Cieli sicuri. In arrivo l’autovelox per i droni

In arrivo (anche in Italia) DJI AeroScope l’autovelox dei droni nato per esigenze dell’aeronautica e delle forze dell’ordine: in risposta alle preoccupazioni di sicurezza e di privacy dei mini- veivoli

Arriva in Italia l’autovelox dei droni. A causa dei numerosi allarmi per droni in volo su zone vietate, come centri cittadini, aeroporti, impianti industriali, carceri e altre aree importanti e sensibili, sbarca  DJI AeroScope questo il suo nome, un sofisticato sistema di tracciamento, già utilizzato in tutto il mondo, che consente di individuare con alta precisione un piccolo multirotore in volo a chilometri di distanza e di conoscerne una serie di informazioni per valutarne l’eventuale pericolosità.

Il rivoluzionario sistema di rilevamento droni è stato realizzato dal colosso cinese DJI, il maggiore produttore mondiale di droni per usi amatoriali e professionali.

Nei giorni scorsi, è stato presentato ufficialmente alle autorità italiane durante un test operativo svoltosi presso l’Aeroporto dell’Urbe a Roma. Grande l’interesse da parte delle istituzioni aeronautiche, come l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Specifica attenzione hanno mostrato anche le Forze dell’Ordine, le Forze Armate e gli apparati di sicurezza dello Stato.

 

 

DJI AeroScope

 

 

DJI AeroScope è dotato di un sistema di antenne sensibili e di apparati sofisticati che intercettano il canale di collegamento radio tra il radiocomando e il drone, oppure il segnale di telemetria video che lo stesso drone trasmette a terra. Il ricevitore decodifica quindi le informazioni e le invia allo schermo di un terminale, dove sono facilmente disponibili su una mappa per l’utente. Il sistema è in grado di rivelare le seguenti informazioni di uno o più droni intercettati: marca/modello; numero di serie; nome del proprietario; posizione del pilota; coordinate di decollo; rotta di volo; coordinate di posizione; direzione; altitudine; velocità. A differenza dei “radar per droni”, che non di rado forniscono dei falsi positivi (confondendo, ad esempio, un drone con un volatile), il DJI AeroScope è un vero e proprio sistema di tracciamento: permette infatti di tracciare i droni in maniera nativa, effettuando la scansione del link tra drone e radiocomando, e quindi sorpassa a livello tecnologico tutti i vecchi progetti che prevedevano l’utilizzo di un modulo aggiuntivo da installare sul drone.

 

 

Due versioni di DJI AeroScope – portatile e fissa

 

 

Esistono due versioni di DJI AeroScope, una fissa ed una portatile: la prima (range circa 25 km) è già in uso in due aeroporti internazionali in Asia, mentre la seconda (range circa 5 km) è sottoposta a vari test in tutta Europa. La versione fissa può anche funzionare in cloud e vi possono essere collegati decine di apparati per coprire aree illimitate in tutto il mondo. Attualmente, questo sistema può tracciare tutti i droni prodotti dalla DJI (che sono circa l’80% delle decine di migliaia di piccoli multirotori venduti in Italia negli ultimi anni), anche se il colosso cinese sta già lavorando in cooperazione con l’agenzia europea EASA per ampliarne la capacità ad altri droni, ad esempio utilizzando il collegamento wifi oppure un piccolo modulo hardware per i droni autocostruiti.

 

Flavio Dolce, direttore di Elite Consulting, la società romana che rappresenta DJI in Italia ha dichiarato: “Il sistema ‘DJI AeroScope’ è stato sviluppato appositamente per rispondere alle esigenze delle autorità aeronautiche e delle forze dell’ordine, che potranno così migliorare la sicurezza delle aree sensibili, individuando per tempo la presenza di un drone e potendo così procedere con eventuali contromisure. E’ un sistema sicuro, facilmente implementabile e che sfrutta tecnologie già esistenti ed integrate nei droni. Grazie allo strumento di sviluppo SDK, potrebbe anche essere efficacemente integrato con le piattaforme radar per aeromobili, al fine di avere uno strumento unico di controllo del traffico aereo”.

 

“La rapida diffusione dei droni ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza e sulla privacy, ma d’altra parte non si possono ignorare gli incredibili vantaggi che questi velivoli hanno già apportato alla società”, sostiene Brendan Schulman, Vicepresidente delle politiche e degli affari legali di DJI:“L’identificazione elettronica dei droni, implementata ragionevolmente, può aiutare a risolvere problematiche sulle politiche, evitare regolamenti restrittivi e mantenere l’obbligo di responsabilità senza risultare costoso e invadente per i piloti di droni. DJI è fiera di sviluppare soluzioni che possano contribuire a diffondere ampiamente i vantaggi dei droni, aiutando al tempo stesso le autorità a mantenere il cielo sicuro”.

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