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Giu 11, 2018

Ikea verso la circolarità. Entro il 2020 solo materiali rinnovabili

Entro il 2020, il colosso svedese Ikea ha annunciato che eliminerà tutti gli articoli monouso in plastica presenti nei suoi punti vendita e si impegnerà al ripensamento delle sue produzioni secondo i principi dell’economia circolare

“Per noi, scegliere i materiali significa prendere decisioni responsabili. Quando non abbiamo la possibilità di usare risorse rinnovabili, optiamo per materiali riciclati o riciclabili. Il nostro impegno non riguarda soltanto i materiali, ma anche le persone, la produzione e i trasporti. Si può sempre migliorare. Collaboriamo con gli altri e sfidiamo costantemente noi stessi con l’obiettivo di garantire l’accesso a lungo termine a materie prime sostenibili e cambiare i metodi di lavoro nel nostro settore”. Si legge sul sito. E in effetti Ikea ha annunciato in queste ore il suo impegno ambientale al 2030 per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e ridurre la produzione di rifiuti, con punti dedicati espressamente ai materiali plastici.

Il progetto Supply chain circolare

 

L’azienda si impegna a progettare i suoi prodotti secondo i principi dell’economia circolare (supply chain circolare), con l’obiettivo di utilizzare solo materiali da fonti rinnovabili o da riciclo, e togliendo dagli scaffali – già a partire dal 2020 – tutti gli articoli monouso in plastica, misura estesa anche ai ristoranti presenti nei punti vendita a livello globale.

Gli altri punti del programma riguardano l’offerta di servizi per facilitare il trasporto dei prodotti, da parte dei clienti, l’aumento dell’offerta di piatti vegetariani nelle mense e nei ristoranti, consegne a domicilio con zero emissioni nel 2021 ed ampliare l’offerta di impianti fotovoltaici domestici, a prezzi accessibili, in tutti i mercati in cui opera entro il 2025. Infine, diventare “climate positive” e ridurre l’impronta ambientale dei prodotti in media del 70%.

“Diventare veramente circolari significa soddisfare i mutevoli stili di vita delle persone, prolungare la vita di prodotti e materiali e utilizzare le risorse in modo più intelligente. Per mettere in pratica questi principi progetteremo tutti i prodotti fin dall’inizio per essere riutilizzati, riparati, riqualificati per altri usi, rivenduti o riciclati”. Sostiene Lena Pripp-Kovac, Sustainability Manager del gruppo svedese

Il cambiamento sarà possibile solo collaborando e coltivando l’imprenditorialità – aggiunge il CEO del gruppo Torbjörn Lööf. Siamo impegnati nel guidare questo processo lavorando tutti insieme, dai fornitori di materie prime fino ai nostri clienti e partner”.

 

Le materie prime

 

L’obiettivo sarà quello di ridurre l’impatto climatico dei negozi e di altre attività dell’80% in termini assoluti entro il 2030 rispetto al 2016. Attualmente il 60% della gamma IKEA si basa su materiali rinnovabili, mentre quasi il 10% contiene materiali riciclati.

Le materie prime sono responsabili della maggior parte delle emissioni di gas serra di IKEA e, oltre a prolungare il ciclo di vita potenziale dei suoi prodotti, rappresentano le maggiori opportunità per ridurre l’impatto sull’ambiente.

Insieme alla graduale eliminazione della plastica non riciclata, l’azienda implementerà cambiamenti che vanno da una colla più verde nei pannelli truciolari e più cibo vegetariano nei suoi ristoranti. 

 

La campagna Inquinamento di Greenpeace

 

L’annuncio di Ikea è stato accolto positivamente da Greenpeace, impegnata nella lotta alla plastica e nell’opera di pressione sulle grandi multinazionali perché riducano il ricorso alla plastica usa e getta, a imballaggi e contenitori monouso. Sostiene Giuseppe Ungherese, della campagna Inquinamento di Greenpeace: “La decisione di Ikea di rimuovere la plastica monouso dai suoi negozi è un passo importante nella giusta direzione. È giunto il momento anche per altre multinazionali di fare lo stesso e di ridurre drasticamente la quantità di plastica usa e getta immessa sul mercato. Ogni minuto che passa, nei mari del Pianeta finisce l’equivalente di un camion pieno di plastica, un quantitativo inaccettabile di rifiuti che ha raggiunto anche località remote come l’Antartide, l’Artide e il punto più profondo dell’oceano, la Fossa delle Marianne”.

“Ikea – conclude Ungherese – ha dunque deciso di intervenire nel modo giusto, andando a ridurre l’inquinamento da plastica alla radice, anche se ci auguriamo che l’iniziativa non si limiti semplicemente alla sostituzione con bioplastiche o altri materiali comunque dannosi per l’ambiente”.

 

Con questo piano, l’azienda dunque si impegna a ridurre l’impronta ambientale dei suoi prodotti, a fare consegne a domicilio a zero emissioni entro il 2021, ad aumentare l’offerta di piatti vegetariani in mense e ristoranti, a usare solo energia rinnovabile e materiali riciclati entro il 2030. Un piano che sortirà effetti (positivi) per non poche imprese italiane, dato che il nostro paese è uno dei principali fornitori di mobili, componenti e impianti del gruppo svedese, per non contare l’indotto.

 

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