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Giu 8, 2018

Marte | scoperta la presenza di molecole organiche

Forse c’era vita su Marte. I nuovi dati pubblicati su Science rilevano la preziosa presenza di molecole organiche forniti dal rover Curiosity della Nasa

I nuovi dati forniti dal rover Curiosity della Nasa ci avvicinano ancora di più alla prova della vita su Marte. Sul Pianeta rosso ci sono molecole organiche. È questa la sensazionale scoperta pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori coordinato da Jennifer Eigenbrode. Una conferma del fatto che su Marte circa tre miliardi e mezzo di anni fa potrebbero esserci state forme vita .

 

 

La pubblicazione della scoperta su Science

Nell’edizione della rivista Science in uscita ieri, vengono riportate due rilevanti scoperte che la NASA ha divulgato, dopo che l’agenzia ha anticipato questi ritrovamenti tramite i suoi canali social per tutta la settimana. La prima scoperta è l’identificazione di composti del carbonio in rocce sedimentarie di tre miliardi di anni fa e la seconda è il rilevamento di livelli di metano nell’atmosfera variabili con le stagioni del Pianeta Rosso. I composti organici contengono carbonio ed idrogeno e possono includere l’ossigeno, l’azoto e altri elementi.

Sebbene siano comunemente associati alla vita, la loro presenza può essere determinata anche da processi non biologici e non sono necessariamente indicatori di esseri viventi.

 

Curiosity nel Cratere Gale

Le molecole sono state individuate da Curiosity nel cratere Gale, che il rover sta esplorando dal 6 agosto 2012, e “si sono conservate nell’argillite di origine lacustre alla base della formazione Murray, antica 3,5 miliardi di anni”, si legge nell’articolo. L’origine non è chiara: potrebbe essere la testimonianza di una vita passata, o cibo di forme di vita esistenti, o qualcosa di totalmente indipendente. Ma a supporto dell’esistenza della vita su Marte c’è un’altra scoperta – pubblicata sullo stesso numero di Science – dal gruppo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa coordinato da Christopher Webster. Gli scienziati hanno osservato per la prima volta le variazioni stagionali nel livello del metano, un gas considerato determinante per le forme di vita.

 

SAM: Curiosity’s Sample Analysis at Mars

Per trovare le molecole organiche, Curiosity ha trapanato delle rocce sedimentarie note come argilliti in quattro diverse aree del cratere Gale. Queste argilliti si sono formate nel giro di miliardi di anni dal limo accumulato sul letto del lago che occupava il fondo del cratere.

I campioni estratti dai fori praticati sono stati analizzati dalla strumentazione nota come Curiosity’s Sample Analysis at Mars (SAM), che usa un forno per scaldare i frammenti di roccia intorno ai 500°C. Da questo processo di analisi sono scaturiti i composti del carbonio.

La superficie di Marte è continuamente esposta a radiazioni solari e cosmiche che hanno contribuito alla rottura dei legami chimici dei composti organici. Trovare antiche molecole organiche nei primi cinque centimetri di suolo marziano che potrebbero essersi depositate quando il pianeta era ancora abitabile, aiuterà le future missioni esplorative che scaveranno più in profondità a comprendere la storia dei composti del carbonio su Marte.

 

Metano (CH4) nell’atmosfera del pianeta rosso

Questi ultimi ritrovamenti appaiono sempre più come tasselli di un mosaico che allarga le possibilità di conoscere Marte sempre più nel dettaglio. L’articolo di Science riguarda inoltre un’altra notevole scoperta del rover Curiosity. Nel corso di tre anni solari su Marte (che equivalgono a quasi sei anni terrestri), Curiosity ha rilevato i livelli di metano nell’atmosfera del pianeta usando nuovamente il Curiosity’s Sample Analysis at Mars (SAM) e oggi sappiamo che questi variano con le stagioni del pianeta. Il metano potrebbe essere anche stato creato dai processi chimici intervenuti tra l’acqua e le rocce, ma non si può escludere a priori che derivi da processi biologici.

“Oltre a dimostrare, per la prima volta, che molecole organiche importanti per l’origine della vita sono presenti su Marte”, ha dichiarato l’astrobiologo John Brucato, dell’Osservatorio di Arcetri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), “Curiosity mostra che queste molecole riescono a sopravvivere in ambienti ostili come la superficie del pianeta rosso, battuta continuamente dai raggi cosmici e dalla radiazione ultravioletta solare”.

Un sogno, quello di trovare le prove della vita su Marte.

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