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Set 2, 2018

IFA 2018 | Walter Ji (Huawei): c’è l’AI nel futuro di Huawei

La visione del presidente della divisione europea consumer della multinazionale cinese sugli annunci della fiera di Berlino

C’è molta carne a cuocere nel mondo Huawei: gli annunci di IFA, di cui vi abbiamo parlato, si sono arricchiti nelle ultime ore anche di un nuovo smartphone – il Mate 20 lite – che rendono di fatto sempre più ampia l’offerta dell’azienda di Shenzhen. Su tutto, comunque, domina il Kirin 980 e il nuovo corso dell’intelligenza artificiale di Huawei. Una prospettiva che abbiamo commentato assieme a Walter Ji, presidente del CBG di Huawei in Europa, con cui abbiamo cercato di comprendere più a fondo perché per tutti questo mantra dell’AI sia così trasversale a IFA.

Unire i punti: per creare una rete unica

Partiamo, però, dall’AI Cube nella nostra chiacchierata: è uno dei nuovi device mostrati a Berlino, ed è di fatto uno speaker intelligente che riunisce le capacità di Alexa di Amazon con la competenza di Huawei nella creazione di reti di comunicazione mobile. AI Cube è infatti uno speaker 4G: è pensato per essere utilizzato dove la rete WiFi o fissa non c’è, è pensato per portare l’assistente vocale di Amazon dove oggi non arriva. Completa quello che è anche il progetto di Amazon stessa.

Ma soprattuto, ci dice Ji, “Per noi è importante aver introdotto un modem 4G nel nostro AI Cube perché fare device di rete è quello che sappiamo fare meglio”. Questo settore è ancora perlopiù inesplorato, aggiunge: ci sono ampi margini di crescita per chi muove oggi i primi passi, e secondo il manager “Ci sono grandi potenzialità in questo mercato dell’AI”. Huawei parte da una posizione privilegiata: ha il chip Kirin che sviluppa in casa e che offre la possibilità di piazzare l’intelligenza artificiale nelle tasche di tutti, e in più svolge un ruolo significativo nella creazione dell’infrastruttura di comunicazione su cui i dati in entrate e in uscita dai terminali viaggiano.

 

“L’idea è quella di applicare la stessa tecnologia a tutto l’ecosistema – spiega a StartupItalia! – creare un’innovazione capace di portare l’AI in tutti i possibili campi di utilizzo”. L’obiettivo è di sfruttare questa tecnologia per semplificare la vita degli utenti: per farlo l’approccio resta aperto, ovvero Huawei non punta a replicare ogni tipo di device consumer in circolazione quanto piuttosto di continuare a svolgere il ruolo di abilitatore. “A noi importa che i nostri clienti possano beneficiare dei vantaggi di questa innovazione: quindi cerchiamo i migliori partner per accelerare lo sviluppo”.

Huawei si è ritagliata in questi anni un ruolo sempre sempre di più centrale nel settore delle telecomunicazioni, e punta a esserlo ancor di più con il 5G. Entro la fine del 2019 vedremo anche i primi smartphone 5G, dice Ji, ma bocche cucite su quanto ci attende l’anno prossimo: prima ci sarà da parlare del Kirin 980 e degli smartphone che ne monteranno uno. “Puntiamo forte su Ricerca&Sviluppo: l’obiettivo dei 7 nanometri ha richiesto un investimento di tre anni, e molti altri sforzi sono anche stati investiti nella ricerca relativa alle fotocamere, agli schermi FullView. E stiamo lavorando anche a molto altro”.

L’esempio italiano

C’è un tema che tocchiamo con Walter Ji che ci riporta a casa nostra: la presenza di Huawei nel retail, con la creazione di punti vendita monomarca. Il primo esempio in tal senso lo abbiamo avuto a Milano, avamposto in Europa: un progetto frutto della divisione italiana che ha convinto Ji e il management cinese tanto da iniziare a pensare alla sua graduale estensione ad altre nazioni.

