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Ago 31, 2018

IFA 2018 | Huawei raddoppia l’AI nel nuovo Kirin 980

Doppia NPU e nuova architettura per il SoC che equipaggerà i prossimi smartphone. Il processore è costruito con tecnologia da 7nm

La moda dell’AI negli smartphone, di fatto, l’ha scatenata Huawei: con il lancio del Kirin 970, proprio un anno fa qui a IFA, l’azienda di Shenzhen ha cambiato le gerarchie del settore e spostato equilibri consolidati. Il primo processore con unità di calcolo dedicata al machine learning, la NPU, messa a frutto per migliorare le prestazioni e abbattere i consumi: tutti hanno seguito la strada tracciata da Huawei, che ora si appresta a rilanciare. Con il lancio del Kirin 980, mostrato sul palco della fiera berlinese dal CEO Richard Yu.

Non più big.LITTLE

Per anni abbiamo visto a bordo dei nostri smartphone processori octa-core: 4 unità di calcolo destinate alla potenza, 4 più efficienti, attivate in alternativa quando c’è bisogno di forza o di dolcezza. O tutte assieme, se il gioco si fa particolarmente duro. Il Kirin 980 supera questo approccio: un po’ come accade già su alcuni processori desktop, il funzionamento di questo SoC sarà più flessibile e permetterà di attivare solo parte dei suoi core a seconda di come la logica che ne sovrintende il funzionamento sceglierà di operare.

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Dentro il silicio troveremo sempre 8 core: quest’anno però ci sono quattro Cortex-A55, due Cortex-A76 regolati per garantire efficienza e infine due Cortex-A76 per la potenza assoluta. Ciascuno di essi può essere messo in funzione alla bisogna e in modo indipendente, così da garantire prestazioni adeguate in ogni frangente. Sfondato il muro dei 2GHz, poi, si viaggia ormai spediti verso quello dei 3: non è un fattore da poco, e per tenere bassi i consumi Huawei decide di passare al processo produttivo da 7nm di TMSC.

Si tratta di fatto del primo processore in circolazione costruito a questo livello di miniaturizzazione, a cui ovviamente risponderanno a breve Apple e Qualcomm con le loro creazioni. L’adozione di questo nuovo processo produttivo comporta una serie di vantaggi: innanzi tutto in 1 centimetro quadrato, tanto è grande il SoC, ci vanno la bellezza di 6,9 miliardi di transistor. Al contempo calano i consumi, di circa un 40%, a fronte di un aumento di prestazione non inferiore al 20 per cento. Il Kirin 980 dovrebbe complessivamente erogare circa 1,6 volte la potenza del suo predecessore.

Il superamento della architettura big.LITTLE va poi di pari passo con l’evoluzione della NPU: la seconda generazione migliora in efficienza rispetto alla prima, anche grazie all’adozione di tecnologia Cambricorn (un’altra azienda cinese specializzata nel design di chip pensati per i server e ad alto tasso di AI). E se ciò non bastasse, raddoppia nel die del Kirin 980: ce ne sono due di NPU, il che non guasta. Ora la NPU è in grado di elaborare fino a 4.500 immagini al minuto, con un incremento pari al 120 per cento rispetto al predecessore.

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Di fatto l’approccio generale del processore è completamente modulare, permette cioè di scegliere quali elementi utilizzare per scopi diversi. A tutto questo si unisce una nuova GPU, modellata da HiSilicon sulla base del design ARM della Mali G76, che sfrutta il machine learning per variare la sua frequenza di esercizio e rispondere rapidamente ai carichi di lavoro tipici del gaming o di altre attività GPU intensive.

Prossimamente, sotto i vostri schermi

Dopo aver lanciato una manciata di smartphone equipaggiati col Kirin 970, compreso Honor Play solo 24 ore fa, Huawei si accinge a fare di più con il Kirin 980. Il primo della lista sarà senza dubbio il Mate 20, atteso non più tardi di ottobre. Le capacità del nuovo processore fanno immaginare che assisteremo a un rilancio delle qualità fotografiche del nuovo smartphone, così come un’autonomia migliorata.

Altro elemento migliorato in questo Kirin 980, infatti, è l’ISP: l’image signal processor sviluppato da Huawei arriva alla quarta generazione, e innesta nuove funzioni HDR ed elaborazione multi-pass nella gestione dei segnali in arrivo dalla fotocamera (o dalle fotocamere: visto che ormai sono almeno due, se non tre, sui terminali Huawei) per ottimizzare contrasto e colori, e ridurre il rumore nello scatto soprattutto nelle riprese in luce scarsa. Ridotta anche la latenza quando si girano i video, con un miglioramento netto del 33 per cento, così come la pipeline di elaborazione è stata migliorata per rendere il processo di acquisizione più efficace. Con il nuovo ISP, inoltre, la messa a fuoco dei soggetti in movimento è più rapida e precisa.

Anche la connettività subirà un’impennata: nella rincorsa alla velocità massima, ora Huawei dichiara di aver integrato un modem Cat.21 che raggiunge 1,4GBps in download, con carrier aggregation migliorato per supportare anche l’aggregazione di frequenze diverse.

Non di solo Kirin vive l’uomo

Accanto a tutto questo sfoggio di ingegneria e silicio, ci sono anche un altro paio di novità viste qui a Berlino. La prima è relativa all’ingresso di Huawei nel settore degli speaker connessi: lo fa a modo suo però, integrando in un solo apparecchio anche un router 4G. Lo hanno chiamato AI Cube, supporta la connettività fino a 300Mbps in download (LTE Cat.6) ed è in grado di creare una rete locale a 2,4 e 5GHz con un una velocità fino a 1,2Gbit. In più ha anche un altoparlante dalle dimensioni generose, per consentire di riprodurre audio di buona qualità e con volume adeguato a essere ascoltato in tutta la casa.

Altro tassello fondamentale è la prosecuzione della collaborazione instaurata con Amazon: sarà ancora Alexa l’assistente personale che equipaggia AI Cube (come già alcuni smartphone Huawei), garantendo al nuovo speaker di poter rapidamente essere integrato nella propria smart home e di attingere alle moltissime skill già prodotte dalla community di Alexa.

Dulcis in fundo, in arrivo due nuove colorazioni per il P20 Pro: lo smartphone Huawei ha riscosso molto successo, tanto da garantire insieme al resto del catalogo di strappare la seconda posizione mondiale di vendite ad Apple. Ora Huawei lancia Morpho Aurora e Pearl White, due colorazioni cangianti come la Twilight vista all’esordio.

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