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Ago 7, 2018

Gumdrop, la seconda vita dei chewing-gum

Stivali da pioggia per bambini, ma anche matite, pettini, frisbee e boomerang. Sono gli oggetti che si possono ricavare riciclando i chewing-gum. Grazie a un progetto nato nel Regno Unito

Le gomme da masticare sono tra i prodotti dolciari più diffusi in tutto il mondo. Colorate, dai diversi aromi e dimensioni, ma con una caratteristica in comune: non sono di certo ecosostenibili e hanno un forte impatto sull’ambiente. Questo non è l’unico aspetto negativo che le riguarda. Nel Regno Unito, per ripulire le strade delle città dalle macchie create proprio da chewing gum abbandonati, vengono spesi 150 milioni di sterline ogni anno. Un problema che riguarda anche altri paesi europei, Italia compresa. Ma da un’azienda britannica è arrivata una soluzione. La Gumdrop Ltd, fondata nel 2009 dall’allora studentessa Anna Bullus, ora realizza molti oggetti donando alle gomme una seconda vita: grazie al riciclo.

Il progetto Gum-Tec

Anna Bullus stava studiando Design 3D all’Università di Brighton quando ebbe l’intuizione che avrebbe fatto nascere la sua azienda. Un giorno, tornando a casa dall’università, decise di raccogliere della spazzatura in strada, per poi cercare su Google in che modo potesse essere riutilizzata grazie al riciclo. Non trovò nulla sulle gomme da masticare e si rese conto subito dopo di come in realtà fossero un po’ dappertutto, rappresentando una problematica non di poco conto. Così, dopo vari esperimenti e test, riuscì a creare in laboratorio una sostanza plasmabile con cui produrre dei piccoli contenitori per raccoglierle e per produrne poi degli altri, chiamati Gumdrop bin

Un progetto in realtà pensato per l’esame finale del suo percorso universitario, ma che ottenne un riscontro talmente positivo da spingere Anna a studiare un materiale simile, ma commercialmente sostenibile, presso la London Metropolitan University. Dopo tre anni è arrivato Gum-tec, realizzato con chewing-gum riciclati e che può essere utilizzato in alcuni processi di produzione già esistenti.

Il lancio del nuovo Gumdrop bin, realizzato con materiale Gum-tec, è avvenuto nel 2010 a Legoland. Da allora questi raccoglitori, che possono contenere fino a 500 gomme e sono rigorosamente rosa, hanno fatto il giro del Regno Unito. Si stima che la spazzatura legata ai chewing-gum si sia ridotta del 46% nelle prime 12 settimane dal suo lancio.

Nel corso degli anni Gum-tec ha continuato ad evolversi, anche grazie ai feedback dei cittadini, e delle comuni gomme da masticare sono rinati stivaletti da pioggia, pettini, gumdrop bin portatili, cover per smartphone.

La collaborazione con la città di Amsterdam

Un prodotto simile non poteva di certo essere relegato ai confini nazionali: del resto la sua ideatrice ha sempre pensato di espandersi  a livello globale. A partire dallo scorso mese di luglio sono infatti in vendita delle scarpe da ginnastica molto speciali, in edizione limitata, la cui suola è stata ricavata proprio dalle chewing-gum raccolte nella città di Amsterdam. Nei Paesi Bassi infatti un milione e mezzo di chili di gomme da masticare finiscono sulle strade, rappresentando la spazzatura più diffusa dopo i mozziconi di sigaretta.

Il prezzo di queste calzature, realizzate con il brand Explicit, non è proprio economico. Costano infatti 199,95 euro. Ma senza dubbio contribuiscono a promuovere una buona causa: quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sul danno ambientale dei chewing-gum gettati per strada. Da GumDrop ne sono sicuri: Il futuro è verde con un tocco di rosa, recita il claim aziendale.

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