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Giu 5, 2018

WWDC18 | iOS 12, watchOS 5 e macOS Mojave le novità di Apple a San Francisco

Solo software in quel della conferenza degli sviluppatori di Cupertino. Novità per tutti i device della Mela Morsicata

Niente rivoluzioni, solo evoluzioni: quelle mostrate sul palco della Worldiwide Developer Conference 2018 di Apple sono novità che spaziano su tutti gli schermi animati dai sistemi operativi della Mela, ma che non stravolgono l’impostazione attuale. Invece proseguono in quella traccia e direzione che ormai è stata tracciata da molto tempo, ovvero la condivisione sempre maggiore di elementi e funzioni tra mobile e desktop, nonché l’ottimizzazione della piattaforma software che punta a ottimizzare le performance sfruttando tecnologia dedicata. Come sempre, il keynote di Apple diventa però un evento che attira l’attenzione di tutto il pianeta: con una robusta presenza italiana, anche grazie a un gran numero di studenti vincitori di scolarship offerte dalla stessa Apple.

iOS 12

Velocità, realtà aumentata e notifiche meno invasive: la possiamo riassumere così la versione 12 di iOS, il sistema operativo che Apple monta sui suoi iPhone e iPad, e che rispetto alla versione precedente migliora soprattutto la velocità con la quale le app compaiono sullo schermo, con cui la fotocamera si attiva, quanto impiega lo schermo touch a registrare un tocco sulla tastiera software.

Soprattutto le notifiche ricevono un aggiornamento che le rende molto più flessibili: ora è possibile distinguere su come ricevere avvisi di notte o di giorno, così come già accade su Android è possibile disattivare le notifiche di app particolarmente insistenti direttamente dalla tendina tenendo premuto sull’alert pernicioso. Per migliorare anche la gestione del proprio tempo, in iOS 12 ci sarà una funzione specifica che fornisce report sullo screen time: quanto tempo spendiamo al giorno, alla settimana, al mese su specifiche app e servizi (e fissare un limite di tempo che argini le perdite di tempo).

Da segnalare poi Facetime di gruppo, nuove animoji chiamate memoji, un nuovo set di funzioni per la realtà aumentata (ARKit 2) che prevede anche la fruizione di contenuti in contemporanea su più dispositivi. Rinnovata l’app Photos (Foto, qui da noi), votata più che in passato a condividere scatti con i propri amici. Le Siri Shortcut, infine, risulteranno piuttosto familiari agli utenti IFTTT: di fatto permetteranno di impiegare l’assistente vocale Siri per far partire attività e servizi (chiamare un taxi, ordinare del cibo) in momenti specifici o con comandi vocali.

watchOS 5 e tvOS 12

Maggiore integrazione e affinamenti per il sistema operativo per la TV: tramontata, almeno per ora, l’idea di un vero e proprio televisore marchiato Apple, Cupertino prosegue nel potenziare e ampliare le funzioni della sua AppleTV. La versione 4K supporterà anche la codifica Dolby Atmos per l’audio, disporrà di un numero maggiore di film in HDR a noleggio, ma soprattutto sarà più semplice gestire servizi e contenuti a partire dalla app presente sui tablet e sugli smartphone di Apple.

 

watchOS 5 porta invece in dote una funzione a metà tra il futuristico e il retrò: il walkie talkie è pensato per chiacchierare tra smartwatch in giro per il mondo, ovviamente esclusivamente Apple. Ma ci sono novità anche per le notifiche e l’utilizzo di Siri al polso, e molte novità anche per l’impiego di Apple Watch come device fitness che va a inglobare funzioni che già si trovano su altre piattaforme come quella Garmin o quella Fitbit per gestire gli allenamenti e le sfide con i propri amici.

macOS Mojave

Dulcis in fundo, come ogni anno arriva una novità anche per i Mac: la prossima versione di macOS sarà Mojave, e innanzi tutto introdurrà un’interfaccia scura (dark mode) molto attesa da molti anni sui Mac. Per rendere più ordinati i desktop, poi, macOS mutua alcune funzioni da altre parti del sistema aggiungendo gli stack sulla scrivania che possono essere organizzati per tag, tipo di file e altri criteri. Infine il Finder guadagna una nuova modalità Galleria per meglio mostrare le foto sul proprio disco fisso.

Come su iOS, anche macOS ci sono le chiamate Facetime di gruppo. Ma soprattutto viene rinnovata l’interfaccia di App Store: che pare decisamente migliorata rispetto all’attuale, così da rendere più semplice rintracciare nuove app da installare sul proprio computer, garantendo sempre la sicurezza come è prerogativa dei marketplace di Apple.

Molto più interessante il passo intrapreso da Apple per quanto attiene la privacy: Safari, il browser di casa, sarà decisamente più rigido per quanto attiene il tracciamento degli utenti online, impedendo almeno in teoria la profilazione aggressiva di alcuni servizi. In più viene implementata una barriera più rigida a livello di OS per app, applet e servizi che provano a usare microfono e webcam.

 

Infine, ci sono nuove app a bordo: quella per le news, quella per il mercato azionario, i memo vocali e altro già presente su iOS. Ancora una volta qui assistiamo alla convergenza tra mobile e desktop, anche se non si è mai concretizzato davvero il timore che macOS finisse per assomigliare troppo a iOS.

Niente hardware?

Per vedere queste nuove versioni di software arrivare sui nostri device dovremo attendere qualche mese: a settembre una dopo l’altra saranno rilasciate le versioni finali di iOS, macOS e watchOS. Naturalmente ciascuno di questi sistemi operativi avrà una lista di dispositivi compatibili su cui sarà possibile installarli: l’assenza che farà più rumore è quella della prima versione di Apple Watch, che risale al 2015.

 

A settembre, poi, aspettiamo anche una nuova versione di iPhone, Watch, iPad e altro ancora. Mancano all’appello anche nuovi MacBook, soprattutto i Pro, che avrebbero bisogno di una rinfrescata visto che l’ultimo aggiornamento risale esattamente a 1 anno fa.

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