immagine-preview

Ago 8, 2018

Tesla incassa 2 miliardi dai principi sauditi

L'azienda di Elon Musk è l'oggetto del desiderio del fondo sovrano dell'Arabia Saudita. E pensa di lasciare la Borsa per non dipendere dagli umori del mercato finanziario

Tesla sta attraversando un momento magico: il titolo vola in Borsa, grazie alle indiscrezioni che parlano di un enorme aumento di capitale garantito dall’entrata di un socio di peso nella compagine aziendale. Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, braccio finanziario della nazione foraggiato coi petroldollari, ha acquisito una quota tra il 3 e il 5 per cento dell’azienda di Elon Musk, per un valore compreso tra 2 e 3 miliardi di dollari. Un’operazione importante e che dimostra la credibilità raggiunta dalla casa automobilistica che produce esclusivamente vetture elettriche, che nel frattempo pensa anche al delisting per non essere soggetta ai capricci del mercato azionario.

I soldi degli arabi

Quando si muovono i capitali dell’Arabia Saudita è segno che un business è sul punto di esplodere o che è già una solida certezza: se poi si pensa al fatto che lo stato guidato dal re Salman bin Abd al-Aziz Al Saud deve le sue fortune al petrolio e all’industria del motore a scoppio, la scelta di investire in una vettura elettrica dice anche qualcosa di più. Tesla è senza dubbio il marchio più celebre di questo settore, quello con alle spalle la storia più lunga e con un’offerta consolidata, pertanto la scelta degli arabi non può che essere una conferma di questo successo in ascesa.

Riad, la capitale dell'Arabia Saudita

A quanto si apprende, il fondo sovrano ha proposto direttamente a Tesla l’acquisto di una quota – proposta respinta, spingendo l’investimento sul mercato secondario. Gli arabi hanno quindi rastrellato le azioni in circolazione fino a salire sopra la soglia del 3 per cento, con una spesa complessiva compresa tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. La scalata si è arrestata sotto il 5 per cento: abbastanza per fare dell’Arabia Saudita e della sua famiglia reale un importante azionista di Tesla.

L’idea del delisting

Delisting, ovvero uscire dal listino: Elon Musk pensa seriamente di abbandonare Wall Street, lo ha dichiarato su Twitter e lo ha ribadito con una lettera ai dipendenti. Una scelta simile a quanto già visto in passato, basti pensare a Dell ma non solo, con sempre le stesse motivazioni: stare a Wall Street permette di capitalizzarsi col mercato azionario, ma impone anche delle pesanti restrizioni a come va gestita l’azienda sia in termini di rispetto delle regole (ad esempio ciò che Musk può, o non può, dire in pubblico), sia per quanto attiene le aspettative degli investitori.

Musk ha annunciato di stare pensando al delisting via Twitter, già questo un comportamento sul filo del rasoio per quanto attiene il rispetto delle regole: “Sto pensando di far tornare Tesla privata a 420 dollari. Finanziamenti assicurati” ha cinguettato, causando per altro un salto al rialzo del titolo che è stato sospeso di conseguenza. Con una valutazione da 420 dollari e visto il numero di azioni in circolazione parliamo comunque di un’operazione gigantesca, si muoverebbero qualcosa come 70 miliardi di dollari secondo le stime, soldi che intascherebbero gli attuali (fortunati) possessori di quote Tesla.

 

Il settore in cui si muove Musk con Tesla è ancora un settore di frontiera: come dimostra il caso della Model 3, non sempre è possibile programmare con precisione il ciclo di uscita dei nuovi modelli o rispettare i tempi di consegna preventivati. Costruire un’auto elettrica è ancora un’operazione ai limiti delle conoscenze e delle tecnologie disponibili: dalla sua Musk e compagni hanno ormai 15 anni di esperienza alle spalle, ma l’imprevisto è sempre in agguato dietro ogni bullone e ogni condensatore.

Non dover più rispondere alle liturgie trimestrali che prevedono la comunicazione dei risultati agli azionisti lascerebbe a Tesla mano libera per poter programmare lanci e consegne secondo tempi più appropriati. Niente distrazioni per i dipendenti, sulla scia di quanto proprio lo stesso Musk ha realizzato con SpaceX: le due aziende resteranno comunque separate, ha chiarito Elon nella lettera ai dipendenti, ma è importante mettere a frutto anche sulle strade l’esperienza positiva accumulata nello spazio.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter