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Giu 7, 2018

Il vaso mangia inquinamento dell’italiana Clairy conquista gli USA: quasi un milione di dollari in soli 45 giorni

La giovane realtà friulana ha creato un purificatore d’aria per ridurre l’inquinamento indoor. Il progetto decolla col supporto del colosso della logistica

Quando si parla di inquinamento, il primo pensiero va alla qualità dell’aria che respiriamo all’aperto. Ma l’aria in ambienti chiusi può contenere più sostanze inquinanti di quella che respiriamo in strada. L’inquinamento indoor può infatti impattare in modo negativo sul nostro comfort, la produttività e soprattutto la nostra salute. Partendo da questo presupposto, la startup friulana Laboratori Fabrici ha ideato Clairy, un purificatore d’aria a forma di vaso che sfrutta le piante come filtri naturali.

La giovane realtà imprenditoriale tutta italiana ha appena concluso la campagna di crowdfunding su Kickstarter per il finanziamento del suo secondo prodotto, il purificatore d’aria NATEDE, registrando 3.821 sostenitori per 765.265 euro donati.

 

Il vaso smart che purifica l’aria

NATEDE è l’evoluzione di Clairy, il vaso smart in grado di combattere il fenomeno dell’inquinamento indoor. Grazie all’applicazione di tecnologie ancor più avanzate e al nuovo filtro fotocatalitico inserito, NATEDE è in grado di abbattere anche virus, batteri e odori.

Filtrando l’aria attraverso le radici delle piante, il vaso riduce gli inquinanti dell’aria indoor quali benzene, ammoniaca e formaldeide. Viene fornito con un’app dedicata per smartphone e, collegandosi al Wi-Fi, offre analisi in tempo reale dell’inquinamento, della temperatura e dell’umidità in ambienti chiusi e in base ai dati raccolti dà agli utenti consigli pratici sulla salute.

Grazie a questa idea, la startup è stata incubata in Silicon Valley nel 2015 ed è riuscita a raccogliere oltre 500mila euro in pre-ordini attraverso piattaforme di crowdfunding.

 

Il supporto logistico di UPS

Il progetto è decollato grazie al supporto e alla consulenza tailor-made del colosso della logistica UPS, che si sta posizionando sempre di più come un partner di valore anche per le startup alle quali mancano le risorse interne e il know-how per espandere il loro business all’estero.

Al momento dell’esordio con il primo prodotto Clairy, la sfida per i tre soci Alessio D’Andrea, Vincenzo Vitiello e Paolo Ganis era quella di dover costruire una supply chain da zero e in poco tempo per poter evadere oltre 2.500 pre-ordini. UPS ha supportato Laboratori Fabrici attraverso servizi dedicati per l’e-commerce e soluzioni logistiche su misura (dal trasporto al packaging, dalla gestione automatizzata degli ordini alle consegne veloci in tutto il mondo), aiutando la startup a lasciare la fase di incubazione e a esportare il proprio prodotto in più di 50 Paesi, permettendole di cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali.

“Quando lanci una startup e hai un prodotto innovativo particolarmente apprezzato all’estero, la tua preoccupazione maggiore è come spedirlo in modo sicuro nel mondo”, ha dichiarato Alessio D’Andrea, Responsabile Operations di Laboratori Fabrici. “UPS ci ha aiutato a costruire la nostra supply chain nel dettaglio fornendoci una consulenza logistica completa che ci ha permesso di spiccare il volo”.

 

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