 

Può essere questo anche un modo per mostrare qualcosa di più di una realtà, come Huawei, che è più di una semplice fabbrica di cellulari made in China: “Siamo orgogliosi delle nostre radici cinesi – ci dice Isabella Lazzini, marketing&retail director di Huawei CBG Italia, incontrata allo stand di Huawei in fiera – Con gli store e altre iniziative punteremo a far conoscere al pubblico sempre qualcosa di più della nostra azienda e della nostra cultura”.

Con Lazzini proseguiamo il discorso iniziato con Ji: “Nasciamo facendo reti – ci dice – dunque l’evoluzione verso l’IoT è naturale. Le Smart City costituiscono un settore affascinante e stiamo già contribuendo in modo significativo al loro sviluppo tramite le infrastrutture di telecomunicazione che ne abilitano la nascita e la crescita. Ora puntiamo a farlo anche all’interno delle mura domestiche, con il lancio di AI Cube che è solo il primo passo”.

 

La visione di Huawei, riassunta da Lazzini, resta quella di un ecosistema complesso ma open. “Siamo un’azienda aperta che vuole evolvere – ci dice – Abbiamo dimostrato questo approccio con molteplici esempi di co-creation: abbiamo partner come Leica che ci offrono supporto per lo sviluppo delle lenti degli smartphone, lavoriamo con Alexa per le interfacce vocali, e siamo aperti ad avviare altre partnership quando ce ne sia l’opportunità o se ne avvertiremo la necessità”.

Inevitabile finire a discutere di device, presenti e futuri. Nulla ci dice del terminale promesso da Richard Yu, il suo CEO, per il 16 ottobre: ma è bene ribadire che l’offerta di Huawei è ampia per coprire quante più esigenze del pubblico è possibile. “La linea M dei Mate e la linea P costituiscono a nostra offerta di fascia alta, così come i Lite di cui il Mate 20 Lite è l’ultimo arrivato sono il cuore della nostra offerta. Per noi però ricoprono un ruolo importante anche la linea Y e quella Smart, con le quali cerchiamo di entrare in contatto con la prossima generazione di consumatori attraverso un linguaggio diverso”.

Il nuovo Mate 20 lite

Schermo 6,3 pollici, con notch e risoluzione FHD+. Processore Kirin 710 (octa-core con 4xCortex-A73 + 4xCortex-A53), 4GB di RAM e 64GB di memoria interna espandibile. NFC, dual-SIM e connettività 4G LTE. E per finire, doppia fotocamera anteriore 24+2 megapixel e posteriore da 20+2 megapixel con funzioni AI per il riconoscimento dei soggetti e degli scenari. Il nuovo Mate 20 Lite annunciato oggi è il device che di fatto dà il la al ballo di aggiornamenti che vedrà il suo culmine il 16 ottobre, con il lancio del fratello maggiore a Londra.

Anche il Mate 20 lite fa dell’AI il cavallo di battaglia: per ciò che riguarda l’ottimizzazione del software di bordo, per le performance durante il gioco, per la connettività e il GPS, per l’ottimizzazione degli scatti fotografici (e la Augmented Reality delle animoji, che cambiano seguendo le espressioni del viso inquadrato dalla fotocamera). La batteria integrata è da 3.750mAh, e dispone nella confezione anche di un caricabatterie rapido da 18W. La ricarica avviene attraverso un connettore USB Type-C.

 

Tre colorazioni disponibili: blu, nero e oro. Le finiture del posteriore sono effetto vetro, come i grandi di famiglia. In vendita da subito, con a bordo Android 8.1 Oreo e interfaccia EMUI 8.2. Il dispositivo si piazza in cima all’offerta media dell’azienda cinese: 399 euro il prezzo di listino, ma chi lo acquista entro il 30 settembre e si registra alla promozione riceverà una Band 3 Pro (99 euro se acquistata separatamente) in omaggio.

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