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Giu 11, 2018

Aquarius, la sorte di 629 persone nei tweet dei politici che litigano sui social

Il rimpallo di migranti infiamma la polemica su Facebook e Twitter. E intanto la nave si dirige in Spagna

È finita anche sui social la diatriba internazionale tra l’Italia, Malta e l’Unione europea che verte sulle sorti della nave Aquarius con a bordo 629 migranti alla quale è stato vietato l’attracco nei porti italiani per ordine di Matteo Salvini.

«Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43)»

L’ultimo a essere intervenuto è stato il cardinale Gianfranco Ravasi che ha twittato un passo del Vangelo assai eloquente: «Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius». Il commento del porporato, ovviamente, non si limita a rinverdire la parola del Signore nelle coscienze dei politici, ma sottolinea anche il fatto che proprio il leader della Lega, sotto elezioni, aveva giurato su quel Vangelo che oggi disconosce.

Salvini su Facebook: “Non devono sbarcare tutti qui”

Il neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini, fautore della chiusura dei porti all’Aquarius, in queste ore si è rivelato ancora più attivo del solito sui social, postando a ritmo serrato. Nel suo ultimo (ma solo al momento) intervento su Facebook ha salutato così la decisione di Madrid di accogliere i migranti africani: «Prima VITTORIA! 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto! Non sta scritto da nessuna parte che gli immigrati debbano sbarcare tutti, e sempre, in Italia. Stiamo facendo di più noi in una settimana che la sinistra in sette anni».

Il dietrofront social del 5 Stelle Nogarin

Ha fatto parecchio rumore anche il dietrofront di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno eletto tra le file di Movimento 5 Stelle: il primo cittadino in mattinata aveva infatti scritto sul proprio profilo Facebook di essere pronto a disattendere la linea governativa e aprire il porto della sua città all’Aquarius. Nel giro di poche ore, però, il post è scomparso dalla pagina e Nogarin ha dovuto ammettere alla stampa di aver ingranato la retromarcia per non creare imbarazzi all’esecutivo sorretto non solo dalla Lega ma anche dai pentastellati. Curioso come, più che il post in sé, a creare scompiglio politico sia stata la sua successiva cancellazione.

Sull’Aquarius il web è diviso tra #chiudiamoiporti e #umanitàperta

Nel frattempo e per tutta la giornata hanno tenuto banco gli hashtag #chiudiamoiporti e #umanitàperta. Il primo, lanciato dallo stesso Matteo Salvini, è stato ovviamente ripreso da tutti coloro che non vogliono permettere l’attracco dell’Aquarius ai porti italiani mentre il secondo è diventato nel giro di poche ore il vessillo sbandierato dai sostenitori della linea umanitaria.

Nella diatriba è intervenuto anche Giuliano Ferrara che su Twitter ha scritto: «Avvocati e giuristi, non dormite. Denunciare Salvini: le questioni politiche vengono dopo, ora bisogna fermare il bullo di stato #italiaalladerivaconlanave», cui Salvini ha prontamente risposto via Facebook: “Che tristezza, dategli un Maalox”. Mentre in Italia si dibatte sui social, a poche miglia dalla costa 629 persone ancora in mare attendono di sapere informazioni sul loro destino…

 

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