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Giu 1, 2018

Marchionne (FCA): Pronti 9 miliardi per l’auto elettrica

Il manager, eccezionalmente incravattato, parla agli investitori: "Lanciamo la sfida a Tesla e Porsche"

FCA si mette in scia di Porsche e Tesla. Se, con riferimento alla prima, può scappare una risata involontaria, l’obiettivo di tallonare Elon Musk appare un po’ più credibile. Anche perché, promette Marchionne dal palco del Capital Markets Day, il Gruppo è pronto a investire”oltre 9 miliardi” sull’auto elettrica.

Cosa prevede il piano FCA 2022

“Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal petrolio” ha spiegato un Sergio Marchionne, eccezionalmente incravattato, agli azionisti riuniti a Balocco nel mezzo della campagna vercellese, culla dei modelli Alfa Romeo Giulia e Stelvio, emblemi della capacità tutta italiana di fare auto di stile, di gran classe, ma anche aggressive. “Quella dell’elettrico sarà la sfida principale dei prossimi anni” ha detto l’amministratore delegato presentando il progetto industriale per il 2022. Quindi ha aggiunto: “Fca pensa che non esista una formula magica, ma per fare un balzo in avanti tutto il sistema deve lavorare con la giusta dose di realismo per arrivare alla giusta sintesi tra livelli di consumi, costi ed efficienza”.

Fiat centrale nell’elettrico. Torna la Giardinetta

“La Fiat 500 è il veicolo ideale per una soluzione elettrica a batteria” ha esordito Marchionne: “Fiat è ben posizionata per sfruttare l’opportunità della citycar a batteria nel segmento A, la 500 è leader indubbio per prezzi e quota di mercato. Per decenni definizione di mobilità urbana, è ideale per una soluzione a batteria completa”. Quindi l’annuncio anche una versione Giardinetta della 500 e di nuove Panda in versione ecologiche.

“Ci aspettiamo che tra il 2021 e il 2022 manterremo e aumenteremo la capacità industriale in Europa e in Italia attraverso il mix produttivo dei modelli premium e green” ha spiegato, aggiungendo anche che Fiat resterà competitiva nel segmento delle citycar, essendo particolarmente apprezzata in America Latina.

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Stop al diesel entro il 2021

Il top manager ha inoltre ufficializzato la scelta di FCA di interrompere la produzione di vetture diesel entro i prossimi tre anni: “Ci sono crescenti limitazioni e la tecnologia diesel vedrà un forte declino”. Perciò la casa automobilistica prevede il phase out entro il 2021 per tutte le auto passeggeri, mentre continuerà la produzione sui soli veicoli commerciali. “Punteremo su prodotti in grado di recuperare il costo delle nuove tecnologie di elettrificazione”.

Arrivano le Jeep green

Sul fronte Jeep, il piano FCA 2022 prevede dieci lanci e l’ingresso in tre nuovi segmenti: quello degli utility vehicle, con una baby Renegade, quello dei pickup e, infine, quello dei grandi SUV con abitacolo su tre file. Anche qui sarà dato grande spazio per l’elettrico con quattro modelli a zero emissioni: “Il nostro brand produce auto che portano a contatto con la natura, il fatto che al momento non siano particolarmente sostenibili è una contraddizione” ha detto il responsabile del brand Michael Manley. Davanti agli investitori, sul palco di Balocco, sono sfilate una Renegade e una Wrangler in versione elettrica. Secondo gli analisti FCA, il gruppo riuscirà a piazzare una Jeep ogni 12 SUV venduti nel mondo contro l’1 su 17 attuale.

Spazio anche alla Maserati elettrica con motore Ferrari

Significativo anche il lancio della prima Maserati completamente elettrica. Lo storico marchio del Tridente arriverà in quel settore con la coupé Alfieri, prevista con tre diverse motorizzazioni: tradizionale, a zero emissioni e la plug-in con trazione integrale in grado di raggiungere i 300 km/h.

Tutti i motori saranno forniti da FerrariMaserati è intenzionata a sfondare il muro dei 100 mila veicoli venduti l’anno entro il 2022, il doppio rispetto a quelli del 2017.

Le novità in casa Alfa:  tornano la 8C e la GTV

Naturalmente, nel luogo in cui sono nate la Giulia e la Stelvio non potevano mancare novità sul fronte Alfa Romeo. “Stiamo prendendo di mira Porsche e Tesla” ha illustrato Timothy Kuniskis, responsabile dei marchi Alfa Romeo e Maserati, durante l’Investor day, aggiungendo l’arrivo di motori ibridi che prenderanno il posto di quelli diesel. Il manager ha annunciato il lancio, da qui al 2022, di sette modelli Alfa Romeo, due esclusivi per la Cina.

Per la precisione, si tratta di: una supercar da 100 chilometri orari in 3 secondi, che rispolvera la gloriosa denominazione 8C, un coupé, la GTV, derivata dalla Giulia. Stelvio, Giulia e Giulietta verranno sottoposto a restyling. Sarà invece interrotta, dopo 10 anni circa, la produzione della MiTo.

Alfa, il mea culpa di Marchionne

“Abbiamo sottostimato la complessità di rilanciare un brand complicato come Alfa Romeo e questo ha creato ritardi nei lanci con costi aggiuntivi, però finalmente oggi i costi sono sotto controllo” ha dichiarato l’AD FCA ammettendo la situazione stagnante in cui versa uno dei brand storici del mercato automobilistico italiano. “Oggi non farei nello stesso modo, ma affronterei l’avventura. Accetterei la sfida, ma sarei più cauto. Mea culpa” ha aggiunto, prima di parlare della difficoltà di competere con le rivali: “Abbiamo sottovalutato anche la reazione dei concorrenti tedeschi e le difficoltà di entrare nel mercato premium. Ora abbiamo fatto il lavoro di purificazione giusto e il target di 400.000 unità per il 2022 con i nuovi prodotti previsti è raggiungibile”.

Piano 2022 prevede payout del 20%

Venendo infine alle notizie esclusivamente finanziarie, FCA prevede di distribuire un payout (la percentuale di utile netto destinata ai dividendi) del 20% fino al 2022. Si ricorda che è dal 2007 che il Gruppo non distribuisce dividendi. Con il piano 2018-2022 presentato oggi il Gruppo punta a ripristinare la pratica di remunerazione degli azionisti. In soldoni, si stimano circa 6 miliardi di euro complessivi destinati ai dividendi, mentre altri 20 saranno allocati per altre operazioni, tra cui un piano di buyback da definire.

Sergio Marchionne è apparso agli investitori eccezionalmente incravattato, ma il nodo è stato velocemente sciolto nel Q&A che ha chiuso l’incontro

 

Al momento della redazione di questo articolo, avvenuta in contemporanea con la presentazione del piano industriale, il titolo in Borsa reagisce con una perdita del 3% e un congelamento per eccesso di volatilità, dopo una apertura scoppiettante a +2,63%.

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