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Set 4, 2018

In arrivo i robot-scarafaggi che aggiustano gli aerei

La nota casa di auto di lusso Rolls-Royce ha creato il robot-blatta per l'ispezione e la piccola manutenzione dei motori degli aerei. Secondo gli ingegneri della Rolls questi robottini contribuiranno in maniera sostanziale alla riduzione dei tempi (e dei costi) per i controlli

Scarafaggi robot che entrano nei motori per verifiche di manutenzione ed ispezione. E’ questa la brillante idea avuta di Rolls-Royce, azienda leader – anche – nella costruzione di motori per aerei.

Obiettivo, evitare lo smontaggio e il rimontaggio dei motori, che devono necessariamente essere effettuati e controllati per garantire la sicurezza del velivolo.

 

L’idea è piuttosto brillante e permetterà alle aziende di avere un grande risparmio sia in termini di tempo (tra il montaggio ed il rimontaggio ci possono volere anche 10 ore) sia di budget.

 

Un’altra forma di Intelligenza Artificiale in cui il robot si sostituisce pian piano alla mano dell’uomo garantendo gli stessi standard qualitativi.

 

Il progetto in collaborazione con l’Università di Nottingham e di Harvard

 

In collaborazione con l’Università di Nottingham e con quella di Harvard, Rolls-Royce ha creato una serie di minirobot per svolgere alcune operazioni negli enormi motori che servono a far volare gli aerei. I Flare sono serpenti di metallo che si introducono tra gli ingranaggi per aggiustare i rivestimenti termici mentre gli Swarm sono più simili a scarafaggi, vengono depositati nel motore e analizzano le parti da riparare.

Si tratta di piccoli scarafaggi robot che verranno utilizzati per le azioni di ispezione, controllo e manutenzione all’interno dei motori che l’azienda stessa costruisce.

 

 

Perché proprio gli scarafaggi?

 

Gli scienziati l’Università di Nottingham e di Harvard hanno osservato come le blatte si insinuano in fessure orizzontali di meno di un quarto della loro altezza, comprimendo in meno di un secondo il loro corpo, tra gli esoscheletri.

Una volta che si trovano in spazi ristretti in verticale, invece, si allungano di 20 volte al secondo in un modo sconosciuto di locomozione, strisciando con attrito corpo e zampe.

I test hanno dimostrato che la compressione esercitata sugli scarafaggi quando passavano attraverso le più piccole fessure era 300 volte il peso del corpo.

Le blatte hanno resistito a un peso quasi 900 volte il loro corpo senza danni, dimostrando la loro resistenza alla compressione.

L’esoscheletro dello scarafaggio ha ispirato per la creazione di un robot morbido, dotato di un guscio rigido e di zampe, articolato in più segmenti, con basso attrito, che potrebbe essere utilizzato come strumento di ricerca e salvataggio, per esempio per penetrare tra i detriti causati dall’azione di tornado, terremoti o esplosioni.

 

Lo scarafaggio è molto intelligente ed è dotato di sensori particolari che rendono loro veloci – attivi e in grado di nascondersi velocemente in caso di pericolo. Gli ingegneri della Rolls- Royce hanno studiato a fondo i movimenti di questi animali per poi tradurli in un linguaggio automatizzato, creando i robot di cui sopra.

L’idea è anche stata messa in pratica per la riduzione di tempi e budget per i vari lavori che si dovranno fare. Ad esempio, il montaggio di una camera di combustione richiede circa 5 ore di lavoro aggiunte ad altre 5 per il ricomponimento; il robot – invece – si introduce direttamente nella macchina riprende tutto ed esce in dieci minuti dando la conferma o meno della necessità di intervento, da parte dello staff preposto.

 

Blattomeccanici

 

I piccoli insetti robotici saranno lunghi circa 45 millimetri, con diametro di 10: sono pensati per essere liberati all’interno dei propulsori a reazione turbofan mediante una sonda flessibile.

Una volta all’interno del motore, i robottini potranno ispezionare l’ambiente circostante, individuando eventuali danni, anche quelli più piccolissimi. Grazie alla telecamera frontale, poi, potranno trasmettere le immagini a un operatore umano, il tutto senza smontare il motore e con chiari benefici in termini di tempo e costi.

 

E con le future evoluzioni del progetto, l’obiettivo è quello di consentire ai blattomeccanici di effettuare alcune riparazioni in maniera autonoma e di essere installati permanentemente nel motore, con adeguata protezione termica, affinché il turbofan possa manutenersi da solo.

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