifiche collaborino con i cittadini in merito al problema dell’inquinamento atmosferico. Per affrontare le tematiche ambientali servono conoscenze specifiche e competenze tecniche, che possano supportare l’altrettanto importante impegno sociale e politico. Il progetto di scienza partecipata “NO2, No grazie” ne è un esempio positivo. Per affrontare e risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, oltre alle migliori tecnologie, sono necessarie e urgenti scelte chiare e decise”.

Francesco Forastiere, Direttore della rivista Epidemiologia e Prevenzione: “Grazie alle formidabili campagne di misurazione dell’NO2 condotte da Cittadini per l’aria, abbiamo mappe dettagliate dell’inquinamento dell’aria a Milano e Roma, con stime che arrivano in ogni angolo delle nostre città. Il biossido di azoto è un gas tossico originato principalmente dai fumi di scarico dei veicoli, soprattutto i motori diesel. È un gas altamente reattivo, e quando entra nel sistema respiratorio può causare problemi di salute. Lo Studio Longitudinale di Roma, una coorte di 1,2 milioni di individui adulti abitanti in città, seguiti per molti anni, ha mostrato chiaramente una relazione diretta tra l’esposizione all’NO2 e un aumento del rischio di mortalità, specialmente a causa di malattie respiratorie e cardiovascolari. È un gas letale e l’unico modo per liberarsene è ridurre i veicoli in circolazione, specialmente i diesel”.

 

 

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