Gabriele Perrone

Gabriele Perrone

Giu 1, 2018

BEE-Kaeser, il primo studio che usa il miele per monitorare l’inquinamento

L’idea è della startup romagnola BEEing. I risultati dimostrano come le api siano il miglior bioindicatore della qualità dell’aria

Utilizzare il miele per monitorare l’inquinamento delle città italiane: è questa l’idea della startup romagnola BEEing, che sviluppa strumenti digitali per gli apicoltori professionisti e urbani, in collaborazione con Kaeser, multinazionale che si occupa di compressori e di aria pulita, e Legambiente Emilia-Romagna.

Nasce così BEE-Kaeser, il primo studio che attraverso l’analisi del miele permette di monitorare il livello di smog, concentrandosi sulla presenza di quattro metalli pesanti inquinanti (piombo, nichel, cadmio e cromo) nei campioni di miele prodotti nelle 20 città italiane coinvolte nel progetto.

Risultati rassicuranti

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati dopo un anno di lavoro, dimostra che in tutte le città interessate (da Milano a Napoli, da Torino a Palermo, da Bologna a Lecce) la presenza di queste sostanze nel miele è molto bassa e comunque sotto la soglia di pericolosità.

La presenza di cadmio è minore di 0,005 mg/kg ovunque, tranne che a Palermo, dove il campione rilevato indica comunque una quantità non pericolosa. Il nichel è stato rilevato in tutte le città in quantitativi inferiori a 0,15 mg/kg, tranne che in tre città (Barge, Cuneo e Brisighella) dove comunque è in una quantità non pericolosa. In nessuna delle 20 città sono state trovate tracce di piombo (limite strumentale a 0,05 mg/kg) né di cromo (limite strumentale a 0,02 mg/kg).

Le api, ovvero le sentinelle dell’aria

I dati raccolti in questo primo anno verranno confrontati con quelli che emergeranno nei prossimi 12 mesi durante i quali la continuazione del progetto BEE-Kaeser permetterà di consolidare uno storico di dati da analizzare per identificare i trend di andamento.

Lo studio conferma come le api, attraverso il miele, siano delle vere e proprie sentinelle dell’inquinamento e rappresentino il miglior bioindicatore della qualità dell’aria. “Per queste ragioni abbiamo deciso di investire energie e risorse nell’obiettivo di generare innovazione nell’ambito delle bio-tecnologie, favorendo il lancio di una giovane startup quale BEEing e coinvolgendo tutti i nostri attori commerciali in un’iniziativa volta al recupero di dati sensibili in merito alla qualità dell’aria”, ha spiegato Giovanni Micaglio, amministratore delegato di Kaeser Italia.

 

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