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Set 13, 2018

Gli Hololens di Microsoft debuttano in sala operatoria

Microsoft ha annunciato che l’ospedale pediatrico britannico Alder Hey inizierà ad utilizzare HoloLens e il Surface Hub

Microsoft porta i suoi dispositivi tecnologici all’interno delle sale operatorie. Sarà infatti l’ospedale pediatrico britannico Alder Hey ad utilizzare HoloLens e il Surface Hub durante alcune operazioni chirurgiche critiche come quelle al cuore.

Grazie a queste tecnologia, i medici potranno usufruire di informazioni aggiornate sui pazienti operati e collaborare con tutti i medici dell’ospedale attraverso la piattaforma collaborativa della casa di Redmond. Vediamo come.

Microsft entra in ospedale

Surface Hub è una piattaforma che, come sostiene la stessa azienda, “trasforma i luoghi di lavoro in moderni spazi di collaborazione”, permettendo la connessione di più persone tramite un solo schermo digitale. Immaginate ora un ospedale: utilizzando un tale strumento, tutto il personale medico sarà connesso e potrà collaborare e condividere informazioni o, ad esempio, le immagini di un intervento, praticamente in tempo reale, per poter così ricevere immediatamente un feedback dai propri colleghi.

Non solo. Surface Hub consentirà ai medici di condividere cartelle cliniche, test e immagini mediche. Documenti tradizionalmente cartacei che giacciono sparsi in diversi punti dell’ospedale. Un grande vantaggio dunque, anche in termini di semplificazione ed efficienza del lavoro.

Durante le operazioni poi, gli altri specialisti potranno collaborare da remoto e aggiungere delle note che saranno inviate in tempo reale all’HoloLens che stanno indossando i chirurghi. I visori per la mixed reality saranno infatti utilizzati direttamente nelle sale operatorie, per creare facilmente ologrammi 3D da utilizzare per supportare l’operazione, leggere le informazioni senza doversi allontanare dalla sala e ridurre i tempi di apprendimento da parte dei giovani medici.

 

Il futuro della chirurgia

Del resto l’impiego della tecnologia in chirurgia continua senza sosta. Gli statunitensi, ad esempio, prevedono che nei prossimi cinque anni l’80% dell’intera chirurgia diventerà robotica. Il nostro Paese è uno dei più evoluti i questo senso: siamo primi in Europa, a pari merito con la Francia, per il numero di robot in sala operatoria.

Anche la Realtà Virtuale comunque ha già fatto il suo ingresso in alcune sale operatorie. L’annuncio di Microsoft rappresenta dunque la logica evoluzione di questo processo: l’ospedale Alder Hey di Liverpool è già al lavoro con Black Marble, partner di Microsoft, per sviluppare nuove soluzioni per la chirurgia da applicare al Surface Hub e agli HoloLens.

Nei prossimi anni queste tecnologie diventeranno sempre più autonome e permetteranno di preparare i chirurghi a gestire le emergenze in maniera sempre più efficace, grazie a strumenti come le simulazioni degli interventi in 3D. I medici del futuro sono già pronti a questo cambiamento.

Secondo uno studio realizzato da Havas Life Italy e Ipsos per conto di Sanofi infatti, l’81% dei futuri medici è convinto che la tecnologia guiderà la trasformazione della loro professione. Molti devono ancora specializzarsi, ma il 99% di loro è convinto che queste novità miglioreranno il proprio lavoro. Come dargli torto?

@antcar83

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